Una rassegna che non si ferma davanti a nessun ostacolo. E la musica va in scena

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Paolo Fresu

Paolo Fresu

Qui su “A proposito di Jazz” siamo affezionati ad Alba Jazz perché è fortemente voluto, come sapete, da un’associazione di appassionati, che ogni anno ascoltano musica, decidono democraticamente quali artisti provare a contattare, cercano – e trovano – gli sponsor, e organizzano un festival che tra una cosa e l’altra è già arrivato alla settima edizione.

Lo organizzano bene, facendo abili acrobazie tra ostacoli burocratici, meteorologici (oramai giugno non è più un mese consolidato di bel tempo) e regalando alla città quattro giorni di Jazz di vario genere, una marchin’ band, iniziative per bambini che disegnano a ritmo di Jazz e quest’anno anche il workshop fotografico di Roberto Cifarelli nella bellissima sede della Fondazione Ferrero.

Daniela Floris ha assistito ai concerti di venerdì  e sabato sera. Un incidente a Fiumicino ha bloccato a Roma Stefano Di Battista e Nicky Nicolai dei quali era prevista l’esibizione proprio sabato: ma l’infaticabile Fabio Barbero, presidente dell’associazione Amici di Alba Jazz e tutti i collaboratori non si sono scoraggiati. Sono riusciti a superare i problemi burocratici e hanno organizzato un doppio domenica sera (Fresu, già in programma, e Di Battista), cambiandone al volo la location per il maltempo, e facendo esibire sabato tre ottimi musicisti che si sono resi subito disponibili: Alberto Gurrisi all’ Hammond, Gianni Virone al sax e Mattia Barbieri alla batteria.

Ma andiamo per ordine e cominciamo da venerdì sera!

Venerdì  7 giugno, cortile della Maddalena
Fabio Giachino Trio, feat. Rosario Giuliani

  • Fabio Giachino, pianoforte
  • Davide Liberti, contrabbasso
  • Ruben Bellavia, batteria
  • Rosario Giuliani, sax
Fabio Giachetto Trio feat. Rosario Giuliani

Fabio Giachetto Trio feat. Rosario Giuliani

Fabio Giachino è giovane, albese di origine e già molto apprezzato come Jazzista: vanta oltretutto un curriculum di studi di tutto rispetto e già vincitore di numerosi premi. A sentirlo suonare sembra già musicista di provata e decennale esperienza e mostra di avere un suo linguaggio ben definito: un tocco deciso, una tecnica ineccepibile, il gusto per attacchi molto determinati ed energici spesso in forma di efficaci riff ostinati, temi melodici molto cadenzati, vigore ritmico, improvvisazione travolgente ma anche molto definita e curata nei particolari.

Il concerto di certo non è di quelli morbidi e soft, per intenderci: è un Jazz strutturato, se ne percepisce una scrittura complessa in cui ogni cellula tematica è perseguita, sviluppata e lavorata per tutto il pezzo, ma c’è anche un notevole e istintivo estro improvvisativo che viene recepito con ottimo interplay da Liberti e Bellavia, che al contrabbasso e alla batteria sono bravissimi a recepire ogni spunto e ad esaltare le idee – oltre che a crearne di nuove in corso d’ opera – del pianoforte. Il tutto anche se abbastanza difficile rimane all’ascolto assolutamente decodificabile, proprio in virtù di quella mediazione istintiva che è comune a tutti e quattro i musicisti sul palco. Né sono mancati momenti di lirismo, nei quali la morbidezza dei suoni è prevalsa con suggestiva efficacia.

Fabio Giachetto Trio feat. Rosario Giuliani

Fabio Giachetto Trio feat. Rosario Giuliani

In questo contesto Rosario Giuliani s’inserisce con la sua grandissima capacità creativa.  Il suo sax ha la capacità di intrecciarsi con qualsiasi linguaggio diventandone parte integrante pur rimanendo spiccatamente personale nel suono, nel timbro, nei fraseggi. E così, complici anche la bravura indiscutibile di Ruben Bellavia, batterista veramente notevole per fantasia, tecnica, gusto – bellissimo il suo indugiare sui ride – e la forza strutturante del contrabbasso (dal suono notevole) di Liberti, il pubblico ha applaudito lungamente un concerto di Jazz italiano con i fiocchi.

Rosario Giuliani

Rosario Giuliani

 

Sabato 8 giugno, cortile della Maddalena

  • Alberto Gurrisi, organo Hammond
  • Gianni Virone, sax soprano
  • Mattia Barbieri, batteria
Gianni Virone

Gianni Virone

Come si diceva, questo trio di ottimi musicisti è stato convocato in extremis poiché il gruppo di Stefano Di Battista non è riuscito ad arrivare ad Alba in tempo.

Il che è stata un’occasione per conoscere tre giovani Jazzisti che praticamente all’impronta hanno imperniato il loro concerto su notissimi del Jazz, notissimi ma che non ci si stanca mai di ascoltare, in fondo.

Gurrisi chi vi scrive lo segue in silenzio da un po’, avendolo incontrato più volte a margine di molti festival (Umbria Jazz, Ivrea open Jazz, Alba Jazz, per citarne alcuni), spesso mentre suonava per strada davanti ad un pubblico improvvisato.  E suona bene, suona proprio bene questo strumento difficile e che ha studiato inizialmente da autodidatta (dopo il diploma in pianoforte) specializzandosi poi con grandi musicisti tra i quali il guru dell’Hammond Joy De Francesco, e acquisendo via via sempre più swing, capacità tecnica e stile. Adesso collabora con molti musicisti e comincia ad avere una giusta visibilità, che ci auguriamo in crescita continua. Prova ulteriore ne è stata proprio questo concerto totalmente improvvisato eppure molto curato ed estremamente godibile.  Con lui Vironi (musicista esperto e con il grande pregio di essere comunicativo, e non solo a parole, ma con la musica) e  Barbieri, reduce da una tournee con Richard Galliano, batterista . I tre hanno collaborato insieme e si sente: suonano standard ma non in maniera standardizzata, si perdoni il gioco di parole.  Creano una tensione positiva, si scambiano ruoli, spesso suonano in duo, e i duetti tra Hammond e batteria sono veramente trascinanti. Cambi di tempo, cambi di stile, soli veramente di livello e una serata che doveva essere “di fortuna” diventa l’occasione di ascoltare un po’ di Jazz, quello libero da progetto predefinito e che quindi diverte ma anche di venire a contatto con musicisti giovani e più che talentuosi. Dunque non un ripiego ma una opportunità in più per gli affezionati di Alba Jazz.

Alla serata di domenica non abbiamo potuto assistere, ma ve la documentiamo con le foto di Franco Truscello. Come dicevamo, due concerti (quello di Di Battista e Nicky Nicolai e quello del quintetto di Paolo Fresu), spostati a causa del maltempo nella suggestiva chiesa di S. Domenico.

So per certo che l’Associazione Alba Jazz è già in fermento per l’edizione invernale del festival, che solitamente ospita (in date singole) Jazzisti italiani. Il Jazz continua!

© Foto: Franco Truscello

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