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Carlo Magni – “NOTTURNI”

Carlo Magni – “NOTTURNI”

Ci sono troppi musicisti bravi che dovrebbero emergere e che la maggior parte degli appassionati di bella musica e di bel non hanno che poche possibilita’ di ascoltare.  Questo “Notturni” di Carlo Magni ne e’ la riprova.  Magni ha un curriculum di tutto rispetto, vanta collaborazioni internazionali di rilievo, ha sempre ricevuto ottimi riscontri di pubblico e di critica eppure dal vivo non lo si vede e sente suonare spesso.  Siamo dunque di nuovo alla logica del “suonano sempre gli stessi”: e in questo caso e’ davvero un peccato.  Cio’ detto, andiamo a parlare di “Notturni” che in parole semplici e’ un disco bello.  Magni ha ascoltato e amato molto jazz, forse anche molti pianisti in particolare, come ogni vero artista dovrebbe fare, e poi ha messo molto di se e ricreato un’ atmosfera personalissima, pur rimanendo legato a sonorita’ morbide, evocative, che pero’ suggeriscono, non replicano pedissequamente.

Non c’e’ niente di “trito”, anzi, la sensazione bella e’ quella della “rilassata tensione”, che si vive ascoltando ogni singola traccia di questo cd.  E’ jazz, indubbiamente, e per chi ama il Jazz un disco di Jazz e’ sempre una grande consolazione, nel fiorire oramai senza controllo di cosiddette “contaminazioni” che sempre piu’ spesso sono purtroppo solo miscugli senza senso.  Ma c’e’ una vena creativa notevole, fresca in questo Jazz.  “Alba” ad esempio comincia con un bel dialogo tra pianoforte e percussioni un affresco in crescendo veramente suggestivo; “You and I ” e la sua dolce, romantica Intro di piano solo che prelude all’ entrata della bella batteria di Sirkis e del sax di Arguelles si rivela frizzante ed e’ proprio Arguelles che le dona spessore, con fraseggi di ampio respiro.  Non c’e’ bisogno di eccedere: il tema e’ semplice, l’ armonizzazione anche, ma e’ un mix di gusto, elegante, intenso.  Goloubev (ascoltatelo in “Lisbona”) e’, si sa, contrabbasista notevolissimo, per creativita’, intonazione, timbro.  Sirkis alla batteria e’ espressivo quanto il pianoforte e con il pianoforte sembra trovare il suo dialogo preferenziale.  Arguelles ha una disinvoltura ed una morbidezza che si rivelano quelle giuste per il tipo di sonorita’ di questo lavoro.  Magni dimostra di avere personalita’, gusto e fantasia e un linguaggio jazzistico di ottimo livello: possiede il dono dell’ esprimersi melodicamente e armonicamente senza orpelli, e’ come se si lasciasse andare ed e’ questo che si intendeva piu’ sopra parlando di “rilassata tensione”, ossimoro solo apparente.  I brani, tutti originali, sono coinvolgenti e intensi anche dal punto di vista dell’ arrangiamento (“A Lydian Idea”, ad esempio, ma anche “ Notturno nr. Z “ di Goloubev, o “ 4 agosto “, con i suoi iniziali stridori che si ammorbidiscono gradualmente).

E’ da sottolineare anche la particolare bellezza delle Intro, che e’ sempre segno, ma questo e’ un punto di vista personale, di gusto espressivo e  cura dell’ atmosfera complessiva del brano.

Dunque, seguite Carlo Magni, perche’ e’ davvero auspicabile che questo nome giri piu’ di quanto non sia accaduto fino ad oggi.

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