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Rachel Z

Domenica 14 febbraio

Ottavo appuntamento della sesta stagione del Ueffilo Club, sempre in collaborazione con Jazzitalia. Dopo aver ospitato musicisti del calibro di Joey Calderazzo, Antonio Sanchez, Anna Maria Jopek, Bill Saxton, Antonio Forcione e Raffaello Pareti, Nick The Nightfly, Lorenzo Tucci, George Colligan, che hanno infiammato le platee del club, prosegue ancora una volta con un doppio evento di grande prestigio e spessore: domenica 14 febbraio lo stage vedrà impegnato Rachel Z – Department of Good and Evil.

Rachel Z, al secolo Rachel Nicolazzo (padre calabrese e madre franco-italiana),ha iniziato a soli sedici anni a suonare con il leggendario gruppo degli Steps Ahead capitanato da Mike Mainieri proseguendo tale avventura fino al 1996. In seguito ha collaborato con con il quale ha inciso un lavoro discografico premiato con un Grammy Award.
Ha inoltre collaborato con musicisti del calibro di Al Di Meola, Miroslav Vitous, Bob Moses, George Garzone, Special Efx, Stanley Clarke, Omar Hakim, Victor Bailey, Pino Daniele con il quale ha effettuato il Medina tour.
La sua versatilità ha fatto si che Peter Gabriel l’abbia voluta come tastierista nella sua band.
Dice Rachel. “Ho sempre amato il concetto del Bene e Male, che riflette tutto ciò che vediamo in questi giorni non solo nell’ambito politico ma anche nel mondo musicale, dove progetti osannati e sovraesposti sono spesso terribili mentre altri molto sconosciuti sono addirittura grandiosi.”
Larry Geiger, musicista nonchè critico jazz, ha scritto, dopo aver assistito al concerto del trio Dept of Good and Evil nel marzo 2007: “…grazie Rachel Z per avermi consentito di assistere a due dei più bei concerti che abbia mai visto in 37 anni di musica dal vivo.”
La pianista newyorchese sarà accompagnata da Rodney Holmes (Brecker Bros, Steps Ahead, Wayne Shorter) alla batteria e Maeve Royce al contrabbasso.

Una novità assoluta per il Ueffilo J.C. sarà data dalla presentazione del libro La Notte che bruciò il Jazz (edito da Il Ponte Vecchio, 2009) con l’autore Michele Minisci, direttore artistico dello storico Naima Jazz Club/Casa del Blues di Forlì, uno dei tre club italiani con oltre 25 anni di attività. Minisci ricostruisce la storia del Naima dove campeggiano figure mitiche quali Chet Becker e Vinicio Capossela, tra gli altri. Il libro è introdotto da Renzo Arbore e Carlo Lucarelli. “… C’è il sudore, il fumo, il tintinnio dei bicchieri, il frusciare di corpi che si spostano sulle sedie. Perché il jazz non è quel genere di musica che può essere suonata esclusivamente in un teatro, con il pubblico immobile a distanza di sicurezza, il jazz è una musica da contatto fisico, da distanze che si accorciano, sguardi che si incontrano. Ecco, il jazz non potrebbe esistere senza i suoi luoghi. Mi verrebbe quasi da dire che i posti in cui si fa, si condivide il jazz, sono come dei templi. Bene, questa è la storia di uno di quei templi. Che si chiama, guarda un po’, proprio Naima, e si trova a Forlì” (Carlo Lucarelli).

Il prossimo appuntamento, è per domenica 7 marzo con Buster Willams 4et “Something more”.

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