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VENERDI 11 SETTEMBRE

Come tutti i “grandi” che si sono conquistati questa posizione indipendentemente dal genere musicale, Oumou Sangare è entrata nella West African Hall of Fame per meriti che vanno oltre la mera abilità di cantante. Cantautrice, esponente nella lotta per i diritti delle donne, portavoce della sua generazione e delle donne in genere, Oumou è molto più di una semplice “cantante”. È semmai un fenomeno sociale, per dei valori che incarna e per i quali si batte. Una donna africana che dice sempre ciò che pensa senza mai tirarsi indietro.

Oumou Sangarè è nata a Bamako nel 1968 da genitori emigrati nella capitale del Mali dalla regione a sud del Niger conosciuta come Wassoulou. Anche sua madre, Aminata Diakhite, era una cantante che la incoraggiò a sviluppare il proprio prezioso talento. Dopo aver trascorso un certo periodo all’interno del National Ensemble of Mali, la scuola musicale di molti dei musicisti più importanti del paese, Oumou fu invitata nel 1986 dal veterano della Super Djata Band, Bamba Dammele, a unirsi al gruppo di percussioni tradizionali Djoliba per un tour europeo. Dopo questa breve esperienza Oumou decide caparbiamente di formare un proprio gruppo e forgiare un proprio sound basato sugli stili e le tradizioni della sua terra d’origine, Wassoulou.
Quando pubblicò nel 1989 Moussolou, la cassetta vendette oltre 200.000 copie, facendo impazzire il pubblico e i fabbricanti di cassette pirata. Oumou, all’età di 21 anni, era già una stella. L’incredibile successo di Moussolou consacrò Oumou tra gli artisti più popolari dell’Africa Occidentale, ma fu solo grazie all’interessamento del leggendario chitarrista Ali Farka Toure che Oumou cominciò a varcare costantemente i confini africani. Nel 1991 l’etichetta inglese World Circuit acquisì i diritti internazionali dell’album e cominciò a far conoscere la musica di Oumou in tutto il mondo. Ouomou si mise subito al lavoro sul suo secondo album Ko Sira (“Matrimonio Oggi”) che consolidò ulteriormente la propria popolarità. Per il Worotan (“Dieci bacche di cola”, ovvero il prezzo di una sposa nella tradizione del Mali) pubblicato nel 1996, Oumou ha lavorato anche con musicisti di fama internazionale come Pee Wee Ellis e Nitin Sawhney. Oumou Sangare è oggi una stella di prima grandezza della musica africana e un’ambasciatrice della musica africana nel mondo. Con la sua figura integerrima, l’indiscussa bellezza, la coraggiosa intelligenza e la sua voce straordinaria, Oumou è stata in grado di lasciare un segno profondo ovunque si sia recata, siano esse le polverose e caotiche strade di Bamako, le boutique di Parigi o i palchi più prestigiosi del circuito concertistico internazionale. Nel novembre 2001, Oumou è stata insignita del 2001 International Music Council/UNESCO Music Prize per il suo contribuito “all’arricchimento e allo sviluppo della musica, della pace, della comprensione tra popoli e della cooperazione internazionale”. Nella primavera del 2002 (tra una tournée e l’altra), Oumou ha inaugurato il proprio hotel a Bamako. Nel 2004 ha pubblicato Oumou, una raccolta con inediti, assemblata dal celebre dj della BBC Charlie Gillett e dal boss della World Circuit Nick Gold. Dopo una lunga assenza dalle scene, finalmente, arriva nel 2009 l’attesissimo Seya, di nuovo assieme al produttore Nick Gold, stavolta coadiuvata anche dal grande Cheick Tediane Seck.

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