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Jan Garbarek

Jan Garbarek

Cari amici,

ben trovati…spero che la passione per il jazz sia stata rafforzata da un mese di salutari vacanze!
Quest’anno la “ripresa” ci propone due appuntamenti che spero vi risulteranno graditi.
Lunedì 14 settembre inizia su Red Tv (canale 890 di SKY e www.redtv.it) alle ore 22 la terza edizione di “Jaz Life” . Questa volta il programma, da me condotto, si intitola “” ed il perché è facilmente intuibile: ogni settimana presenterò, brevemente, un musicista od un gruppo dopo di che manderò in onda filmati di suoi concerti per una cinquantina di minuti. Il programma vuole essere una sorta di testimonianza live delle varie correnti che animano il jazz made in Italy cui sarà dedicato la gran parte delle puntate. Di qui la scelta di mandare in onda filmati per lo più inediti che portino nelle vostre case l’atmosfera dei , dei grandi concerti all’aperto..ma anche di quei jazz club che seppure in crisi ai giorni d’oggi hanno contribuito in maniera determinante allo sviluppo e alla diffusione del jazz.
La prima puntata è dedicata ad un interessante lavoro multimediale di Giampaolo Ascolese, “Let It Beatles” , che si avvale delle immagini della pittrice Marie Reine Levrat mentre il progetto visivo è stato effettuato da Massimo Achilli del Laboratorio Teatro Orvieto.

Martedì 6 ottobre alla Casa del Jazz inizierà un nuovo ciclo di guide all’ascolto da me curato e dedicato alla musica scandinava. “Jazz dal profondo Nord tra modernità e tradizione” – questo il titolo degli incontri – si articolerà in sei serate divise equamente tra , finlandese e norvegese. Il tema scelto parte da un assunto: oggi il jazz scandinavo rappresenta, sotto molti aspetti, una sorta di punta di diamante della nuova musica europea che è riuscita a trovare linguaggi originali, affrancandosi completamente dall’influenza afro-americana.
In particolare il merito va ascritto ad un gruppo di musicisti norvegesi che, a partire dagli anni ’70 hanno capito quanto fosse importante per lo sviluppo della loro musica rifarsi al proprio patrimonio nazionale. Jan Garbarek, Terye Rypdal, Arild Andersen, John Christensen…tanto per fare qualche nome, sono riusciti ad aprire una nuova strada inserendo nel loro jazz richiami sempre più frequenti ai canti tradizionali norvegesi..fino a giungere alla musica del grandissimo Grieg, il tutto corroborato, specie da parte di Garbarek, da un uso tanto discreto quanto innovativo dell’elettronica. Questa intuizione è stata poi sviluppata da una serie di giovani e validissimi strumentisti che hanno portato ad un uso assai largo dell’elettronica fino a giungere ad un linguaggio davvero nuovo che colloca oggi il jazz norvegese ai primissimi posti di una ideale classifica per inventiva ed originalità.

Dal canto loro sia la Svezia sia la Finlandia hanno espresso musicisti di assoluto livello che si sono anch’essi caratterizzati per la particolarità del linguaggio molto legato alle proprie radici.
Insomma un’interessante viaggio nel profondo Nord alla scoperta di un diverso modo di intendere il jazz.

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