Un convegno sulla necessità di migliorare l’educazione musicale

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Giuseppe_Verdi

Il 26 novembre, un’iniziativa congiunta del Teatro dell’Opera di e del MIUR (Comitato Nazionale per l’apprendimento pratico della Musica) ha celebrato il tema “Giuseppe Verdi e la scuola dell’Italia unita”. Ne diamo notizia da queste colonne perché molte volte si è qui dibattuto sulla necessità di un’educazione musicale effettiva nel sistema scolastico-formativo e nei mass-media e si è parlato di musica in senso ampio.

Luigi Berlinguer, presidente del Comitato Nazionale per l’apprendimento pratico della Musica, molto si è speso perché essa divenga una realtà concreta nella scuola italiana; se ciò avvenisse il beneficio sarebbe immenso in termini culturali, sociali ed economici: la musica è un patrimonio vivo di valori e, al contempo, può essere un volano economico, una parte di quel “giacimento culturale” che l’Italia sta utilizzando solo in parte.

La giornata si è articolata in un convegno di studi mattutino al foyer del Teatro dell’Opera di Roma ed in una serie di pomeridiani di studenti, al Teatro Nazionale. Al dibattito – introdotto da Luigi Berlinguer e dal sovrintendente del Teatro dell’Opera Catello De Martino – hanno partecipato docenti universitari (Giuseppina La Face, Raffaele Mellace, Antonio Rostagno, Luca Aversano), Markus Engelhardt dell’Istituto Storico Germanico di Roma ed Angelo Mossa. Si è trattato di un approfondimento, sul storico-critico, del contributo di Verdi e della sua musica alla formazione di una coscienza nazionale anche in ambito culturale e scolastico.

I concerti del pomeriggio sono stati introdotti da Arnaldo Colasanti della Rai (con interventi di Paolo Damiani e Annalisa Spadolini, entrambi del Comitato Nazionale per l’apprendimento pratico della Musica). Hanno suonato gruppi musicali provenienti dalla Scuola per l’Europa (Parma), dagli Istituti Comprensivi Fontanile Anagnino e Fratelli Bandiera, dal Liceo Musicale Farnesina e dal Liceo Classico Vivona (tutte scuole romane). Il futuro di questi giovani musicisti dipenderà da una lunga battaglia culturale e politica che riporti la musica (tutta) al centro dell’attenzione e della formazione. Intanto iniziative come quella del 26 novembre sono utili per dare visibilità a quanto di buono le istituzioni scolastiche producano, nonostante i fortissimi tagli ai Fondi per l’Offerta Formativa.

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