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Coco Schumann

Coco Schumann

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Giovedi 27 gennaio nel corso della Giornata della Memoria ricordata a Roma con molte manifestazioni fra cui alcune alla Casa del Jazz è stato dimenticato  l’evento che forse avrebbe dovuto essere ricordato proprio in quel luogo e che invece nessuno dei relatori ha creduto o pensato di voler menzionare. Dimenticanza o non conoscenza del fatto? Tutti coloro che si interessano seriamente al jazz conoscono i nomi di due musicisti, il chitarrista tedesco Heinz Jakob “Coco” Schumann e la cecoslovacca  Eric Vogel. Ambedue ebrei, musicisti di jazz, vennero deportati come milioni di altri nei campi di sterminio, prima a Theresienstadt poi ad Auschwitz. La storia di questi due musicisti (gli unici sopravissuti di un nutrito gruppo di jazzisti) è stata raccontata da loro stessi.

“Quando arrivammo a Theresienstadt, fummo fatti uscire per l’appello. Stemmo impalati senza cibo per ore sotto una tormenta di neve. Quelli deboli morivano o venivano portati via. Poi uno delle SS ordinò: “Musicisti un passo avanti” . I nazisti stavano trasformando Theresienstadt in un campo “modello” messo in scena da Goebbels per dimostrare alla Croce Rossa Internazionale che nelle prigioni naziste si viveva in condizioni umane e per smentire le voci dell’esistenza di lavoro  da schiavi e di camere a gas. “Infatti” continua Vogel, “ stava per giungere un comitato della Croce Rossa”. Tutte le superfici furono ridipinte. Arrivarono strumenti musicali e furono organizzate orchestre. In quel campo c’erano alcuni dei migliori musicisti europei. L’8 gennaio 1943 Vogel venne incaricato di formare un’orchestra che venne battezzata Ghetto Swingers.

Oltre a Vogel e Schummann ne facevano parte il clarinettista Fritz Weiss senza dubbio uno dei migliori musicisti jazz europei del periodo pre-bellico. Martin Roman, che era stato il pianista della celebre orchestra di Marek Weber, venne incaricato di dirigere l’orchestra. “I Ghetto Swingers” racconta, “erano proprio una buona orchestra. Suonavamo con swing e feeling, principalmente nello stile di Benny Goodman”

Quando la commissione della Croce Rossa giunse, l’orchestra suonava in un Caffè che era stato allestito in fretta e in furia. Tutto venne documentato in un film di propaganda e i Ghetto Swingers vi appaiono diverse volte. Appena la Croce Rossa e gli operatori cinematografici ebbero lasciato il campo, i musicisti presero la strada per Auschwitz e molti di essi , “fra cui il nostro amato e meravigliosamente dotato Fritz Weiss”,  mandati immediatamente alle camere a gas.

Ma ad Auschwitz, Heinz “Coco” Shumann fu obbligato ancora a suonare. “Ero costretto ad intonare la melodia di La Paloma mentre le SS accompagnavano le colonne di detenuti verso le camere a gas”. Vogel e Schumann erano ancora miracolosamente vivi quando il 27 gennaio 1945, le truppe sovietiche liberarono il campo.

E’ una storia drammatica e terribile che, durante la Giornata della Memoria avrebbe dovuto essere raccontata alla Casa del Jazz, anche  attraverso documenti salvati dalla furia di quelle orribili stragi e con la presenza di Coco Shumann che, malgrado i suoi ottantasei anni, vive e suona ancora la sua .

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