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Dalla Svezia – Intervista a Jonny Wartel
di e Alessandra Bossa

Da quando siamo qui a Goteborg, in Svezia, abbiamo ascoltato molti e vari concerti e tra tutti i locali, club e teatri che abbbiamo frequentato quello con la più forte ideologia musicale è sicuramente il Brötz . Il locale si trova in uno dei padiglioni del Konstepidemin, (www.konstepidemin.com), un’ organizzazione no profit che fornisce luoghi di studio per artisti di ogni tipo: musicisti, attori, scrittori, pittori, scultori ed altro; si trova vicinissimo ad uno dei maggiori parchi della città, un posto incantevole che ancora di più esalta la bellezza dell’arte stessa.
Ed è al Brötz che abbiamo dedicato un pezzo con un’intervista sulla nascita, racconti, fatti, vicende e musicisti che potessero descrivere pezzi di storia musicale svedese partendo proprio dai racconti, personali e non, di tale Jonny Wartel uno dei primi fondatori.
Lo incontriamo in un negozio di dischi. Lui arriva in bicicletta, ci sediamo e ci racconta. Il Brotz nasce una quindicina di anni fa grazie alla collaborazione di Jonny Wartel con Lolo Andersson, uno scultore- pittore ora residente in Portogallo, che mette a disposizione il suo atelier per delle serate di musica ”sperimentale”, fusione di , rock, poesia, elettronica e quant’altro. Le serate del Brötz all’epoca sono davvero poche, tre o quattro all’anno e principalmente Lolo paga con quei guadagni parte dell’affitto dell’atelier. Lolo è anche contrabbasista e insieme a Wartel organizzano un movimento musicale impiantaato principalmente sul free- che presto si sposterà in uno dei locali maggiori a Goteborg: il Pustervik dove rimarrà per 5 o 6 anni. L’ideologia musicale di Jonny è però diversa da quella di Lolo; Lolo punta molto sui percorsi di interazione tra generi diversissimi tra loro e sopratutto propone serate rock e rappresentazioni di performance di tutti i tipi, mentre l’idea di Jonny è diversa: il suo unico filone è quello del free- che si lascia sì aprire a differenti innesti con altre forme di comunicazione ma che è principalmente pura manifestazione di profonde motivazioni portate fuori attraverso quel genere ben preciso, costruite negli anni in modo meticoloso e rese perfette dalla pura e semplice necessità di esprimere.
Abbiamo sentito suonare Jonny più volte al Brötz e tutte le volte è stata una sorpresa. Collabora con tantissime formazioni, una delle tante è ad esempio ”Tiphoon Tivoli” dove c’è la collaborazione del fratello Herik, della moglie Michele Collins ed altri amici; uno spettacolo assolutamente ”sorprendente”, interagente, esplosivo. Un’ autentica ”street performance” al ”chiuso” dove lo spazio sonoro è occupato dagli strumenti più vari, alle voci, percussioni e all’immancabile sax di Jonny. Tutti sono partecipi, pubblico compreso, e la struttura è senz’altro complessa: parti cantate, suonate, improvvisate, recitate e ballate.
Durante l’intervista Jonny insiste sul fatto che la sua idea musicale è sempre stata quella di una musica di ”sostanza”, con un percorso e sopratutto una identità che si riferisca all’improvvisazione con una idea precisa e personale. Qualcosa su cui si è lavorato, suonato e ricercato. Non gli piace la musica ”d’effetto” e in modo particolare rifiuta gli eventi di grandi nomi atti solamente ad una maggiore finalizzazione commerciale che possa incrementare i guadagni del locale. Difatti l’antagonista, se così si può chiamare ,del Brotz è il più famoso Nefertiti ormai diventato club di un certo tipo e sopratutto ristorante con una clientela specifica e ben diversa. I nuovi gruppi che vogliono proporsi difficilmente ci riescono al Nefertiti che occupa la maggior parte della programmazione con nomi famosi e formazioni di musica folk o rock oltre che jazz. Gli interessi economici cambiano lo sviluppo e caratterizzano o modificano l’ideologia, poche storie. Non è stato così per il Brotz che con tutte le sue difficoltà (hanno più volte rischiato di chiudere per mancanza di spazi e di fondi) ha camminato su un solo binario.
Continuando l’intervista Jonny ci racconta di essere stato per un periodo in Italia nei primi anni ottanta. Principalmente lavorava come “musicista di strada” suonando in piazza Navona e in altri posti ben noti. Scopriamo che In Italia è stato a contatto con Massimo Urbani, Martin Joseph, Francesco Forti e molti altri musicisti appartenenti alla scuola di musica del Testaccio. Rimane a Roma per circa un anno e mezzo per poi tornare in Svezia e iniziare l’avventura del Brotz al quale si aggiunge poco dopo il fratello Henrik Wartel, batterista, e per un periodo il trombonista Håron Strängberg.
Ora il Brötz è fondamentalmente un’associazione che vanta collaborazioni di fior fior di musicisti con forse un piccolo pubblico ma solido e probabilmente riusciranno ad avere il prossimo anno maggiori fondi comunali.Le serate sono tutte il mercoledì sera e la prossima stagione inizierà a Settembre.

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