Viavenetojazz VVJ 071

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Paolo Recchia - Ari`s Desire

- Ari`s Desire

Non aspettatevi un cd semplice: d’ altronde Paolo Recchia e’ un sassofonista che ama (pur se in un ambito di tipo “free”) sperimentare, cercare suoni, destrutturare e ricomporre – basti ascoltare a questo proposito la sua rilettura di Tenor Madness , ma bisogna dire che e’ piacevole anche riconoscere le sonorita’ del cui lo stesso giovane sassofonista si sente certamente legatissimo. Legato, ma non mani e piedi, perche’ Recchia ha uno stile suo molto personale – e chi vi scrive lo ha ascoltato dal vivo trovandovi una vena improvvisativa anche di tipo melodico – introspettivo (in questo cd e’ notevole il respiro di Novembre, ad esempio) .

Ad una sua propria e personale sonorita’ questo artista e’ certamente arrivato metabolizzando e rileggendo criticamente molta ottima musica. Quello che e’ evidente e’ che (anche nei brani piu’ frenetici, o sincopati, o frammentati alla Rollins magari, in cui aleggia anche di certo la lezione di Charlie Parker) trapela un garbo particolare, una morbidezza assolutamente nuova, un arrotondamento che e’ timbrico, di intenzione, di stile, e che parlano di una musicalita’ personalissima che rilegge e ridisegna piu’ che riproporre.

Il che viene ancor piu’ evidenziato nei bei dialoghi con la tromba di Sipiagin, trombettista dalle qualita’ indiscusse, che sembra un “fratello di suono” per Recchia; i due hanno entrambi il gusto dell’ osare dissonanze, tempi dispari, lasciarsi andare, ma anche del non strafare, dell’ evitare spacconerie (mi si passi il termine), rischio nel quale in questo genere di jazz e’ molto facile incappare, facendo miriadi di note al secondo, ottenendo si dissonanze, sincopi o arditezze ritmiche: ma solo perche’ a quel punto esse vi sono insite dal punto di vista “statistico” piu’ che espressivo.

Nicola Angelucci e si dimostrano totalmente adatti al costruire questo clima cosi’ creativo e garbatamente energico: a parte la loro bravura come musicisti di grande esperienza, collaborano con Recchia da tempo e questo e’ sempre garanzia di interplay, di rispetto reciproco e di comunanza di intenti, il che e’ particolarmente evidente in questo disco, che e’ stato registrato interamente in presa diretta: un feeling “senza trucco e senza inganno”, tutto da ascoltare.

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