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Dal Centro Jazz Calabria

warren piccolo

I musicisti-docenti Marco Sannini e Raffaele Borretti presentano, alla Libreria Ubik di Cosenza, alle 18 di mercoledì 29 ottobre, “Warreniana” a cura di Amedeo Furfaro, Stefano Zenni e Francesco Stezzi. Dedicato ad Harry Warren libretto e album con le più belle canzoni di Harry Warren, songwriter americano di origine calabrese, già editato nel 1993 dal Centro Jazz Calabria in collaborazione con l’Istituto per gli Studi Storici.

Al progetto, nato per celebrare uno dei più grandi compositori del novecento, hanno partecipato 23 jazzisti italiani e stranieri come Guido Di Leone, Maurizio Dei Lazzaretti, Dario Deidda, Ramberto Ciammarughi, Fabio Zeppetella, Pietro Condorelli, Paola Arnesano, Karl Potter etc.) e 6 gruppi (i quartetti di Stefano Sabatini e dei “Sonora” Art Quartet, i trii di Fioravanti, Puglielli, dei fratelli Amato, il sestetto Italian Em ). Fra le perle da registrare una suggestiva interpretazione di Stefano Di Battista in “September In The Rain”. Le registrazioni sono state effettuate durante le prime due edizioni del Accademia del Jazz presso l’Universita’ della Calabria promossa dal Centro Jazz Calabria.

Ma per meglio capire il senso dell’iniziativa, leggiamo cosa scrive in Premessa Francesco Stezzi, editore Cjc (Centro Jazz calabria).

“Dovevamo ristampare un disco di cui erano rimaste poche copie in archivio. Ma si è pensato bene di ricondurre ad unità, attorno all’album “Warreniana
Dedicato a Harry Warren. in Accademia del Jazz, del 1993”, più materiali perché in effetti il cd era stato solo uno dei momenti di celebrazione del centenario della nascita di Harry Warren. Quasi una “campagna” promozionale in una fase storicamente importante per il jazz italiano, quella dell’AMJ, l’Associazione Musi cisti Jazz, di cui si era espressione regionale sin dalla presidenza Gaslini al tempo della pressione esercitata a livello ministeriale per l’ingresso del jazz nei con servatori. Il c.d. nasceva in quel contesto in cui anche il “riappropriarsi” di Warren, in quanto italiano d’origine e in quanto compositore eseguito da jazzisti, ci poteva stare. Per quella compilation c’erano voluti due anni di lavoro di selezione dei brani ma soprattutto di raccordo fra alcuni gruppi jazz che si sarebbero esibiti all’Università della Calabria, nella prima e seconda edizione del Festival Accademia del Jazz, nel ’92 e ’93.

Funge da “note di copertina” il saggio, rivisto, che Amedeo Furfaro scrisse nel volume Calabresi d’America. Storie di musicisti, editato da Periferia nel ‘92. Un lavoro per il quale l’A. si era avvalso della preziosa discografia jazz curata da Stefano Zenni. Il tutto è arricchito da immagini e annotazioni che ricostruiscono
quell’esperienza”.

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