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Stefano Di Battista

Aperta con grande successo il 9 aprile la rassegna “Montemartini Blue Note”

Grande attesa il 9 aprile per la serata inaugurale della “Montemartini Blue Note” presso la vecchia Centrale di via Ostiense a Roma, dopo i lavori di riallestimento voluti dall’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione – Sovraintendenza ai Beni Cuturali del Comune di Roma e realizzato da Zètema Progetto Cultura.
In programma due concerti dello Stefano Di Battista Quartet; ebbene le cose sono andate al di là delle più rosee aspettative dal momento che ambedue i concerti hanno fatto registrare il tutto esaurito ed è stato davvero entusiasmante vedere la vecchia sala macchine affollata in ogni ordine di posti da un pubblico entusiasta e competente.Di questa atmosfera s’è valso senza alcun dubbio il sassofonista Stefano Di Battista che ha dato il meglio di sé dimostrando di valere la considerazione in cui è tenuto in tutto il mondo del , anche al di fuori dei confini nazionali. In effetti Stefano Di Battista si è costruito la sua reputazione suonando soprattutto all’estero, in quel di Francia, misurandosi quindi con artisti di assoluto livello tra cui Michel Petrucciani ed Elvin Jones.
Dinnanzi al “suo” pubblico romano, Stefano si è presentato in forma smagliante, ottimamente coadiuvato dai suoi abituali partners, vale a dire Rosario Bonaccorso al contrabbasso, Roberto Pistolesi alla batteria e Roberto Tarenzi al pianoforte.
Il concerto si apre con un brano a tempo medio magnificamente introdotto da Tarenzi…poi poco a poco la musica sale di tono fino a virare decisamente verso atmosfere blues ben interpretate dai quattro. Si prosegue con un original piuttosto complesso e ben strutturato, “Rita”, in onore della Montalcini ed un simpatico intermezzo, dal sapore latino, scritto da Bonaccorso e dedicato a due bambini in sala. Si torna al programma previsto con “Anna”, un omaggio dolce e suadente all’indimenticabile Anna Magnani. Il concerto si chiude tra scroscianti applausi e così il quartetto concede un bis con “Ella”, ovviamente Fitzgerald, in cui Di Battista, finora al sax soprano, imbraccia il contralto ed evidenzia tutto il suo amore per Charlie Parker.
Così, per circa un’ora e un quarto, la musica si è sviluppata lungo itinerari ben precisi, corroborati dalla perfetta empatia che i quattro hanno saputo stabilire. Frutto, ovviamente, di una comune sensibilità ma anche di una completa reciproca conoscenza: non è un caso che Di Battista e Bonaccorso collaborino fin dal 1997 quando costituirono lo Stefano Di Battista/Flavio Boltro Quintet unitamente ad Eric Legnini al pianoforte e Benjamin Henocq alla batteria. Dal canto loro Tarenzi e Pistolesi suonano in trio, con Francesco Puglisi al contrabbasso .
In quest’ambito la parte del leone l’ha recitata il sassofonista il quale ha ancora una volta evidenziato la perfetta intesa con il compagno di sempre, Rosario Bonaccorso : davvero preziosi i duetti sax-voce con le note intonate all’unisono; ma al di là di questo abbiamo ascoltato il migliore Di Battista, quello caratterizzato da una perfetta padronanza tecnica, un’intonazione invidiabile,un sound, specie al soprano, corposo e deciso, un fraseggio originale e fantasioso, e soprattutto una straordinaria gioia di suonare che si evince da ogni suo movimento, da ogni sua singola nota.
Tra i suoi compagni particolarmente sorprendente il giovane Tarenzi che conosce assai bene tutta la letteratura pianistica potendo transitare con estrema disinvoltura dalle ballad più canoniche al blues, dal modale alla musica brasiliana fino a certe forme espressive assai vicine al free: davvero un eccellente pianista.

Remo Anzovino presenta “Igloo”
alla Centrale Montemartini

Remo Anzovino

REMO ANZOVINO presenta, il 16 e 17 aprile, con due serate di doppio concerto presso la Centrale Montemartini di Roma, in anteprima assoluta il suo “IGLOO”. Anzovino si presenta con il suo abituale trio completato da Marco Anzovino chitarre e Gianni Fassetta fisarmonica cui si aggiungeranno nella serata di
Veneredì Franz Di Cioccio batteria, Enzo Pietropaoli contrabbasso, Gabriele Mirabassi clarinetto, Paolette ( Elisir,Targa Tenco 2009 Opera Prima), canto
e in quella di sabato Francesco Bearzatti (TOP JAZZ 2009) sax, Luca Aquino (TOP JAZZ 2009) tromba, Bebo Ferra chitarra

Remo Anzovino realizza con questo suo terzo album il personale sogno di abbattere le convenzioni e di fondere una piccola, moderna sinfonia con una serie di duetti contemporanei, basati sulle diverse tracce tematiche della sinfonia stessa. Uno spazio musicale dove il pianoforte duetta di volta in volta con una batteria, un sax, una tromba, una chitarra, un contrabbasso, un clarinetto. Nell’idea che la musica non conosca confini e steccati, e che la composizione possa definitivamente mescolare il classico con il moderno.

Tra i compositori più innovativi oggi in circolazione, Remo Anzovino si è imposto tra le nuove rivelazioni della musica strumentale italiana con due album: Dispari (2006) e Tabù (2008), entrambi molto apprezzati dalla critica e dal pubblico. I due dischi sono arrivati al numero uno della classifica jazz di iTunes per diverse settimane e permangono ancora oggi costantemente nella Top 50. Album che rappresentano il naturale sbocco discografico di un artista, classe ‘76, che sin da giovanissimo ha lavorato nella musica per il cinema, per il teatro e per la pubblicità, componendo le musiche per i maggiori capolavori del cinema muto commissionate dalle più importanti cineteche. Negli ultimi anni ha partecipato a numerosi festival in Italia e all’estero, affinando e definendo il suo linguaggio, ormai inconfondibile, in bilico tra jazz, musica classica, musica popolare, la grande musica da film e l’opera.

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