Coraggiosa e opportuna iniziativa di Giuliana Soscia

Tempo di lettura stimato: 2 minuti

Fisarmonica Fisarmonica2

Chi segue “A proposito di ” sa fin troppo bene da quanto tempo il sottoscritto si batte perché alla fisarmonica venga riconosciuta, a tutti gli effetti, la stessa valenza di qualsiasi altro strumento. Negli ultimi anni molto è cambiato nell’ambito del , tanto che nessuno si scandalizza di vedere perfettamente inserita la fisarmonica in un contesto prettamente jazzistico. Ma sul piano generale si tratta solo della vittoria in una battaglia ché la guerra contro i pregiudizi è ancora lunga e difficile.

E’ quindi con grande soddisfazione che segnaliamo la coraggiosa iniziativa di Guiliana Soscia, una delle migliori interpreti di questo strumento a livello europeo.

Sulla scorta di quanto già fatto dai flautisti jazz, Giuliama ha inviato una “LETTERA ALLE ISTITUZIONI PER IL DIRITTO ALLO STUDIO DELLA FISARMONICA JAZZ NEI CONSERVATORI ITALIANI”.

Immediato il supporto di tanti artisti entusiasti, in primis il grande ; ma Anche Gianni  Coscia, Antonello  Salis, Zanchini,  Biondini , Beccalossi, Rastelli, Mazzocchetti, Ruggeri, Abbracciante… hanno abbracciato con entusiasmo l’iniziativa. La lettera (che qui di seguito pubblichiamo) è già stata inviata al Ministro Giannini e altri referenti del Miur.

Chiunque voglia aggiungersi attivamente a questa iniziativa di sensibilizzazione, potrà contribuire inoltrando la lettera sottostante all’indirizzo e-mail: segreteria.cdg@istruzione.it , con oggetto “Fisarmonica Jazz e Conservatorio”.

“LETTERA ALLE ISTITUZIONI PER IL DIRITTO ALLO STUDIO DELLA FISARMONICA JAZZ NEI CONSERVATORI ITALIANI
Dall’emanazione del D.M. 124 del 30-9-09, che definisce le nuove corrispondenze tra le classi di concorso e i codici dei settori artistico disciplinari dei conservatori di musica, segnaliamo il persistere dell’assenza dell’insegnamento specifico attinente alla “Fisarmonica jazz” nell’area relativa alle discipline interpretative del jazz, delle musiche improvvisate e audiotattili (ex F540).

La gravità consiste nella negazione totale del diritto allo studio della fisarmonica jazz in ambito accademico.

La cultura musicale di un popolo muta con il mutarsi del popolo stesso, di conseguenza, diventa sempre più usuale la possibilità di ascoltare musiche interetniche che rivelano nuove sensazioni in una fusione vera e propria di culture, oltre che di tecniche e di strutture. Non va assolutamente dimenticato che è proprio dalle contaminazioni, dagli incontri di culture lontane, che sono nati momenti espressivi di assoluta grandezza in alcuni casi sfociati, addirittura, in un nuovo genere musicale, come per il jazz.  Un incontro musicale tra popoli, tra culture, è, quindi, un modo per creare una grande opportunità di scambio, di crescita e di diffusione delle proprie identità culturali che va affrontato nell’ottica del superamento e dell’integrazione delle “barriere delle frontiere” culturali, per dar vita ad un percorso comune.

La fisarmonica incarna in pieno questo concetto più di ogni altro strumento, si sottolinea quindi l’importanza della sua presenza all’interno dell’ “Area – Discipline interpretative del jazz, delle musiche improvvisate e audiotattili “ dei conservatori italiani accanto agli altri strumenti. Oltretutto la fisarmonica è presente nel jazz dagli inizi del Novecento. Si ricordano famosi fisarmonicisti nel panorama jazzistico mondiale come Art Van Damme, Gorni Kramer, Frank Marocco, fino ad arrivare ai giorni nostri con il fisarmonicista jazz più famoso al mondo, Richard Galliano, il quale sostiene l’iniziativa dei fisarmonicisti jazz italiani Gianni Coscia, Antonello Salis, Luciano Biondini, Simone Zanchini, Fausto Beccalossi, Renzo Ruggeri, Giuliana Soscia , Emanuele Rastelli, Germano Mazzocchetti, Vince Abbracciante, Massimo Tagliata.

Je suis parfaitement d’accord pour apporter mon soutien à votre démarche auprès des Conservatoires Italiens .” Richard Galliano

Chiediamo che venga colmata questa grave lacuna e che, così come avvenuto per tutti gli altri strumenti, venga emanato al più presto un codice per il settore disciplinare corrispondente a “Fisarmonica Jazz”, permettendo così ai conservatori italiani di aprire le relative classi e dare finalmente la possibilità anche ai fisarmonicisti jazz di seguire un corso in ambito accademico.

Sperando di ricevere un positivo riscontro, Cordialmente
Giuliana Soscia in rappresentanza dei colleghi Gianni Coscia, Antonello Salis, Luciano Biondini, Simone Zanchini, Fausto Beccalossi, Renzo Ruggeri, EmanueleRastelli, Germano Mazzocchetti, Vince Abbracciante, Massimo Tagliata, con il supporto autorevole di Richard Galliano” .

Articoli scelti per te:

Ti è piaciuto l'articolo? Lascia un commento!

Commenti

commenti