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Adriano Mazzoletti

Adriano Mazzoletti

Il 29 maggio all’Auditorium
Presentato il suo nuovo volume “Il Jazz in Italia. Dallo swing agli anni Sessanta”

Tanta musica e tante parole, una tantum non inutili, venerdì sera alla Sala Petrassi dell’; l’occasione: una sorta di festa in onore di Adriano Mazzoletti per la pubblicazione del suo nuovo volume (parlare di libro è riduttivo) “Il Jazz in Italia. Dallo swing agli anni Sessanta”, edito dalla EDT.
L’opera di Mazzoletti rappresenta un punto fermo nella bibliografia sulla musica afro-americana nel nostro Paese ma, data la ponderosità, ne parleremo più approfonditamente quando avremo avuto il tempo non tanto di leggerla (ché si tratta di oltre 1300 pagine) ma di sfogliarla con una certa accuratezza.Torniamo quindi alla serata di venerdì: a fare gli onori di casa lo stesso Mazzoletti, Piero Angela che negli ’50 fu un ottimo pianista, Marcello Piras che ha curato l’editing del volume. Posta in evidenza con accorte parole di Piero Angela l’importanza della ricerca condotta da Mazzoletti praticamente nel corso di tutta la sua vita, si è passati alla musica. E così abbiamo riascoltato l’indimenticabile voce di Adriano presentare i musicisti, tutti accorsi a titolo assolutamente gratuito per celebrare il loro amico.
A rompere il ghiaccio il sestetto di Dino e Franco Piana che ha voluto rendere omaggio allo storico gruppo Basso-Valdambrini; ben coadiuvati da Sandro Deidda al sax tenore, Luca Pirozzi al contrabbasso, Pietro Iodice alla batteria e Stefano Sabatini al pianoforte i due Piana hanno eseguito un celebre brano portato al successo da Gerry Mulligan “Bernie’s tune”.
A questo punto Mazzoletti ha chiamato sul palco un personaggio storico del jazz italiano, Leone Piccioni che tanto impulso diede alla programmazione jazz nella radio italiana, fratello di quel Piero Piccioni straordinario musicista.
E’ stata poi la volta di Gianni Coscia che ha sottolineato – così come fatto da Mazzoletti – l’importanza di Gorni Kramer, il primo ad eseguire jazz con la fisarmonica; di qui il tributo di Coscia al grande maestro di cui ha eseguito una delle prime splendide composizioni, “Prime lacrime”; successivamente a Coscia si è unito Dino Piana ed in hanno eseguito un commovente “Tributo a Tromento”.
In un’occasione del genere non poteva mancare una delle colonne del jazz made in Italy, vale a dire Marcello Rossa che si è presentato con una formazione comprendente tra gli altri un eccezionale trombonista quale Luca Begonia che non ascoltavamo dal vivo da molto tempo.
Subito dopo una vera e propria sorpresa: Piero Angela, accompagnato da Giorgio Rosciglione al contrabbasso, si è seduto al piano e ci ha regalato due pezzi tra cui il ben noto “Feeling”.
Una gustosa imitazione dello spettacolare di Charlie Ventura con Gene Krupa è venuta dal Quintetto Swing del batterista Emanuele Urso che ha eseguito il celebre “Dark Eyes”.
Un altro momento importante della serata è venuto quando sul palco è salito il trio di Amedeo Tommasi con Giovanni Tommaso al contrabbasso e Franco Mondini alla batteria che ha eseguito il bellissimo “Ballata in forma di blues” dello stesso Tommasi, contenuta nell’album “Zamboni 22” del 1960.
Ancora un tuffo all’indietro con la “Nuova Roman New Orleans Jazz Band”, A questo punto la musica si allontanava dal periodo storico trattato da Mazzoletti per giungere ai nostri giorni: così abbiamo ascoltato dapprima i Sax Machine di Bruno Biriaco, e poi il fantastico duo Pieranunzi – Giuliani che hanno interpretato “I mean you”, in modo assolutamente magistrale trasmettendo ancora una volta quella tensione musicale emotiva che sempre si respira nei loro concerti, tensione emotiva che è stata ribadita dalla comparsa sul palco di un altro dei grandi protagonisti di quegli anni, vale a dire il pianista Giampiero Boneschi, accolto da un caloroso applauso.
La serata veniva chiusa da Rambertop CIammarughi che eseguiva una sua splendida composizione, “Storia di un istante” e la bella voce di Valentina Piccioni che con la big band del St. Louis diretta da Antonio Solimene ha reso un sentito omaggio al padre Piero.

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