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Locandina Iceberg

Locandina Iceberg

Concerto martedì al Conservatorio di

In occasione dell’anniversario dei 150 anni dalla sua istituzione, il Circolo Scandinavo a celebra, martedì 25 maggio alle 20.30, la musica contemporanea dei paesi nordici. Al Conservatorio di Santa Cecilia i solisti del PMCE Parco della Musica Contemporanea Ensemble eseguiranno il concerto di musica da camera Iceberg. Iceberg come metafora della bellezza che caratterizza l’attuale musica proveniente dalla periferia nordica d’Europa, per scoprire mondi sonori sconosciuti, nascosti. Il programma offre all’ascoltatore musica di compositori nordici emersi sull’orizzonte internazionale: Victoria Borisova-Ollas, Eero Hämeenniemi, Jim O’Leary, Steingrimur Rohloff e Knut Vaage. Iceberg, che si colloca nell’ambito della rassegna Calliope, è un progetto del Circolo Scandinavo, della Fondazione Musica per e delle Ambasciate di Danimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia.

programma

VICTORIA BORISOVA-OLLAS
Seven Singing Butterflies
per clarinetto e quartetto d’archi

EERO HÄMEENNIEMI
Jousikvartetto III
per quartetto d’archi

STEINGRIMUR ROHLOFF
Motion
per vibrafono, multipercussioni ed elettronica

KNUT VAAGE
In between
per quartetto d’archi

JIM O’LEARY
3 Fragments
per clarinetto e quartetto d’archi

Victoria Borisova-Ollas
Seven Singing Butterflies
per clarinetto e quartetto d’archi 2005

Victoria Borisova-Ollas è nata in Russia nel 1969 ma ha vissuto per molti anni in Svezia. Ha raggiunto fama internazionale quando la sua opera Wings of the Wind ha vinto il secondo premio nel concorso Masterprice nel 1998: i critici erano estasiati, hanno descritto la sua opera come un pezzo di “ frizzante poesia sonora”. Si serve di un originale e innovativo vocabolario di suoni per creare spazi acustici di grande bellezza ed intensità, capaci di catturare sia le orecchie più sofisticate che quelle meno esperte ma curiose. La sua musica è stata eseguita in tutto il mondo da orchestre come la London Sympphony Orchestra, la BBC Philharmonic Orchestra, la Munich Philharmonic Orchestra, la Wiener Radio Symphony Orchestra, la Pittsburgh Symphony Orchestra, la NHK Symphony Orchestra (Tokyo), e da altre orchestre, complessi e musicisti.
Seven Singing Butterflies
Seven Singing Butterflies è stato commissionato dalla Società della Musica da Camera di Lund, Svezia. È stato eseguito per la prima volta nel maggio 2005 durante il della Musica da Camera da Niklas Andersson (clarinetto) e dal quartetto New Stenhammar. Dal 2005 il pezzo ha avuto una serie di rappresentazioni in vari paesi ed è stato trasmesso sia dalla Swedish Radio Music Channel P2 che dalla CBC in Canada.

Eero Hämeenniemi
Jousikvartetto III
per quartetto d’archi

Eero Hämeenniemi (1951, Finlandia) ha composto opera nella maggior parte delle più significative categorie della musica classica occidentale, eccetto l’opera. È stato anche un musicista jazz ed ha collaborato con numerosi musicisti dell’India meridionale. Hämeenniemi è ritenuto un esperto della cultura dell’India meridionale; ha scritto tre libri sull’argomento e tradotto poesia dal tamil classico.
Jousikvartetto III
The IIIrd String Quartet (Il terzo quartetto d’archi)di Hämeenniemi riflette il suo interesse per la musica Indiana. Il quartetto comincia con una timida introduzione per poi proseguire energicamente con un ritmo crescente in modo simile a come sono strutturate le esecuzioni musicali indiane.

Steingrimur Rohloff
Motion
per vibrafono, multipercussioni ed elettronica 2009

Il compositore tedesco-islandese Steingrímur Rohloff (nato nel 1971) ha ottenuto molti riconoscimenti, ricevendo premi da parecchie istituzioni di diversi paesi. Ha studiato a Colonia e a Parigi e la sua opera copre una vasta gamma di musica, da quella da orchestra a quella elettronica, ed è stata realizzata in tutto il mondo, dal Giappone agli Stati Uniti, dal Brasile all’Islanda.
Motion
Una volta, un esperto mi ha detto che la musica non rappresenta sentimenti o strutture ma piuttosto somiglia a un “moto”. Affascinato da questa frase, da questo pensiero, sono stato indotto a intitolare così il brano. Oltre al “moto nel tempo” il titolo si riferisce a due aspetti ulteriori del brano: i suoni elettronici “colgono” la musica, che è suonata dal vivo dal percussionista e che a volte si accelera artificialmente, se così si può dire. Allo stesso modo c’e un movimento dagli strumenti agli altoparlanti. I suoni elettronici fungono da estensione, da invisibile strumento magico nelle mani del musicista.

Knut Vaage
In between
per quartetto d’archi 2009

Knut Vaage, nato nel 1961, vive a Bergen, dove lavora come compositore. Si è diplomato come pianista e compositore presso la Griegakademiet di Bergen. Vaage ha lavorato in diversi stili di musica, concentrandosi, tuttavia, sulla musica improvvisata e su quella contemporanea. Il suo lavoro spazia dalle opere sinfoniche all’opera agli assolo. La sua musica è stata eseguita in concerti e in festival in Norvegia e all’estero.
In between
Il pezzo In between si focalizza sulle relazioni che intercorrono tra attività e spazio e tra il primo violino e il resto del complesso. La prima versione strutturata in questo modo era stata originariamente creata per violino e pianoforte per una tournée in Giappone nel 2001. La versione per quartetto d’archi è stata, invece, appositamente ideata per il concerto Iceberg del maggio 2010 a Roma, ringraziando Mette Perregaard ed il complesso del Parco della Musica Contemporanea.

Jim O’Leary
Three Fragments
per clarinetto e quartetto d’archi2009

Jim è nato in Newfoundland, Canada ed ha cominciato a suonare percussioni già da teenager. Ha studiato composizione con Jan Sandström presso la School of Music di Piteå, Svezia. Ha studiato presso l’Università di Cambridge ed è attualmente un ricercatore presso la Queens University di Belfast, Irlanda del Nord. Jim ha trascorso molti anni a Stoccolma, Svezia dove divideva il suo tempo tra varie occupazioni: suonare i tamburi in una banda blues, lavorare come insegnante di musica e comporre.
Three Fragments
Three Fragments è stato composto durante il mio soggiorno al Circolo Scandinavo nella primavera 2009. Sebbene questa opera non contenga idee “extra-musicali”, posso dire che Roma ha influenzato, inconsciamente, la sua composizione. In particolare, il veloce secondo movimento rispecchia il movimentato quartiere di Trastevere dove risiedevo, che era sempre pieno di vita, insistente e mai addormentato! I lenti movimenti esterni riflettono il mio attuale interesse nello sviluppare musica microtonale e melodie frammentate. Desideravo, inoltre, esplorare le possibilità espressive multifoniche del clarinetto e questo uso di suoni multifonici in tutti e tre i movimenti fornisce un caratteristico suono in tutta l’opera. Per quanto riguarda il titolo, quando ho composto Three Fragments, vedevo i movimenti un po’ come farebbe un pittore, come schizzi di idee per future creazioni, perciò la parola “fragments” nel titolo.

Roma possiede, grazie al suo ruolo di città capitale, un patrimonio straordinario e in parte ancora poco conosciuto: la presenza delle Accademie e degli Istituti di cultura stranieri in Italia nonché le attività culturali delle numerose Ambasciate. Istituzioni di grande prestigio, ospitate in alcuni dei siti “storici” della città, che raramente si aprono al pubblico abituale dei concerti, delle mostre, del teatro. Eppure, nell’arco di un anno, sono decine e decine gli artisti e gli studiosi che trascorrono a Roma lunghi periodi di ricerca, di produzione, di sperimentazione. Una ricchezza che raramente è possibile condividere. Il desiderio di far emergere questa attività intensa, ma “carsica” è il motore principale del Progetto Calliope, patrocinato dall’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma, una autentica novità nel panorama italiano. Per la prima volta le istituzioni culturali straniere presenti a Roma hanno deciso di dare vita, infatti, ad una serie di iniziative comuni: concerti, mostre, masterclass, convegni, incontri con gli artisti che nascono dalla esplicita volontà di condividere idee, progetti e prospettive non soltanto con la Fondazione Musica per Roma, motore ed ispiratore di numerose iniziative comuni ma coinvolgendo le migliori realtà culturali e musicali della capitale. In questo modo le esperienze più avanzate di ogni singola cultura nazionale potranno dare vita a intarsi, scambi, relazioni. E il pubblico romano avrà l’occasione non soltanto di comprendere, con un unico giro di orizzonte, le tendenze artistiche di tanti, diversi “paesi del mondo”, ma anche di visitare ville, palazzi, giardini solitamente chiusi e inaccessibili.
Al progetto, che vede anche la collaborazione di alcune prestigiose Istituzioni italiane, hanno aderito oltre venti paesi, dagli Stati Uniti al Giappone, dall’Islanda al Marocco per un totale di oltre 60 eventi rendendo questa esperienza unica ed irripetibile.

Circolo Scandinavo
Nel 1833 un gruppo di artisti danesi crearono la cosiddetta “Collezione di libri dei danesi a Roma. Sempre nello stesso periodo furono create anche la biblioteca svedese e quella norvegese. Nel 1860 con sostegno dei governi della Danimarca, Svezia e Norvegia, le tre biblioteche furono messe insieme sotto il nome Circolo Scandinavo. Pochi anni dopo il circolo arrivò a comprendere anche la Finlandia e l’Islanda. Molti sono gli artisti nordici che si sono incontrati nel Circolo Scandinavo nel corso dei 150 anni. Tra i più famosi vanno ricordati i compositori Edvard Grieg (Norvegia) e Carl Nielsen (Danimarca), i drammaturghi Henrik Ibsen (Norvegia) e Johan August Strindberg (Svezia), i scrittori Hans Christian Andersen (Danimarca) e Bjørnstjerne Bjørnson (Norvegia). Oggi si accolgono artisti provenienti dai cinque paesi nordici (Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia e Islanda). Durante i soggiorni gli artisti hanno la possibilità di promuovere e sviluppare i loro progetti in ambito di arte, musica, cinema, letteratura, teatro ecc. Il Circolo funge sia come punto di incontro per gli artisti nordici, che vivono insieme nella casa, ma anche come punto di incontro con il mondo artistico italiano. Lo scopo del circolo è infatti anche quello di facilitare il dialogo e l’incontro tra l’arte e la cultura nordica e quella italiana.

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