Tempo di lettura stimato: 3 minuti

Mario Raja

Mario Raja in quartetto
Sabato 15 maggio concerto di Mario Raja al 28 Di Vino Jazz; il noto sassofonista e direttore d’orchestra suonerà in quartetto con Enrico Bracco alla , Francesco Ponticelli al contrabbasso e Armando Sciommeri alla batteria.

Recchia ospita Sipiagin
Venerdì 14 e sabato 15 maggio all’Alexanderplatz di concerto del trio di con Alex Sipiagin in veste di ospite d’onore.

Grazyna Auguscik e Chopin
Domenica 16 maggio ore 21 (sala concerti) alla Casa del Jazz Grazyna Auguscik “Chopin 200” con la stessa Auguscik voce Arkadiusz Gorecki, Christopher Davis, Zsolt Szabo tromboni, Matt Ulery contrabbasso e Jarek Bester fisarmonica.
Grażyna Auguścik,cantante, arrangiatrice, compositrice polacca è ritenuta dalla critica americana un personaggio fra i più interessanti nella scena mondiale del jazz.
L’artista, dopo gli studi in Polonia, si è perfezionata al Berklee College of Music di Boston e dal 1994 risiede negli Stati Uniti, a Chicago, dove svolge attività concertistica, partecipa a molteplici progetti jazz e underground. Ha pubblicato finora 13 cd da solista (in gran parte con la sua casa discografica indipendente). Fra i musicisti con cui collabora ci sono, tra gli altri, Patricia Barber, Paul Wertico, John Medeski, Michael i Randy Brecker, Jim Hall, Michal Urbaniak, Leni Stern, Urszula Dudziak, John McLean, Terry Callier, Ernie Adams, Kurt Rosenwinkel, Robert Irving III, Paulinho Garcia, Bogdan Holownia, Jarek Bester e Andrzej Jagodzinski.
Auguscik viene invitata regolarmente a prestigiosi festival internazionali, come il Chicago Jazz Festival, il Chicago World Music Festival, il Fujitsu Concord Jazz Festival e molti altri.
L’uscita dei suoi cd è sempre un evento. L’album “Fragille”, realizzato con Paulinho Garcia, è stato nei Top 20 Jazz Albums del 2000. Con il cd “River”, ritenuto uno dei maggiori eventi musicali del 2002, Auguscik si è collocata fra le migliori vocaliste jazz degli Stati Uniti (2002 Twirlie Nomination, 22nd Annual Chicago Music Awards). Gli album successivi – “Past Forward”, inciso con eccellente fisarmonicista Jarek Bester (2003), e “The Light” (2005) – sono stati una vera rivelazione per i fans e per la critica che ha sottolineato l’innovatività del suo vocalismo. Christopher Loundon (JazzTimes, 2002) scrive di lei: „…[Auguscik] è come un caleidoscopio di stili, influenze, folk evocato in vari modi, soul, funk, progressive jazz e techno-pop […] È una macchina musicale. Potrebbe anche essere una fata indovina. La sua „convergenza” tecnica predice forse il futuro della vocalistica jazz.”
Auguscik è nota per i progetti inusuali, fuori dal comune, oltre che per il suo alto e riconosciuto livello artistico. Quest’anno s’inserisce nelle celebrazioni del bicentenario della nascita di Chopin con il progetto “Chopin 200” in cui propone innovative interpretazioni di alcuni brani del compositore in nuovi, originali arrangiamenti. Fra le opere di Chopin rielaborate da Auguscik ci sono alcuni Preludi dall’op. 28, Mazurche e lo Scherzo in si minore in cui compare la malinconica melodia della ninna nanna per il Bambin Gesù. La straordinaria voce di Auguścik è accompagnata da tre tromboni, contrabbasso e fisarmonica. Gli arrangiamenti sono di Jarek Bester – virtuoso di fisarmonica e fondatore del gruppo The Cracow Klezmer Band che collabora da anni con la prestigiosa etichetta Tzadik di John Zorn e di Andrzej Jagodziński; quest’ultimo è un apprezzato interprete di Chopin in chiave jazz.

Jeff Ballard Trio
Lunedì 17 maggio ore 21 (sala concerti) alla Casa del Jazz, per New York Scene il trio del batterista Jeff Ballard con Lionel Loueke chitarra e Miguel Zenon sax alto. Jeff Ballard è cresciuto a Santa cruz, in California ed ha assorbito fin da subito la passione del padre per il Jazz e la musica afrocubana. L’orchestra di Count Basie in primis e Milton Nascimento erano dischi abitualmente ascoltati in casa, insieme a Ella Fitzgerald, Louis Armstrong, Sergio Mendez e Oscar Peterson.
Durante gli anni di studio suona nella Big Band del College e comincia ad esibirsi con piccoli gruppi che suonano un po’ di tutto (dallo swing al reggae). A venticinque anni viene ingaggiato da Ray Charles e per tre anni è in tour con la sua band (al ritmo di otto mesi l’anno pressoché ininterrottamente).
Dopo questa intensa esperienza si sposta a New York, dove entra in contatto con un buon numero di musicisti che in quel momento (siamo alla fine degli anni ’80) stanno cercando nuove strade in ambito jazzistico: Kurt Rosenwinkel, Mark Turner, Brad Mehldau, Avishai Cohen, Guillermo Klein, Larry Grenadier, Ben Allison sono i nomi più importanti e che è doveroso citare. Inizia quindi un nuovo periodo di studi e sperimentazioni per allargare il proprio linguaggio musicale assimilando divisioni ritmiche e sonorità tra le più disparate (dal folklore argentino a quello mediorientale) e rendere il tutto omogeneo e coerente rispetto ad un batterismo, il suo, raffinatissimo e denso di groove, ma capace anche di sfruttare i timbri in modo inusuale.

Articoli scelti per te:

Ti è piaciuto l'articolo? Lascia un commento!

Commenti

commenti