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Peter Bernstein

Peter Bernstein

Seminari di alto perfezionamento

Settimana full-immersion di perfezionamento jazz, riservato a musicisti di livello alto e medio-alto organizzata dal Saint Louis College of Music dal 31 agosto al 6 settembre.
Ogni giorno prevede dalle 6 alle 8 ore di lezione di improvvisazione, interplay e linguaggio jazz con artisti internazionali.

Quest’anno saliranno in cattedra:
Phil Markovitz al piano, Peter Bernstein alla chitarra, Mark Turner al sax,
Larry Grenadier al contrabbasso, Jeff Ballard alla batteria, Nancy King alla voce.

Le lezioni si terranno in piccoli gruppi da 6 massimo 8 allievi, permettendo così un rapporto personale quotidiano molto stretto con i docenti, un’opportunità praticamente unica di vivere a contatto con grandi artisti per diverse ore al giorno e per tutta la settimana. Ciascun iscritto potrà assistere gratuitamente anche a tutti i concerti del festival.

Phil Markovitz – piano
Phil Markowitz è considerato da molti anni uno dei più completi e raffinati pianisti statunitensi del jazz moderno. Affacciatosi sulla scena internazionale alla fine degli anni `70 ha suonato per quattro anni nella band di Chet Baker. Markowitz è un improvvisatore completo e di grande esperienza nonché raffinato compositore: il suo brano “Sno´ Peas” venne inciso addirittura da Bill Evans in uno dei suoi dischi più amati, il celebre “Affinity”, divenendo così un classico della letteratura jazzistica per piccolo gruppo. Musicista che ha attraversato diversi decenni di jazz sia alla testa di proprie formazioni comprendenti Toots Thielemans, Eddie Gomez, Joe Locke e Al Foster, sia incidendo e suonando a lungo con grandi artisti quali Dave Liebman o Bob Mintzer, Phil Markowitz è un artista profondamente coinvolto nello sviluppo di tutte le potenzialità dell´improvvisazione e dell´idioma jazzistico. In possesso di notevole tecnica e prestanza strumentale, Markowitz è riuscito a mettere a punto una personale cifra stilistica ed espressiva partendo da una sintesi attuata in modo originale e compiuto delle influenze di Bill Evans e di McCoy Tyner, affrontando il tutto con uno spirito inflessibilmente progressista.

Peter Bernstein – chitarra
Strumentista caratterizzato da un suono accattivante e inconfondibile, Bernstein riesce a esprimere con estrema naturalezza la propria competenza assoluta del linguaggio jazzistico attraverso un fraseggio che mostra un senso del tempo impeccabile e un’avanzata consapevolezza armonica, due qualità immediatamente riscontrabili anche nelle sue doti di accompagnatore, in virtù di un’enciclopedica conoscenza dei rivolti degli accordi e di una grande padronanza delle possibilità espressive del proprio strumento. Nativo di New York, sulla cui scena è attivo dal 1989, Bernstein ha suonato con diverse figure storiche del jazz come Jim Hall, Lou Donaldson, Jimmy Cobb, Tom Harrell e Lee Konitz, nonchè con suoi pari quali Bill Stewart, Joshua Redman, Diana Krall, Nicholas Payton, Eric Alexander e Larry Goldings. Classe, gusto, creatività, competenza, senso della tradizione jazzistica con la capacità di farla rivivere attraverso la propria musica in modo fresco e originale, tutto questo è solo una parte delle affinità elettive che Peter Bernstein condivide con Doug Weiss e Bill Stewart, come lui ormai due giovani veterani visto l’insieme delle esperienze che da diversi anni attraversano in virtù del loro talento: Weiss ha collaborato tra gli altri con Al Foster, Fred Hersch, Luciana Souza e Kevin Hays, mentre Stewart, già accanto a John Scofield, Pat Metheny, Larry Goldings e Michael Brecker, può ormai essere considerato un nuovo giovane caposcuola della batteria jazz per l’originalità e il rigore con cui da molti anni porta avanti la propria ricerca, riuscendo a pervenire a risultati eccellenti in modo pienamente compiuto e consistente.

Mark Turner – sax
Mark Turner da qualche anno è sicuramente uno dei più grandi tenoristi presenti sulla scena mondiale.
Nato a Fairborn, Ohio, nel 1965, e cresciuto nella California del sud, Mark Turner si interessa molto presto al jazz attraverso l´ascolto dei dischi presenti a casa dei genitori, in particolare Dexter Gordon, Sonny Rollins, John Coltrane e Dinah Washington. Inizia a studiare il sax contralto al liceo e dopo un paio d´anni passa al tenore.
Il suo coinvolgimento definitivo verso il jazz avviene in coincidenza col periodo trascorso studiando al Berklee College of Music di Boston nel 1987, dove studia con celebri insegnanti come Billy Pierce, Joe Viola e George Garzone, e ha modo di suonare continuamente in jam session con molti dei suoi futuri partners musicali: Kurt Rosenwinkel, Jorge Rossy, Joshua Redman, Chris Cheek, Seamus Blake, Antonio Hart, Geoff Keezer, Anthony Wonsey e Dwayne Burno.
Tra le sue principali influenze Turner cita Coltrane, Joe Henderson, Lennie Tristano, Warne Marsh, Keith Jarrett e Steve Coleman. Il suo interesse per la musica nella sua totalità lo ha portato inoltre ad interessarsi all´opera di Béla Bartòk, Arnold Schoenberg, Anton Webern e Olivier Messiaen, così come a J.S. Bach e a Claudio Monteverdi.
Trasferitosi a New York suona col gruppo di Akira Tana e Rufus Reid, Brad Mehldau, e la band di Kurt Rosenwinkel.
Turner è presente in numerose incisioni e ha realizzato come leader diversi dischi per la Warner Bros., tra cui “In This World” e “Ballad Session”. Suona inoltre da diversi anni con il trio Fly, accanto a Larry Grenadier e Jeff Ballard.
Ha collaborato con la big band di Dave Holland. Caratterizzato da una voce strumentale di grande bellezza e intensità espressiva messa al servizio di un estro melodico superiore, e da un ricco fraseggio che utilizza sapientemente cellule melodiche seriali e sovrapposizioni di figurazioni ritmiche irregolari, suonate a volte con voluta asimmetria rispetto alla scansione regolare del tempo, in cui appare evidente la rivalutazione della lezione di Warne Marsh e Lennie Tristano, Turner è riuscito a elaborare compiutamente un proprio stile rigoroso e inconfondibile, e fa indiscutibilmente parte di quell´elìte di musicisti che sta fornendo un importante contributo all’evoluzione del linguaggio improvvisativo del jazz.

Larry Grenadier: contrabbasso
Larry Grenadier nasce nel 1966 a San Francisco, California. Comincia a suonare il basso all´età di undici anni. Nella zona della baia di San Francisco quando è ancora adolescente, Larry suona con artisti del calibro di Joe Henderson, Stan Getz, Bobby Hutcherson e molti altri. Si laurea all´università di Stanford nel 1989 in letteratura inglese.
Nel 1990 Larry si trasferisce a Boston per unirsi con la Gary Burton’s Band. Nel 1991 si sposta nella città di New York dove suona nei gruppi di Betty Carter, Joshua Redman, Danilo Perez, David Sanchez, Tom Harrell, Joe Henderson, John Scofield, Pat Metheny, Paul Motian, Charles Lloyd and Brad Mehldau incidendo nello stesso periodo una dozzina di dischi
Larry fa parte del trio Fly assieme a Mark Turner e Jeff Ballard. La loro prima registrazione per la Savoy Jazz è uscita nel gennaio 2004.

Jeff Ballard – batteria
Altro quarantenne, come i suoi compagni Turner e Grenadier nel gruppo Fly, originario di Santa Cruz, compie i primi passi importanti quando si trasferisce a New York nel 1990. Suona con Lou Donaldson, Diane Schuur e il Buddy Montgomery (fratello del leggendario chitarrista Wes), che gli insegna molto sul piano professionale. Dopo lavori occasionali, arriva la telefonata di Chick Corea che lo porta alla ribalta internazionale. Rimane infatti per sei anni nei gruppi del celebre con cui incide anche tre CD. Batterista moderno, e quindi eclettico, Ballard è strumentista solido, dalle radici profonde, capace di ascoltare gli altri e partecipare creativamente alla musica che si sta eseguendo. Un maestro della penultima generazione.

Nancy King – voce
Di lei è stato detto di tutto: da “artista cult” a “artista senza compromessi” (Earshot Jazz), a “la più grande cantante jazz vivente” (Herb Ellis). In quanto improvvisatrice Nancy King ha “uno scat infaticabile ed un notevole range vocale.” (The Oregonian).
Nancy, originaria dell´Oregon, è apparsa sulla scena jazzistica di San Francisco negli anni ´60. Fu al leggendario Jazz Workshop che incontrò Sonny King, suo futuro compagno, e si unì al suo gruppo. Tra gli altri con cui
lavorò a San Francisco: Vince Guaraldi, John Handy, Sonny Donaldson, e Flip Nunez. Un´altra grande influenza fu l´inoontro e lo studio con Jon Hendricks.
Nel `66 e `67, Nancy fece il giro del circuito dei Playboy Club e cantò a Las Vegas, poi si unì alla C. Smalls and Company di Charlie Smalls.
Nei primi anni ´70 smise le torunée e si stabilì di nuovo in Oregon per crescere i suoi tre figli. Tutti i weekends cantava nel lounge del Benson Hotel di Portland con i futuri luminari del jazz Ralph Towner, David Friesen e Tom Grant.Il primo disco in cui comparve fu “First date”, con il sassofonista Steve Wolfe. In studio con loro: Ray Brown, Jack Sheldon, Frank Strazzeri e Nick Ceroli. Durante la serata di presentazione del disco anche Bill Evans si fermò per suonare qualche pezzo con loro.
Le collaborazioni di Nancy con Glen Moore (bassista degli Oregon) includono delle performance alla Town Hall di New York, ed al Montreal Jazz Festival. Insieme, con il nome di “King and Moore” i due incisero tre album; tra questi “Potato Radio” conquistò le cinque stelle su Downbeat.
Contemporaneamente Nancy si esibiva, già dal 1978, in tutta la West Coast con il pianista/compositore Steve Christofferson. Nel 1993 incisero insieme l´album “Perennial”, featuring Leroy Vinnegar, David Frishberg e Ralph Towner. A metà degli anni ´90 Nancy e Steve insegnarono ai seminari della Stanford University, del Bud Shank´s Centrum e del Jazz Camp West, esibendosi in festival in Francia, Stati Uniti, Israele e Canada. Nel 1997 incisero “Straight into your heart” con l´orchestra di 51 elementi “Metropole”.
Nel 1998 si riunì a Ray Brown nel cd “some of my best friends are singers” insieme ad altri vocalist del calibro di Dee Dee Bridgewater, Kevin Mahogany, Marlena Shaw, Etta Jones and Diana Krall. Il disco fu primo nella Gavin Jazz Chart del Gennaio 1999.Sempre nel ´99 Nancy fece un tour italiano con il chitarrista John Stowell ed europeo con il trio di Ray Brown.
All´inizio del 2000 la Stellar Records pubblicò “Dream Lands”, una compilation di incisioni in duo con Christofferson, commissionata dalla Canadian Broadcast Corporation. Tra le performance del 2000: un con Karrin Allyson a Chicago, uno spettacolo con Steve e gli Oregon Symphony ed una collaborazione con Elvis Costello e Deborah Harry alla Royal Albert Hall di Londra. Durante lo stesso anno Nancy e Steve completarono la loro settima sessione di registrazione per la CBC. Nel 2001 Nancy fu inserita nella Hall of Fame della Jazz Society dell´Oregon.
Nel 2002 viene pubblicato “Dream Lands vol. 2” e Nancy realizzò 4 “tutto esaurito” ad Israele con Steve. Vi tornarono a marzo del 2003 per una tournée ed un concerto a Tel Aviv con un´orchestra di 45 elementi.
Nel 2004 Nancy si è esibita a New York con il pianista Fred Hersch, e con Setve all´Earshot Jazz Festival di Seattle.
Negli ultimi anni Nancy e Steve si sono esibiti ed hanno effettuato dei workshop in Australia, Seattle, New York e California del sud. Nancy ha anche continuato la sua attività didattica al Centrum, anche in affiancamento a Kurt Elling.Tra le ultime attività: una performance con Karrin Allyson al Lincoln Center, un´apparizione nel nuovo cd di Karrin ed il nuovo cd, registrato al Jazz Standard per l´etichetta Maxijazz, in duo con Fred Hersch.

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