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Braxton Trio

Braxton Trio

Dagli Stati Uniti al Brasile, tra free jazz, sperimentazione e samba…

Sabato 11 luglio, la terza serata del Pomigliano jazz Festival, propone tre di assoluto valore. Tre momenti di grande musica che spaziano dal free jazz più estremo ai ritmi sudamericani più colorati.
Dalle 21, sul palco centrale si inizia col Chamber Trio di William Parker, una formazione atipica, senza batteria, il cui il programma si basa su composizioni originali e una suite dedicata a Miriam Makeba. Col contrabbassista newyorkese, due donne che fanno parte del suo celebrato sestetto: la sorprendente pianista giapponese Eri Yamamoto (già con Daniel Carter, Hamid Drake e Federico Ughi) e la -danzatrice Leena Conquest (collaborazioni con Dave Burrell, Curtis Mayfield e nel campo della danza con la compagnia Alvin Ailey), nota soprattutto per le sue esperienze tra hip-hop e acid jazz.

A seguire, sempre sul palco centrale, l’unica data italiana di Anthony Braxton. Nato e cresciuto nel South Side di Chicago, Braxton è uno dei sassofonisti più conosciuti al mondo, uno sperimentatore sonoro, un audace compositore e autore di punta della scena free internazionale. Dopo avere insegnato al Mills College, è ora professore di musica alla Wesleyan University di Middletown, per le cattedre di , storia della musica e improvvisazione. Al Pomigliano Jazz Festival presenta il suo nuovo progetto “Diamond Curtain Wall Trio”, accompagnato dal trombettista Taylor Ho Bynum e dalla chitarrista Mary Halverson.
In chiusura, sul palco– in esclusiva per il sud Italia – spazio al samba dell’Orquestra Imperial, ensemble che racchiude alcuni tra i più rappresentativi musicisti brasiliani: Moreno Veloso (figlio del grande Caetano), Kassin, Domenico Lancelotti, Wilson Das Neves, Berna Ceppas, Nina Beker e Rodrigo Amarante. Una vera e propria big band formata da artisti provenienti da mondi apparentemente lontani, ma accomunati dall’amore per la gafiera, il sound popolare che faceva ballare le generazioni degli anni ’40 e ’50.
Oltre alla musica, spazio nel pomeriggio, ai seminari di guida all’ascolto del jazz, condotti dal pianista Francesco Nastro e dal critico musicale Pietro Mazzone, ai laboratori per bambini realizzati dalla Fondazione Pomigliano Infazia, alle performance artistiche. Al Museo della Memoria è allestita la mostra “Linea di Produzione: Pomigliano tra fabbrica, cultura popolare e jazz”, collettiva fotografica di Roberto Masotti, Luciano Ferrara, Pino Miraglia e Silvano Caiazzo. Il festival intende, così, tenere viva l’attenzione sulla vicenda Fiat. Oltre alla mostra, saranno proiettate immagini dello stabilimento pomiglianese, con improvvisazioni live di tre pianisti napoletani: Francesco Marziano, Mariano Bellopede e Franco Piccinno.

Tutti gli eventi sono a ingresso libero.

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