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Steve Kuhn – “Wisteria” – ECM2257

Una sorta di rimpatriata fra tre grandiosi musicisti che spesso hanno suonato assieme: Steve Kuhn . Steve Swallow basso e Joey Baron . Ed è lo stesso titolo dell’album ad indicarci questa chiave di lettura. “Wisteria” è, infatti, un pezzo di Art Farmer, trombettista nel cui gruppo suonavano, negli anni ’60, sia Kuhn sia Swallow mentre Baron ha già collaborato con Steve incidendo altri album sempre per la ECM (“Remembering Tomorrow” e “Mostly Coltrane”). Questo per spiegare, almeno in parte, la straordinaria intesa che si avverte immediatamente all’ascolto dell’album. I tre sembrano lasciarsi andare completamente al flusso della musica che in alcuni momenti tocca davvero nel profondo l’ascoltatore. Straordinario, come sempre, Steve Kuhn che dopo tanti anni di carriera riesca a conservare una freschezza d’esposizione davvero invidiabile: lo si ascolti in “A Likely Story,” in cui, ben sorretto da Joey Baron, sciorina un assolo di tutto rispetto in cui si evidenzia come si possa mettere in vetrina tutto il proprio bagaglio tecnico senza fare dell’inutile virtuosismo. Ancora una volta stupisce il modo in cui Swallow riesce a far suonare il suo basso elettrico. Contrariamente a tutti i suoi “colleghi”, Steve considera il suo strumento perfettamente in grado di eseguire suadenti linee melodiche, ponendosi così non solo come contrappunto e fonte di armonia ma anche come una seconda voce capace in ogni momento di sostituire il pianoforte nella conduzione del discorso. E questo Kuhn lo sa molto bene tanto è vero che molti sono gli episodi in cui Steve funge da principale voce: è il caso di “Pastorale” così come del latineggiante “Dark Glasses” sapientemente scritto dallo stesso Swallow. Delicata e pertinente l’interpretazione di “Romance” di Dori Caymmi: si ascolti con attenzione il prezioso gioco di spazzole posto in essere da Joey Baron.

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