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moreno_stecca_amici_2013Basta! Adesso è davvero troppo: devo riconoscere che Silvia e gli altri lettori secondo cui era una perdita di  tempo occuparsi di “Amici”, il talent-show di Canale 5, avevano perfettamente ragione.

Basta! Adesso è davvero troppo: devo riconoscere che Silvia e gli altri lettori secondo cui era una perdita di tempo occuparsi di “Amici”, il talent-show di Canale 5, avevano perfettamente ragione.

La conclusione di quest’anno è stata davvero paradossale, sconclusionata, sotto certi aspetti inammissibile… a riprova del fatto che il pubblico italiano continua a non avere gli strumenti di conoscenza atti a giudicare un fenomeno artistico… come giustamente sottolineava l’amico fisarmonicista Renzo Ruggeri in una recente intervista.

E qui, si badi bene, non ci si intende tanto riferire a più o meno sofisticate teorie di critica estetica, ma a semplicissimi atti cognitivi per cui non si scambia per assoluta un fenomeno che ha alle spalle molti decenni di vita.

Ci spieghiamo meglio: l’edizione di quest’anno è stata vinta, come probabilmente saprete, dal giovane rapper Moreno Donadoni, intelligente e trascinante nel “free style” quando cioè improvvisa versi su un qualsivoglia tema, insufficiente – per usare un eufemismo – quando si cimenta con il repertorio altrui. Ebbene per settimane è stato fatto passare il messaggio, da giudici, giurati evidentemente non troppo competenti e operatori del settore che quella di Moreno fosse la musica del domani. Per non parlare dei termini “energia” e “divertimento” profusi a piene mani alla fine di ogni esibizione del giovane.

Ma come ? Stiamo scherzando?!? A beneficio dei molti, probabilmente troppi che evidentemente non lo sanno, il movimento rap nasce negli Stati Uniti d’America alla fine degli anni sessanta per poi espandersi rapidamente in tutto il mondo; il nome rappresenta l’acronimo delle parole inglesi “Rhythm” e “Poetry”, e quindi il rap si caratterizza per il modo di porre la musica, cioè “parlare” seguendo un certo ritmo: di qui l’abilità del rapper che si manifesta da un canto nell’inventare rime, dall’altro nel seguire al meglio il ritmo dato. E allora si può sapere di che caspita di novità stiamo parlando? Inaudito… il fatto è che continuando a propalare sciocchezze del genere, il pubblico ci crede alimentando quel circolo vizioso che non è certo l’ultima delle cause per cui la musica (tutta) – nel nostro Pase – non attraversa un periodo particolarmente felice.

Eppure l‘edizione 2013 di “Amici” non era partita male… tutt’altro: azzeccata la partecipazione di Miguel Bosé, giusta l’eliminazione di alcuni errori del passato quali l’insistere sulle liti tra alunni, e tra questi e i professori, l’eccessivo protagonismo dei prof e dei giornalisti. A nostro avviso questa volta si è sbagliato soprattutto nella scelta dei giudici – meglio sarebbe stato chiamare esperti in grado di fornire indicazioni che abbiano un minimo di valenza – e nell’unificare ballo e canto, due discipline che meritano eguale attenzione e quindi due vincitori. D’altro canto il ballerino giunto alla finale, Nicolò, non ci pare avesse minori capacità artistiche rispetto a Moreno… anzi! A questo punto forse vi starete chiedendo quale sarebbe stata la nostra classifica ideale; non abbiamo problemi a svelarla: Verdiana Zangaro e Nicolò Noto a pari merito.

Per concludere diamo conto del fatto che in questi stessi giorni si è concluso il talent-show di RAIDUE, “The Voice”, che senza i clamori e gli ascolti della concorrente, ha imposto all’attenzione generale la voce di un’artista, l’albanese Elhaida Dani, 19 anni, originaria di Tirana guidata da un coach del calibro di Riccardo Cocciante, che nell’ultima serata, ha messo in evidenza le doti della sua pupilla facendola duettare con lui sulle difficili note di “Margherita”.

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