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“Swinging” è il titolo del del quartetto di Nicola Mingo uscito su etichetta Emarcy. E proprio per promozionare questa nuova eccellente fatica discografica, il chitarrista napoletano sarà il 20 giugno a Vittoria, il 28 a Collescipoli (Tn) e il 29 nella Capitale.

Mingo si è oramai caratterizzato, nel variegato panorama jazzistico europeo, come uno dei migliori chitarristi bop oggi in attività. Il suo fraseggio, a note staccate, risulta sempre quanto mai fluido e originale, memore dell’insegnamento dei grandi de jazz e quindi in grado di coinvolgere l’ascoltatore in un viaggio nel tempo di straordinario fascino. Ben coadiuvato da tre veterani che veramente hanno fatto la storia del jazz nel nostro Paese, quali Antonello Vannucchi al pianoforte, Gegè Munari alla e Giorgio Rosciglione al contrabbasso, Mingo propone un itinerario musicale attraverso dieci sue composizioni originali, più alcuni omaggi diretti a Wes Montgomery e George Benson.

In effetti , come più volte evidenziato dallo stesso chitarrista, Mingo ritiene – e come dargli torto – che Wes sia stato un innovatore in senso assoluto, un chitarrista dal quale successivamente non si è potuto prescindere e il successo di Benson è da ricollegare direttamente al grande maestro di cui ha assai bene assimilato la lezione. E che questa lezione boppistica sia oramai entrata a far parte integrante del bagaglio culturale anche di Mingo, Nicola l’aveva già dimostrato ampiamente nel precedente album, un CD assai coraggioso in cui si indirizzava un omaggio al grande trombettista Clifford Brown facendo, però, a meno della tromba.

Con questo nuovo album – il settimo – Mingo conferma appieno non solo la sua maestria di chitarrista ma anche la squisita sensibilità musicale che gli consente di comporre brani perfettamente in linea con i suoi motivi ispiratori. Basta ascoltare i molti brani del CD tra cui ci piace segnalare “New song” dalla bella linea melodica e “Black horse”, dall’andamento travolgente grazie ad una pertinente esecuzione di tutto il quartetto. Ma forse privilegiare un brano rispetto agli altri è operazione inutile in quanto tutto l’album si ascolta con grande interesse data la gran carica di e il sound gradevolissimo che lo caratterizzano dalla prima all’ultima nota.

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