“NonsoloMameli” – Giovedì 5 luglio, ore 21

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Gabriele Mirabassi

Gabriele Mirabassi

Sono bravi Federica Zammarchi e Enrico Zanisi: hanno dato vita ad un duo piuttosto affiatato, e collaborano da tempo, nonostante la giovanissima età di Zanisi (solo 22 anni).
La Zammarchi è cantante ma anche arrangiatrice, compositrice, e dunque non si limita ad interpretare canzoni di altri ma porta sul palco suoi pezzi di un certo spessore dal punto di vista musicale, piuttosto raffinati dal punto di vista della ricerca   melodica ma anche timbrica.

Zanisi è un pianista che mostra di avere una sua spiccata personalità e ha una bella inclinazione a far trapelare il suo amore per gli studi classici, mescolandovi con buon gusto il Jazz.

Gabriele Mirabassi è Gabriele Mirabassi: il suo clarinetto, semplicemente, canta, con una voce perfetta eppure così intensamente espressiva da sorprendere ogni volta chi lo ascolta, anche se lo si conosce già bene, come nel caso di chi vi scrive.
Dunque è stato un concerto più che interessante quello che si è svolto al festival romano “NonsoloMameli”, per repertorio, interpretazione e interpreti.

L’apertura con il brano “She called my sister”, firmato da Federica Zammarchi, ha anticipato l’atmosfera complessiva della serata: ballads, clima soft ma non certo nel senso di “volatile”, pezzi suggestivi: un jazz curato armonicamente, soli pregevoli del pianoforte e del clarinetto, e una fresca capacità improvvisativa della Zammarchi, che ha una voce bella ma non artificialmente impostata, molto personale e (cosa non certo scontata) intonata.

Non solo brani originali: “Moonchild” dei King Crimson, anno 1969, malinconica e quasi drammatica, ad esempio, appare ideale per far emergere l’inclinazione melodica e la personalità di Zanisi, e regala un solo di Mirabassi che ricama su una struttura già di per se suggestiva un vero e proprio piccolo, prezioso, racconto musicale.  Ma anche la piccola fiaba “Little Fairy Tale”, in cui la Zammarchi è voce narrante (testo in italiano molto sofisticato dal punto di vista linguistico), Zanisi il mago oppressivo e crudele e Mirabassi la fatina in pericolo è un brano azzeccato, con scambio di ruoli e caratterizzazioni indovinate: un Zanisi febbrile ed energico, Mirabassi aggraziato etereo e dolce.  Ed anche “Overtoned”, ingegnoso pezzo impiantato sulla serie degli armonici naturali… insomma molto materiale, molto variegato.
Un’ unica pecca è emersa quando voce, pianoforte e clarino hanno suonato in sincrono: il clarinetto è uno strumento che ha la sua particolarità nelle infinite possibili sottigliezze del suono, e di queste infinite possibilità Mirabassi è un maestro assoluto. E’ stato lui a soffrire ( in alcuni momenti)  la forte presenza di pianoforte e voce (a volte persino in unisono)  che ne hanno fagocitato il suono.  Probabilmente già alla prossima performance questa particolarità potrebbe essere superata: Mirabassi ha fatto dei dettagli e delle dinamiche una parte fondamentale della propria espressività, e certamente due musicisti sensibili e affiatati come Zanisi e Zammarchi sapranno certamente trovare il modo di valorizzarne questo lato così particolare.

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