Domenica, 20 Novembre 2011, ore 11.00

Tempo di lettura stimato: 1 minuto

Avishai Cohen

Avishai Cohen

Domenica 20 Novembre 2011, alle ore 11.00, presso il Teatro Manzonidi Milano (via Manzoni, 42), “Aperitivo in presenta l’affascinante  trio di uno fra i più acclamati strumentisti dei nostri giorni, il contrabbassista Avishai Cohen. A lungo collaboratore di Chick Corea (che lo ha definito un genio), da tempo abbina l’ jazzistica ad una personalissima sulle radici della tradizione musicale mediorientale, dando vita ad un linguaggio originalissimo e incantatorio, arricchito da un superbo e impressionante magistero strumentale.

Con il suo trio abituale (in cui militano il pianista Omri Mor, virtuoso in grado di esprimersi con straordinaria capacità sia in campo accademico che improvvisativo, e il batterista Amir Bresler, nuovo astro del ricchissimo firmamento musicale israeliano, già con il liutista Amos Hoffman e l’organista Sam Yahel), il contrabbassista articola un mondo sonoro in cui il ritmo proietta indimenticabili melodie arricchite anche dalla voce peculiare dello stesso strumentista, che attinge all’inesauribile bagaglio della tradizione ebraica, sia ashkenazita che sefardita.

In “Seven Seas”, titolo anche del suo ultimo lavoro discografico, Cohen riassume le molteplici esperienze di una ricchissima carriera: melodie incantatorie dall’afflato quasi sinfonico, virtuosismo fenomenale, brillantissima improvvisazione jazzistica, canto spiegato, l’intero spettro della tradizione ebraica, influenze arabo-andaluse e latinoamericane, teatralità trascinante, approccio cosmopolita e raffinato. Poiché se la musica di Avishai Cohen dà sfogo a un torrente di emozioni, non cade mai nel melenso, nel lirismo fuori posto o nel pomposo. Al contrario, la struttura dei pezzi e la loro architettura interna si rivelano sorprendenti, con riprese e scoppi ritardati che ne fanno una bomba melodica pacifica e portatrice di salvezza. Le sue composizioni incanalano l’emozione per farla fluire meglio, affinché la loro energia non si perda nel tragitto che le conducono alle orecchie degli ascoltatori.

Con “Seven Seas” il nativo di Gerusalemme, oggi residente a Tel Aviv e divenuto uno dei jazzmen più popolari di quest’ultimo decennio, spinge questo modo di fare musica fino all’estremo. Il contrabbassista varca un’ulteriore soglia nella sua ascensione artistica.

Articoli scelti per te:

Ti è piaciuto l'articolo? Lascia un commento!

Commenti

commenti