Monk – MNK CD 005

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Massimo Barbiero & Giovanni Maier - "Code Talkers"

Massimo Barbiero & Giovanni Maier - "Code Talkers"

Percussioni e Violoncello, totale: una sonorità inusuale ma che già dai primi minuti è talmente sintonica che porta subito chi ascolta ad una rilassata tensione, senza che questa sembri una contraddizione.  Il codice che lega i due artisti e’ la sorgente di un dialogo personalissimo tra i due, un codice logico e trasognato, che non esclude chi assiste allo scambio, anzi: lo trasforma in fruitore attento (alla logica) e sognante (per l’ aspetto trasognato). Non catalogabile in un genere predefinito, come tutta la produzione artistica di Barbiero (che con Maier ha venti anni di sodalizio negli Enten Eller) questa e’ musica che varca i confini, che ha senso in se stessa e non come segno di un qualcosa di predefinito, nonostante sia sintesi di tutto ciò che Barbiero e Maier hanno suonato fino ad un minuto prima di entrare in studio a registrare.

Il risultato e’ un affascinante e multiforme flusso di suoni. “Veleno”, ad esempio, si dispiega quasi come un tango con suggestioni orientali, e’ la quadratura di un cerchio che passa tra passione e meditazione.  E questo apparente contrasto si trova anche in “Stagno”, quasi una rappresentazione naturalistica (o metaforica?) dell’ apparente quiete dell’ acqua stagnante che racchiude in sé in realtà vita e movimento. In “Neve” conta sapere se le percussioni di Barbiero rappresentino i fiocchi che cadono? O se i graffi del violoncello di Mayer siano il freddo, magari, o un dialogo interiore individuale? Non sembra necessario decrittare il motivo di questi suoni.

Neanche nel caso di “Blues for Us”, un blues criptico, che emerge dal punto di vista formale solo a metà brano e che mantiene però una sua misteriosa incomprensibilità – nonostante siano riconoscibili gli stilemi del blues, per il violoncello, che si finge contrabbasso e che swinga anche nei momenti di fraseggio con l’ arco, e per i battiti anch’ essi swinganti ed in levare della batteria.  Se “Cristiana”, brano amatissimo da Barbiero, appare qui in versione liricamente meditativa, “Denique Caelum” e’ un complesso insieme di suoni che diventa semplicissimo se si ha l’ intelligenza di lasciarsene avviluppare senza farsi domande.

Se l’improvvisazione segue un sincero bisogno espressivo, il risultato sarà, come nel caso di “Code Talkers” un trasognato e logico flusso di “pensieri sonori”, tutti da ascoltare e da vivere più che da interpretare.

Giovanni Maier: cello

Massimo Barbiero: drums e percussion

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