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Molti amici e lettori mi hanno scritto chiedendomi perché quest’anno nulla avessi scritto sul di Sanremo che i suoi 64 anni li dimostra tutti.
La risposta è complessa, comunque cercherò di essere il più chiaro possibile.

Innanzitutto quando si va avanti con l’età ci sono due reazioni abbastanza comuni: il divenire meno concilianti e dare molta più importanza al tempo che passa. Di qui il solo pensiero di trascorrere parecchie ore davanti ad una macchina parlante per ascoltare canzoni insulse e parole al vento è stato semplicemente insopportabile… si è vero, ho sempre detto che il Festival di Sanremo rappresenta una sorta di specchio della società italiana… ma in questo particolare momento non è che il nostro Paese mi piaccia tanto! Se a ciò si aggiunte l’annunciata ennesima sortita di Grillo, allora converrete con me che vedere il Festival sarebbe stato come sottoporre il cuore di un ottantenne alla maratona di New York.

Ciò premesso ritengo che sia stato un errore affidare ancora una volta la conduzione del Festival a Fabio Fazio e Luciana Littizzetto. In particolare Fazio è uno dei personaggi più indigeribili che la RAI possa ammannirci, un conduttore dal buonismo double face, reale con i potenti (specie se appartenenti ad una ben precisa parte politica) inesistente con tutti gli altri. Francamente non riesco a capire perché un personaggio del genere debba guadagnare una barcata di soldi…o forse lo capisco fin troppo bene e la cosa mi fa leggermente innervosire. E non mi si venga a dire che la retribuzione è legata a quanto i suoi programmi rendono in termini di pubblicità perché allora bisogna mettersi d’accordo su un punto fondamentale: se la regola del mercato vale per Fazio, allora deve valere per tutto, capito? Per tutto? Inoltre, se si applica questo criterio, dovrebbe essere Fazio a indennizzare gli inserzionisti RAI delusi dal fatto che ben tre milioni di telespettatori hanno abbandonato il Festival.

Fazio si è difeso affermando: «Quando si fa due volte la stessa cosa si è troppo aderenti alla prima, invece bisognerebbe avere la forza di azzerare tutto e non rifarsi mai a se stessi», il che fa sorgere spontanea una domanda: “allora, dal momento che sei così intelligente, perché non ci hai pensato prima? Perché non l’hai fatto?”.

Diverso il discorso per la Littizzetto che, quando smette i panni della ragazzina insolente e inutilmente volgare per indossare quelli dell’adulta pensante, riesce a dire cose intelligenti in maniera del tutto credibile.

Dal canto suo Crozza – a quanto mi dicono – ha fatto il Crozza… certo che se fosse capace di farci ridere senza sparare sulla Croce Rossa, ovvero ricorrere ai politici sarebbe gran cosa!

Ma veniamo al lato artistico. Come ben sapete, sono sempre stato particolarmente critico nei confronti della musica presentata al Festival ma ciò facendo anno dopo anno mi sono attirato una serie di insulti di cui avrei volentieri fatto a meno. Cionondimeno se fossi stato convinto che quest’anno il livello medio delle prestazioni canore sarebbe stato superiore mi sarei ancora una volta sacrificato: ma ero convinto del contrario e i fatti, a quanto mi dicono osservatori degni di nota, mi hanno dato perfettamente ragione. Musica mediocre, testi ancora peggio su cui non mi soffermo dato che riferisco solo impressioni altrui.

A questo punto mi pare che ce ne sia abbastanza per giustificare la mia assenza di quest’anno…anche perché, come accennato, sono in buona compagnia: la media di ascolto di tutte le cinque puntate di questa edizione festivaliera è stata di 8 milioni 763 mila spettatori con il 39.32% di share e così ,rispetto all’anno scorso, si sono persi oltre 3 milioni di spettatori.

Pochi, molti? Francamente non mi interessa più di tanto: spero solo che mamma RAI dedichi maggiore attenzione alla musica di qualità invece di impiegare sforzi e soldi, tanti soldi, per spingere un carrozzone che proprio non ce la fa più.

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