Da Nicky Nicolai a Claudio Santamaria

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Ritorna all’attenzione della cronaca quello che per molti, troppi anni fu il regno incontrastato di Maurizio Costanzo: con la direzione artistica di Luigi De Filippo il Parioli si ripresenta al pubblico romano con una nuova facies evidenziata al meglio dallo stesso nome adesso aggiornato in “Teatro Parioli Peppino De Filippo” dedicato, cioè, ad una delle figure più importanti del teatro, e quindi della cultura, italiani.

Ma non è questa la sola buona notizia. Abbandonati, si spera per sempre, i talkshow, il Parioli rivolgerà la sua attenzione non solo, come è naturale, al teatro ma anche alla musica, in particolar modo al jazz. Così la mattina di lunedì 23 dicembre è stata presentata la rassegna “Parioli in Musica – Note di lunedì”, sette appuntamenti che, a partire dal 5 marzo e fino al 30 aprile, vedranno alternarsi sul palco del Teatro alcuni dei migliori esponenti del jazz italiano. E alla conferenza stampa ha partecipato in prima persona lo stesso De Filippo che, a 81 anni suonati, ha parlato con tale entusiasmo e competenza del jazz da risultare a tratti davvero trascinante se non commovente. La rassegna, che al di là dei risultati va encomiata per il solo fatto di essere stata pensata e voluta in un momento come questo di grande crisi economica, è organizzata dallo stesso “Teatro Parioli Peppino De Filippo” in collaborazione con le Associazioni Kuntura e Luce a Cavallo.

Ma diamo un’occhiata più da vicino al cartellone che presenta una interessante novità rispetto a tutte le altre manifestazioni del genere: ogni lunedì l’esibizione dei big verrà preceduta da quella di un gruppo esordiente, uno di quei tanti gruppi che orbitano nell’ambiente romano senza avere l’occasione di farsi ascoltare in un ambiente congruo; ecco il Teatro Parioli offre loro questa opportunità e di sicuro ci sarà modo di scoprire qualche nuovo talento.

A dar fuoco alle polveri, il 5 marzo, sarà la vocalist Nicky Nicolai con il suo recital “Con tutte le note che ho”; l’appuntamento è di quelli da non perdere dato che si tratta di un ritorno alle scene dopo tre anni di pausa. La cantante sarà accompagnata da una orchestra costituita in massima parte da giovani provenienti dal Conservatorio di Santa Cecilia; annunciate sorprese.

Il 19 marzo Danilo Rea con il suo “Omaggio a Fabrizio De André”. Documentato da uno splendido album, la performance di Rea sulle note di De André appare quanto mai convincente in quanto riesce ad esprimere al meglio il mondo del cantautore senza tradirne lo spirito originario.

Il 26 marzo ecco una delle sorprese del cartellone, Erica Mou. La giovane emergente cantautrice con il suo album d’esordio “E’” è entrata nella rosa dei finalisti per la miglior opera prima dell’ultima edizione del “Premio Tenco” e successivamente è stata premiata dal MEI come miglior nuovo talento del 2011. Ciliegina sulla torta: è entrata a far parte del cast di Sanremo 2012.
Il 2 aprile Javier Girotto & Aires Tango; con alle spalle una oramai lunga carriera, documentata da alcuni splendidi album, gli Aires Tango riescono sempre ad emozionare chi li ascolta con il cuore e la mente aperti.

Il 16 aprile una delle più raffinate interpreti della canzone italiana, Antonella Ruggiero, in una formazione diversa dal solito, vale a dire in trio con Fabio Zeppetella alla chitarra e Ramberto Ciammarughi al .

Il 23 aprile “Brunori S.a.S.” ovvero Dario Brunori che si autodefinisce neo-urlatore italiano, in un percorso artistico – musicale che si riallaccia alla canzone all’italiana così come abbiamo imparato a conoscerla ed apprezzarla attraverso le interpretazioni di artisti quali Rino Gaetano e Ivan Graziani.
Il 30 aprile chiusura in grande stile con l’ “Omaggio ai poeti della canzone italiana” presentato da Claudio Santamaria nell’insolita veste di cantante accompagnato da una band jazz di altissimo livello con Roberto Gatto alla batteria, Ares Tavolazzi al contrabbasso e i già citati Fabio Zeppetella alla chitarra e Ramberto Ciammarughi al pianoforte.

Un’ultima notazione; nel corso di un intervento è stato detto che il Parioli per troppo tempo ha rappresentato il punto più basso raggiunto dalla cultura italiana con evidente riferimento alle trasmissioni di Costanzo… dire queste cose adesso è facile, troppo facile… avremmo voluto ascoltarle qualche anno fa quando la valenza delle trasmissioni di Costanzo era quel che era, ma lo stesso giornalista era considerato una sorta di icona da certa intellighentia nostrana… o lo abbiamo dimenticato?

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