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Jimmy Fontana il mondoIl mondo della musica deve piangere un’altra scomparsa, quella di Jimmy Fontana all’anagrafe Enrico Sbriccoli.

E vedo già lo stupore dipingersi sul volto di qualche lettore, stupore del tutto giustificato se non si conosce la storia di questo artista. In realtà, Jimmy Fontana, prima di dedicarsi alla musica pop, era stato conquistato dal jazz tanto da collaborare, come contrabbassista, con la “Roman New Orlean Jazz Band” di Roma. Lo stesso nome dello pseudonimo, Jimmy, era un esplicito omaggio ad un grande del jazz, Jimmy Giuffre.

Ma anche quando si affermò definitivamente come cantante di musica leggera, Jimmy mantenne una eleganza nell’eloquio, una carica di , un’articolazione della melodia da cui era facile desumere una buona conoscenza e pratica del jazz.

Jimmy nasce il 13 novembre del 1934 a Camerino, nelle Marche. Appassionato di musica sin da bambino, impara a suonare il da autodidatta e inizia a frequentare l’ “Hot Club” di Macerata dove, poco dopo, si esibisce con un gruppo di amici tutti dilettanti. Diplomatosi in ragioneria, si trasferisce a Roma e qui, come già detto, suona con la “Roman New Orleans Jazz Band”.

Nel frattempo si iscrive all’Università ma la sua vera vocazione è la musica: così abbandonati gli studi, si dedica totalmente a ciò che veramente ama.  Incide per la Consorti alcuni standard jazz, dopo di che entra nella “Flaminia Street Jazz Band” come cantante, registrando album per l’Astraphon. Quindi, si pone a capo del “Jimmy Fontana and his trio”, e nello stesso periodo incontra Leda, la donna che diventerà sua moglie (e che gli darà quattro figli: Luigi, Roberto, Andrea e Paola).

Il mercato del jazz non offre però, allora come oggi, molte soddisfazioni per cui a poco a poco Jimmy decide di cambiare rotta. Si avvicina alla musica leggera come solista, ottenendo riscontri positivi con il singolo “Diavolo” dopo aver sottoscritto un contratto con l’etichetta Hollywood.

Dopo alterne vicende, nel 1965 incide quello che sarà il suo più grande successo, ben ricordato ancora oggi, “Il mondo” scritto da Gianni Meccia e Gianni Boncompagni.

All’inizio degli anni Settanta scrive, con Franco Migliacci, Carlo Pes e Italo Greco, “Che sarà”, per presentarla a Sanremo. Ma il direttore artistico della Rca Ennio Melis decide di far incidere la canzone ai Ricchi e Poveri, bisognosi di una consacrazione nazionale, dopo il successo de “La prima cosa bella”. Jimmy non digerisce questa decisione anche se è costretto ad accettarla: il singolo si rivelerà un successo  mondiale. Rimasto colpito negativamente dalla vicenda, l’artista marchigiano non riuscirà più a bissare il successo degli anni Settanta: abbandonato il mondo della musica, torna a Macerata per aprire un bar.

Il ritorno sulle scene risale al 1979, con la sigla de “Gli invincibili”, “Identikit”. Gli anni successivi lo vendono ancora sulle scene anche se le sue apparizioni si diradano anche a causa dell’età.

Muore all’improvviso l’11 settembre del 2013, all’età di 78 anni, a causa di un’infezione dentale che gli causa una febbre molto alta, fatale per il suo fisico.

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