Il lato romantico del Jazz alla quarta guida all’ascolto di Gerlando Gatto

Stefano Sabatini

Stefano Sabatini

La Casa del Jazz ancora gremita mercoledì per la quarta guida all’ ascolto di Gerlando Gatto, che ha esplorato a fondo, insieme al pianista romano Stefano Sabatini, due standard particolarmente amati e suonati : “You don’t know what love is” e “Lover Man”.

Un percorso negli anni e negli stili del jazz particolarmente suggestivo: entrambe le ballad connotate da un sound particolarmente intimistico e malinconico, pur differendo molto tra loro, hanno permesso di saggiare in quanti modi il jazz possa essere romantico, intenso, ma in maniera espressiva, mai semplice.

Brani (soprattutto “You don’t know”) per nulla facili dal punto di vista armonico, godono di una vita intensa ancora oggi.

Il percorso è di quelli da brivido (in senso positivo). Si comincia dal sax geniale di Lee Konitz , inconfondibile, che nella registrazione del 1978 gioca irresistibilmente con il contrabbasso di Red Mitchell, sottolineando con il timbro l’ atmosfera dolcemente malinconica del brano. Poi Billie Holiday, che con la sua voce trasforma la melodia di Lover Man in moto dell’ anima, in “doloroso grido sommesso” , se così si può dire per rendere al meglio l’ idea. Sabatini dal vivo invece sottolinea in maniera particolarmente intimista il lato Blues di questo brano. E infine si ascolta la drammatica registrazione di “Lover Man” di Charlie Parker, del 1946: la si comprende ancora di più proprio per le informazioni date da Gerlando Gatto sullo stato fisico precario del grande sassofonista in quel particolare giorno, cosicchè è ancora più interessante percepirne l’ entrata in ritardo, i fraseggi stentati eppure così fortemente densi di pathos.

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