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Bennie Maupin

Bennie Maupin

Il concerto del 19 maggio alla Casa del jazz

Serata memorabile doveva essere e serata memorabile è stata: il concerto di Bennie Maupin, mercoledì 19 maggio alla Casa del jazz in collaborazione con l’Istituto Polacco per l’8° “festival delle arti Unite di Polonia”, ha restituito al pubblico romano uno dei più grandi musicisti degli ultimi decenni, purtroppo spesso non considerato adeguatamente. Ad onor del vero la sottovalutazione di Maupin è stata operata da pubblico e critica ,evidentemente distratti da nomi più altisonanti, ché i musicisti importanti – quelli che ci capiscono – l’hanno voluto spesso come compagno d’avventura. Così non è certo un caso che Miles Davis l’abbia chiamato per alcune storiche incisioni quali “Bitches Brew” del ’69, o che Herbie Hancock l’abbia considerato una delle colonne portanti di suoi gruppi quali “Heandunters” e il sestetto “Mwandishi”.
Il perché di tanta considerazione è apparso evidente a chi l’ha ascoltato, a , con il gruppo “polacco”. A settant’anni – portati magnificamente – Maupin è apparso in forma smagliante deliziando il pubblico con la sua musica di un’eleganza e raffinatezza senza eguali. E’ stato semplicemente straordinario sentirlo e vederlo soffiare in quello che probabilmente è il suo strumento preferito, vale a dire il clarinetto basso: per chi ha poca dimestichezza con le ance risulta forse difficile capire quanto sia impegnativo suonare le note basse di un clarinetto basso per di più soffiandole e controllandone alla perfezione intensità e dinamica. Maupin l’ha fatto senza sforzo apparente maneggiando lo strumento alla stregua di un sassofono di più facile approccio. Ma altrettanto superlativo, ora trascinante ora suadente ora meditativo, è apparso quando ha suonato il tenore e quello soprano, mentre la maestria al flauto l’ha evidenziata accompagnando la cantante Hania Chowaniec-Rybka che ha interpretato alcune arie della tradizione polacca.
A questo punto molti di voi si chiederanno il perché di questa commistione tra Maupin e la Polonia: il fatto è che a partire dagli anni ’60 Maupin ha frequentato assiduamente la Polonia dove ha avviato collaborazioni con diversi musicisti fra cui i tre che lo accompagnano attualmente: Michal Tokaj , Michal Baranski contrabbasso, Lukasz Zyta batteria, percussioni. E la scelta è stata ben oculata dal momento che i tre sono musicisti di assoluto livello, in grado di dialogare con il leader o di proseguirne il discorso in trio senza che per questo l’intensità cali di un acca. D’altro canto la loro ottima intesa era già risaltata evidente dagli ultimi due album da loro incisi, “Early reflections” del 2008 e “Penumbra”.
Per chiudere una nota di merito alla casa del Jazz e al suo direttore artistico, Luciano Linzi, che ci propongono spesso delle vere e proprie chicche.

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