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Siamo in una città X del Centro-Sud, in un importante teatro Y il cui orario di chiusura è fissato per la mezzanotte. Sono le 23,55 e sul palco Sonny Rollins è impegnato in uno dei suoi proverbiali assolo sulle note di “St. Thomas”; il pubblico è letteralmente in delirio ammirando le evoluzioni musicali di questo personaggio che ad onta degli 80 anni, continua a soffiare come un matto in quella specie di tubo di metallo. Insomma tutto sembra andare per il meglio e c’è già chi pregusta l’immancabile bis… ma ha fatti i conti senza l’oste.
Sul più bello si materializza una custode nella classica elegantissima divisa blu: è un attimo, si impossessa del microfono e afferma con voce stentorea: “Basta, basta, il è finito”. A questo punto Sonny la guarda di traverso, crede di non aver capito bene e dopo un attimo di smarrimento riporta il bocchino alle labbra; ma la custode se ne accorge ed avanza con il microfono in mano, pronto a darglielo sulla testa se non la smette immediatamente.Il pubblico, che finora ha assistito alla scena incredulo, comincia a rumoreggiare, partono i primi fischi, le richieste di bis si fanno sempre più pressanti così come gli applausi rivolti al sassofonista. Ma a raffreddare tanto entusiasmo ci pensa una schiera di altri custodi, tutti nella solita classica elegantissima divisa blu, che si schierano a protezione della loro collega… e ottengono l’effetto immediato anche perché somigliano tanto ad una squadra di football americano ( o se amate il basket a due squadre NBA). Dinnanzi a tanta prestanza fisica, il pubblico composto per la maggior parte da signori oltre la cinquantina, preferisce desistere e si allontana mestamente verso le uscite mentre Rollins e i suoi musicisti raggiungono i camerini.
Fanta musica, direte voi… fino ad un certo punto, visto quanto accaduto poche sere fa al Pantheon di quando un concerto è stato interrotto a pochi minuti dalla fine da custodi davvero zelanti, custodi che intervistati da “Striscia la notizia” hanno dichiarato l’una che il concerto era davvero finito (peccato che nessuno se n’era accorto) l’altro che prolungare l’orario li avrebbe esposti a gravi rischi nel caso di infortuni o roba del genere.
Ora il danno di immagine è già stato fatto e non lo si può rimediare, però non si può lasciare che tutto finisca così. Delle due l’una: o i custodi hanno torto e allora li si spedisca laddove la loro squisita sensibilità non possa procurare danni; o i custodi hanno ragione e allora la responsabilità ricade su qualche tipo di Autorità che deve chiedere scusa ai custodi e alla cittadinanza tutta. Anche per evitare che ascoltare un concerto, da evento di arricchimento culturale si trasformi in ulteriore elemento di stress, nell’ amletico interrogativo: ce la faranno i musicisti a finire in tempo, ce la faranno o non ce la faranno…?

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