Tempo di lettura stimato: 4 minuti

Buster Williams

Terzo prestigioso appuntamento con il jazz d’oltreoceano per il 2010 del Ueffilo Jazz Club, sempre in collaborazione con Jazzitalia. Dopo aver ospitato l’irrefrenabile quartetto di Bill Saxton ed il travolgente trio newyorkese di Rachel Z, domenica 7 marzo (doppio set: 19/21) sarà una vera e propria leggenda del jazz mainstream a calcare il palco del Ueffilo: Buster Williams Jr. accompagnato da un trio di musicisti di eccellente valore: Mark Gross ai sassofoni (già vincitore di un Grammy Award), Eric Reed al pianoforte e Mcclenty Hunter Jr. alla batteria.

Il celebre contrabbassista e compositore del New Jersey si è affermato nel mondo del jazz avendo suonato al fianco di “giganti” come Art Blakey, Betty Carter, Carmen McRae, Chet Baker, Chick Corea, Dexter Gordon, Wynton Marsalis, Herbie Hancock, McCoy Tyner, Illinois Jacquet, Elvin Jones, Miles Davis, the Jazz Crusaders, Ron Carter, Woody Shaw, Sarah Vaughan, Benny Golson, Mary Lou Williams, Hank Jones, Lee Morgan, , Count Basie, Errol Garner, Kenny Dorham, Freddie Hubbard. La sua tecnica irreprensibile (è anche contrabbassista di una formazione sinfonica) gli conferisce delle qualità di rigore e di controllo sonoro che ne fanno un sideman tra i più ricercati in assoluto. La sua sonorità potente e una grana di suono molto ricca, si associano ad una grande velocità e un walking bass funzionale ma mai noioso.

Charles Anthony junior “Buster” Williams è nato a Camden, nel New Jersey, il 17 aprile del 1942. Fin dai primi anni, grazie al padre, comincia a praticare lo studio di vari strumenti musicali, dal pianoforte alla batteria, per passare definitivamente al contrabbasso nel 1957. Le esibizioni giovanili in varie formazioni vanno di pari passo con il perfezionamento metodico; a 17 anni studia armonia al Combs College of Music di Philadelphia e, l’anno successivo, ottiene una scrittura prestigiosa nel gruppo di Gene Ammons e Sonny Stitt.
Dal 1960 al ’68 la sua fama cresce: collabora con alcune delle cantanti di primo piano, come Betty Carter e Sarah Vaughan, e accompagna spesso Nancy Wilson. A questo compito di “affiancatore” di lusso alterna la militanza nei Jazz Crusaders. Tra le altre esperienze fondamentali di questo periodo trovano posto la sostituzione nientemeno che di Ron Carter nel gruppo di Miles Davis e una breve parentesi nei Jazz Messengers di Art Blakey.
Alla fine degli anni Sessanta, Williams incontra Herbie Hancock e inizia un connubio prolifico, contraddistinto da una grande versatilità stilistica. Sono del 1969 gli album “The Prisoner” e “Fat Albert Rotonda”, prima dell’approdo al jazz-rock con l’incisione di “Mwandishi”, “Crossings” e “Sextant”. Tra contrabbasso e basso elettrico, Buster Williams accresce le sue esperienze, guadagnando un notevole successo commerciale grazie a Hancock. Il ritorno al jazz tout-court è frequente: lo si può vedere, durante gli anni Settanta, nelle formazioni di McCoy Tyner, Woody Shaw, Harold Land, Bobby Hutcherson.
Ormai il musicista di Camden è un maestro del suo strumento e le richieste di collaborazione arrivano ai massimi livelli: Dexter Gordon, Sonny Rollins, Freddie Hubbard… Williams è dotato di una curiosità onnivora per ogni genere di contaminazione e di esperienza sperimentale; la sua ricerca lo avvicina a personaggi dell’avanguardia come Hamiett Bluiett, e al versante elettrico della nuova musica afroamericana, condotta da Joe Farrell e Norman Connors, tra gli altri.
Anche la sua attività solistica comincia a svilupparsi. Intanto, dopo una partnership riuscita con Elvin Jones – per la sezione ritmica del disco “The Peacocks” di e Jimmie Rowles – ritorna nel gruppo di Herbie Hancock per un altro felice incontro: quello con il batterista Billy Hart. Nel 1981 fa parte del quartetto Sphere di Charlie Rouse, dedicato alla continuazione del messaggio musicale di Thelonius Monk: vi rimarrà fino alla morte del leader, nel 1988. Da allora, la sua multiforme attività continua con incisioni e tournée a ritmo continuo, sia in Europa che negli Stati Uniti.

MARK GROSS
Vincitore del Grammy Award, Mark Gross spinge costantemente la musica in avanti, pur rimanendo fedele agli elementi del suono classico.
Ha suonato in oltre 40 registrazioni jazz di rilievo, tra cui i progetti vincitori dei Grammy Awards del Dave Holland Big Band – “What Goes Around” su ECM Records, e “Overtime” per la Dare 2 Records. Mark ha registrato 2 dischi con il proprio nome fino ad oggi: ‘Predicate Daddy’ su King Records e “Ridde della Sfinge” a J Curve Records.
Ha collaborato, inoltre, con: Nat Adderley, Mulgrew Miller, Nicholas Payton, Wynton Marsalis, Dizzy Gillespie, Nancy Wilson, Jimmy Heath, Dizzy Gillespie Alumni Big Band, Village Vanguard Jazz Orchestra, Tom Harrell Big Band, Duke Ellington Orchestra, Frank Foster and the Loud Minority, Charles Mingus Big Band, Freddie Hubbard, Donald Harrison, Mark Whitfield, Joe Dukes, Captain Jack McDuff, Joe Chambers, Neal Smith, Cyrus Chestnut, Regina Carter, Lionel Hampton, Stephon Harris, Walter Booker, Jimmy Cobb, Don Braden, Vincent Gardner, Lenora ‘Zenzalai’ Helm, Marlon Saunders, tra gli altri.

ERIC REED
Nato a Philadelphia nel 1970, ha iniziato a suonare il pianoforte all’età di due anni. All’età di diciotto anni era già in tour con Wynton Marsalis e, un anno dopo, entrava a far parte stabilmente del settetto del leggendario trombettista. Ha suonato nelle bands di Freddie Hubbard e Joe Henderson (1991-1992). Nel corso della sua carriera, ha collaborato con Elvin Jones, Benny Carter, Wayne Shorter, Ron Carter, Cassandra Wilson, Jimmy Heath, Clark Terry, Dianne Reeves ed è stato ospite negli show di molti musicisti come Natalie Cole, Patti Labelle, Oleta Adams, Edwin Hawkins, Jessye Norman e Quincy Jones.

MCLENTY HUNTER JR.
Nato nel Michigan ha conseguito la laurea nel 205 presso la prestigiosa Howard University.
La sua natura poliedrica lo ha portato ad abbracciare diversi generi musicali, tra cui al Blues Alley di Washington DC, con il trombettista Roy Hargrove, R & B performance con artisti della leggendaria etichetta Motown e con la Howard University Choir alla National Cathedral. Ha anche suonato con la Darin Atwater’s Soulful Sinfonia alla Joseph Meyerhoff Symphony Hall a Baltimora, nel Maryland. Nel 2007, Hunter ha completato un master in studi di jazz presso la Juilliard School, sotto la guida di Carl Allen. Ha suonato con musicisti del calibro di Lou Donaldson, Eric Reed, Wycliffe Gordon, Javon Jackson e Aaron Goldberg, tra gli altri.

Articoli scelti per te:

Ti è piaciuto l'articolo? Lascia un commento!

Commenti

commenti