Tre serate, dal 23 al 25 novembre, alla di

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Sarah Jane Morrison

Sarah Jane Morris

Da quando la conosco  e la seguo – e sono ahimè tanti anni – non mi ha deluso una sola volta… la stessa cosa è accaduta nel concerto del 25 novembre alla Casa del Jazz di Roma: Sarah Jane Morris è una delle artiste più personali e convincenti che io conosca.

Dal 23 al 25 novembre la inglese si è esibita nella splendida struttura della Capitale per far conoscere dal vivo il nuovo disco “Cello Songs” (Cinik Records). Insieme a lei sul palco Enrico Melozzi (violoncello), Tony Remy (chitarra) e Michael Rosen (sax soprano).

Sarah ha presentato una vasta selezione del disco interpretando sia composizioni originali, sia canzoni scritte da Tom Waits, Ennio Morricone, Pino Daniele, sia i due inediti –  “Mother of God”, scritta insieme ad Enrico Melozzi e Johny Brown e “She Always”, scritta da Boy George appositamente per lei- … per arrivare fino a Claude Debussy di cui è stato arrangiato il celebre “Chiaro di luna”.

Ma ha cantato anche brani non compresi nel disco affrontando temi di indubbio impatto sociale come il terrorismo, l’emigrazione, l’omosessualità…

Ebbene, nonostante la varietà del repertorio, il concerto è stato caratterizzato da una indubbia unitarietà, grazie proprio alle capacità vocali e interpretative della Morris.

Dotata di una splendida voce tutta giocata sul registro basso – la voce più nera posseduta da una bianca – Sarah riesce a dare un tocco di originalità ad ogni brano, ad ogni passaggio sottolineato dalla capacità di dare un peso specifico ad ogni singola nota. Sicché seguirla diventa tanto facile quanto attraente ed il pubblico pende letteralmente dalle sue labbra dedicandole alla fine di ogni esecuzione vere  e proprie ovazioni.

Alle capacità vocali l’artista accoppia, inoltre, una straordinaria presenza scenica che la porta a muoversi con ritmo ed eleganza tali che si rimane affascinati anche a guardarla.

Ma non è finita ché la Morris si è presentata con un quartetto di lusso: davvero eccellente il lavoro di Tony Remy chitarrista di chiara matrice blues mentre Melozzi ha avuto modo di evidenziare come anche il violoncello possa adattarsi benissimo a musiche diverse da quella “colta”; eccellente anche Rosen che però, data la struttura dei brani, solo raramente  ha avuto modo di mettersi particolarmente in luce.

Insomma ancora una volta un bel concerto di Sarah Jane Morris.

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