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sferraFabrizio Sferra Quartet “Untitled #28” (ViaVenetoJazz / Jando Music VVJ 078).

Undici composizioni del batterista-leader cinquantatreenne e quattro brani frutto dell’elaborazione collettiva con le ance di Dan Kinzelman ( tenore, clarinetto e clarinetto basso), il piano di Giovanni Guidi ed il contrabbasso di Joe Rehmer.

Sferra predilige pezzi brevi (dai due ai sei minuti) e lavora soprattutto su tempi liberi, in una policroma dilatazione dello spazio. Batterista raffinato e ritmicissimo (dallo Space Jazz con Enrico Pieranunzi negli anni ’80 al gruppo Tribe di Enrico Rava della contemporaneità), gioca in controtendenza impostando quasi tutto l’album su una chiave di timbrica, di percussione non metronomica né swingante portando alle estreme conseguenze la lezione di Shelly Manne come di Andrew Cyrille.

Il trio di musicisti giovani (dai 27 ai 31 anni) che lo accompagna è molto affiatato da esperienze comuni e ciò rende l’inserimento nella musica a maglie larghe e coordinate mobili del leader agile e simpatetica.

Nell’album ci sono anche brani più strutturati come “Simply back” ma la dimensione privilegiata è quella distillata e sospesa, tensiva e, a tratti, allucinata di “Quai des Orfevres” e di “The snow child”. Album non facile perché esula dall’immaginario sonoro jazzistico attuale e necessita di un ascolto ripetuto, senza pregiudizi, per poter entrare nella poetica continuamente in elaborazione di “untilted”.

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