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Abdullah Ibrahim

Abdullah Ibrahim

Dal 24 luglio al 16 agosto l’undicesima edizione

Un fitto calendario di concerti, mostre, dibattiti, cortometraggi, con grandi nomi della musica e dell’arte: tutto raccolto sotto un titolo, “Clandestino”, che rimanda a un tema ambizioso e di strettissima attualità. Dal 24 luglio al 16 agosto a Oristano e in altri centri dell’Oristanese – San Vero Milis, Nurachi, Baratili San Pietro, Nureci – torna il Dromos che quest’anno, per l’undicesima edizione, sceglie di dipanare dal versante culturale e artistico la condizione della clandestinità, vista non solo nella sua dimensione sociale, ma anche in quella artistica, creativa ed esistenziale. Perché, come scrive nella sua presentazione del il critico d’arte Ivo Serafino Fenu, “clandestino è sì il migrante che, illegalmente, attraversa un confine, sfuggendo a una legge per porsi in conflitto con un’altra, ma è anche l’artista che caratterizza la propria ricerca umana ed estetica con una forte carica di ‘alterità’”.

Dal punto di vista musicale, questo impegnativo obiettivo sarà innanzitutto affidato a grandi musicisti come Abdullah Ibrahim, Roberto Fonseca, Maceo Parker, Vieux Farka Touré, Augusto Enriquez, Keith Brown.
• I concerti
Il programma di concerti prende il via venerdì 24 luglio a San Vero Milis, nel Giardino del Museo Civico: alle 22 (ingresso libero) Elena Ledda presenta “Cantendi a Deus”, un progetto musicale frutto di una lunga ricerca e interamente dedicato al canto sacro in Sardegna. Ad accompagnare la cantante, il suo collaudato stuolo di partner musicali: Simonetta Soro (voce), Mauro Palmas (mandole), Marcello Peghin (chitarre) e Silvano Lobina (basso).

Sabato 25 il festival si sposta a Oristano: all’Asilo Sant’Antonio (ore 21, ingresso libero) è di scena, en solitaire, Roberto Fonseca. Il giorno dopo (domenica 26 luglio, ore 22), nell’elegante cornice di Piazza Eleonora, riflettori puntati ancora sul giovane e talentuoso pianista cubano, stavolta alla testa della sua band – con Javier Zalba (clarinetto e ), Omar Gonzalez (contrabbasso), Ramses Rodriguez (batteria) e Joel Hierrezuelo (percussioni) – per presentare il suo nuovo album “Akokan” (“cuore” in Yoruba): un’opera sorprendente, meticcia, frutto di un profondo rispetto per le diverse culture del mondo e per le problematiche più scottanti della contemporaneità, già anticipate nel brano “Clandestino” del precedente album “Zamazu”.

Lunedì 27 è il turno di un’autentica icona del jazz, Abdullah Ibrahim, in trio con Belden Bullock al contrabbasso e George Gray alla batteria. Classe 1934, il pianista scoperto da Duke Ellington, come molti altri musicisti sudafricani è stato a lungo lontano dalla sua terra negli anni dell’apartheid, vivendo sulla propria pelle la condizione del clandestino. Un protagonista emblematico, dunque, di questa edizione di Dromos, che l’indomani lascia Oristano per piantare le tende per tre sere nella vicina Nurachi.
Martedì 28 nello spazio concerti del Museo Peppetto Pau tiene banco il “re del funk”, Maceo Parker (sax contralto, flauto e voce), sul palco con Ron Tooley (tromba), Dennis Rollins (trombone), Will Boulware (tastiere) e Bruno Speight (chitarra), Rodney “Skeet” Curtis (basso), Jamal Thomas (batteria) e le Martha High e Neta Hall. Energia e vitalità allo stato puro.

Figlio d’arte, Vieux Farka Touré si è confermato da tempo degno erede di suo padre, Ali Farka Touré, il leggendario chitarrista del Mali che ha saputo dimostrare, se mai fosse stato necessario, come l’anima del blues risieda in Africa. Ma Vieux ha persino idee più radicali quando sostiene che le radici sahariane si ritrovano in tutta la musica, dalle jam bands al dub giamaicano. Mercoledì 29 luglio, armato di chitarra e voce, presenta il suo ultimo album, “Fondo”, con Aly Magassa (chitarra, voce), Tim Keiper (batteria, percussioni), Mamadou Sidibé (basso, voce) e Souleymane Kané (djembé, calabash, voce).

Chiude il tris di serate a Nurachi – giovedì 30 luglio – l’esibizione di Paolo Angeli (con la sua chitarra sarda preparata) in duo con Alberto Masala, uno dei più apprezzati poeti italiani. La performance dei due artisti sardi – che prestano le proprie iniziali al titolo del progetto: “Ma-An” – è una fusion di codici e di sensibilità in cui l’arte dell’improvvisazione – forse la qualità che prima fra tutte qualsiasi clandestino deve fare sua – diventa possibilità di dialogo e di incontro. Un concerto che in occasione del Dromos Festival si mette al servizio di una causa meritoria: il ricavato degli incassi andrà infatti al Comitato RUDI onlus – GoFAR che raccoglie fondi per la ricerca sull’Atassia di Friedreich, una rara e feroce patologia genetica neurodegenerativa attualmente incurabile.

Altro cambio di location con l’arrivo per due serate a Capo Mannu, promontorio sulla costa di San Vero Milis, tra i più incontaminati siti naturalistici della Sardegna. Apre il dittico musicale in questo straordinario scenario Tania Maria: venerdì 31 luglio la cantante e pianista brasiliana presenta il suo ultimo album, “Intimidade”. Ad accompagnare questa prima donna della musica verde oro e la sua azzeccata fusione di jazz e musica popolare, saranno Mestre Carneiro (percussioni), Marc Bertaux (basso) e Jean-Philippe Fanfant (batteria).

La sera dopo (sabato 1 agosto, alle 22) approda a Capo Mannu Augusto Enriquez, cantante e alfiere della musica cubana nel mondo. La sua “Noche de Mambo”, frutto della collaborazione con il noto giornalista italiano Gianni Minà, va a riscoprire questa musica da ballo “meticcia”, punto d’incontro fra i ritmi della tradizione cubana (solari, e a volte struggenti) e l’impronta delle jazz band americane. Enriquez la propone insieme alla sua Mambo Band, spettacolare formazione di quindici virtuosi fra trombe (Lazaro Oviedo Dilout, Tommy Lowry Garcia Rojas, Roberto Arrechea Vilches), tromboni (Demetrio Muñiz La Vallee, Antonio Leal Rodriguez), sassofoni (Alfred Hubert Thompson Grinion, Mario Emilio Lombida Olazabal, Lazaro Aleman Lopez), pianoforte (Jose Ramon Cabrera Monte de Oca), basso (Francisco Armando Rubio Pampin), percussioni (Alejandro Enriquez Tarride, Julio Guerra Acosta, Edgar de Zabalegui) e coro (Yamile Casanueva Valdes, Yansa Muñiz Rumayor, Augusto Pedro Enriquez Ruiz).

Domenica 2 agosto Dromos fa tappa a Baratili San Pietro, piccolo paese a pochi chilometri da Oristano. Anche qui un doppio appuntamento, stavolta in un’unica giornata: si parte con “Vernaccina Clandestina”, omaggio ad uno dei vini più celebri e amati della tradizione enogastronomica sarda, nella cantina Madau alle 19.30. In programma il duetto del poeta improvvisatore Giuseppe Pani con la moderna chitarra etno-jazz di Alberto Balia. Alle 22 (ingresso gratuito) ci si sposta nella Piazza Centrale, che ospita il concerto di Saba Anglana, cantante figlia di un ex ufficiale dell’esercito italiano e di un’etiope nata e vissuta in Somalia. Insieme a Zenon Bienvenu Nsongan (chitarre e percussioni), Cheickh Fall (kora e percussioni) e Martino Roberts (basso) presenta “Jidka”, album principalmente in lingua somala, il cui brano di punta, “I sogni”, parla di partenze, di perdite e di incolmabile nostalgia per le proprie origini: sentimenti che tutti i migranti, soprattutto gli ultimi, i clandestini, provano.

Il 3 agosto in piazza Eleonora a Oristano arriva Sabina Guzzanti, accompagnata in scena da Maurizio Rizzuto alle percussioni e Danilo Cherni alle tastiere, coautori delle musiche con Riccardo Giagni.

A cavallo di Ferragosto si rinnova a Nureci, l’appuntamento con “Mamma Blues”, la minirassegna che Dromos accoglie al suo interno per il terzo anno consecutivo. Nella Piazza Centrale del paese nella Marmilla, la “musica del diavolo” tiene banco in tre serate con ingresso gratuito. Apre venerdì 14 agosto il trio del chitarrista americano (di Memphis) Keith B. Brown, con Emmanuel Ducloux (basso) e Richard Bertrand (Piano Rodhes / Hammond B3). Sabato 15, tocca alla storica formazione del “Blues made in Italy”: la Treves Blues Band. Con il leader Fabio Treves (armonica e voce), ci saranno Ale “Kid” Ariazzo (chitarra), Tino Cappelletti (basso) e Massimo Serra (batteria). Domenica 16 chiudono infine i Nine Below Zero, formazione storica (si sono formati nel 1977) della scena blues e r’n’b britannica, capeggiati dalla voce e dalla chitarra di Dennis Greaves e dall’altro fondatore storico della band, l’armonicista Mark Feltham, in arrivo con Gerry McAvoy (basso) e Brendan O’Neil (batteria).

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