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Enrico Rava

Enrico Rava

Il del 25 giugno a Luglio Suona Bene

Non poteva iniziare meglio l’annuale stagione “Luglio Suona Bene” organizzata alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica: la sera del 25 giugno doppio concerto con i gruppi di Ornette Coleman e di Enrico Rava come a dire il padre del free jazz e uno degli “allievi” che almeno per un certo periodo ha meglio interpretato la lezione del maestro. Se a tutto ciò si aggiunge la cornice di un pubblico numeroso, competente ed entusiasta si avrà il quadro esatto di una serata davvero magica.

Ad aprire. il di Ornette Coleman (sax contralto, tromba e violino) con Albert McDowell elettrico, Anthony Falanga contrabbasso e Denardo Coleman batteria. Ad onta dei suoi 79 anni Ornette sembra non aver perso alcunché dell’originaria freschezza e soprattutto della voglia di suonare che l’ha sempre contraddistinto. Di qui un flusso sonoro mai eguale a sé stesso in cui l’anziano leader prosegue lungo la strada da lui stesso tracciata diversi decenni or sono. Nella musica di Coleman è facile individuare, immediatamente, quella che può forse essere considerata la sua principale cifra stilistica: il totale coinvolgimento di tutti i musicisti. Nei suoi gruppi non esiste gerarchia e tutti contribuiscono in egual misura al buon esito finale. In estrema sintesi si potrebbe osservare che le performances colemaniane si sviluppano per piccoli nuclei tematici di cui, di volta in volta, s impadroniscono i vari musicisti. In tal modo si instaura una sorta di colloquio che non necessariamente coinvolge tutti i musicisti allo stesso tempo: così, ad esempio, nel concerto dell’altra sera si notava come, ad un certo punto, da un lato dialogavano batteria e Ornette, dall’altro contrabbasso e elettrico. In questo intreccio di suoni ovviamente molto spazio è lasciato all’improvvisazione così come appaiono evidenti certi passaggi ben studiati: si ascoltino con attenzione i finali dei pezzi.

Ornette Coleman

Ornette Coleman

Esibirsi dopo Ornette Coleman non deve essere facile per nessuno eppure Enrico Rava, nel concerto del 25 giugno, ha tenuto perfettamente botta. Il trombettista si è presentato in quintetto con Gianluca Petrella trombone, Giovanni Guidi pianoforte Pietro Leveratto contrabbasso e Fabrizio Sferra batteria. Tra i tanti meriti di Rava c’è anche quello di aver sempre saputo individuare e valorizzare giovani talenti facendoli conoscere ad un pubblico internazionale. Questa volta tocca a Giovanni Guidi il cui panismo, pur suscettibile di notevoli miglioramenti, si inserisce comunque perfettamente nel tessuto sonoro ideato da leader. Rava si avvia così a vincere questa ulteriore scommessa…anche perché – è giusto sottolinearlo – gi altri componenti il gruppo sono tutti di straordinario livello.
Gianluca Putrella è oramai uno dei trombonisti europei più originali quanto a voce strumentale e tecnica esecutiva, Pietro Leveratto è semplicemente un grandissimo contrabbassista che, per uno di quegli strani fenomeni che si verificano nel jazz, non ha ancora ottenuto i riconoscimenti che merita mentre Fabrizio Sferra , lo ripeto per l’ennesima volta, è uno dei batteristi più fantasiosi ed originali che le scene del jazz internazionale possano vantare. Ciò detto risulta facile capire come anche l’esibizione di Rava abbia soddisfatto i palati più raffinati.

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