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PORTRAITS

Trad. Gerlando Gatto – Nella storia del jazz, la label americana « Blue Note » ha un posto del tutto particolare. Creata nel 1939 a New York da Alfred Lion, che era fuggito dalla Germania nazista, è divenuta rapidamente leggendaria grazie ai più importanti jazzisti del dopoguerra che hanno inciso nei suoi studi, in particolar modo tutti gli hard-boppers, e alla grafica così particolare delle foto di Francis Wolff, l’altro cofondatore, che oggi si comprano sul mercato a prezzi assai elevati.

Al fine di celebrare degnamente questo 75° anniversario, l’Universal Music France, che gestisce la casa di dischi, ha deciso di organizzare un festival, « Blue Note Xperia Lounge Festival » (Parigi dal 18 al 23 novembre – www.bluenotefestival.fr) che riunisce qualcuno dei più emblematici artisti dell’ attuale catalogo. Diamo quindi un’occhiata al programma: il sempre sorprendente cantante Gregory Porter, i pianisti sperimentali Robert Glasper e il suo alter ego Jason Moran (che hanno appena reso un omaggio del tutto personale alla musica di Fats Waller in « All Rise : A Joyful Elegy for Fats Waller ») con, in qualità di invitati, Lionel Loueke (chitarra) e Ambrose Akinmusire (tromba) – e soprattutto il multi-strumentista (chitarra  / clarinetto ) e compositore Marcus Miller, che è appena entrato a far parte della celeberrima “scuderia”.

E’ il caso di sottolineare come, a margine di questa manifestazione, è stato appena pubblicato « Blue Note. Le meilleur du jazz depuis 1939 » (Les Editions Textuel – 416 pag. – 59 euro), un libro assolutamente indispensabile, scritto da Richard Havers, che servendosi anche di una sontuosa iconografia (450 foto & fac-simili) traccia la ricca storia della mitica etichetta e da la parola a quanti (artisti, produttori, critici etc…) continuano attualmente a giocare un ruolo capitale ed essenziale per la sua rinomanza internazionale.
Per molti Monaco è sinonimo di casinò e di principesse. Ma ciò significa dimenticare che il principato è anche, da molti anni, la sede di un festival, il Monte-Carlo Jazz Festival (dal 25 al 29 novembre – www.montecarlojazzfestival) che si svolge all’interno della bellissima Opera Garnier. Nessuna creazione originale o inedita per questa nona edizione che gli organizzatori hanno voluto declinare soprattutto sul jazz di oggi, con una incursione nelle musiche del mondo e nel rock. I vocalist avranno la parte del leone con la presenza della diva da lungo tempo stabilitasi in Francia, Dee Dee Bridgewater, della “soulwoman” Robin McKelle, di Curtis Steiger (anche sassofonista), d’un figlio di cotanto padre, Lemmy Constantine, e di un emblematico personaggio degli anni ’80, Chris Rea, creatore di successi come « Josephine » e « The Road To Hell ».
Il jazz attuale e strumentale sarà rappresentato dal trio Richard Galliano (accordéon)/ Biréli Lagrène (chitarra)/ Didier Lockwood (violino), il tandem franco-italiano Sylvain Luc (chitarra)/ Stefano Di Battista (saxes), il Quintetto di Kenny Garrett (sax-alto) et il trombettista libano-francese, Ibrahim Maalouf.
Uno dei punti di forza sarà la presenza d’ « El Gusto », un grande ensemble che raggruppa musicisti ebrei e mussulmani, diretto dall’attore francese Robert Castel, che farà rivivere la musica Chaâbi, tipica di Algeri prima della guerra d’indipendenza.
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Festival intercomunale della Val d’Oise (nel nord della regione parigina), « Jazz au fil de l’Oise » (dal 7 novembre al 14 dicembre – www.jafo95.com) ha deciso per questa sua 19° edizione di accogliere alcune punte di diamante quali Gregory Porter, Michel Portal, Joe Lovano (saxes) in tandem con Dave Douglas (tromba)(per una data unica in Francia), Jacky Terrasson (piano) in duo con Stéphane Belmondo (tromba/bugle), Jean-Jacques Milteau ( blues) – assieme a dei rappresentanti della nuova generazione come i pianisti israeliani Shai Maestro e Yaron Herman, il duo Emile Parisien/Vincent Peirani e la figlia di Nina Simone, Lisa che, a 52 anni, ha appena pubblicato il suo primo album « All Is Well » (Laborie Jazz), in cui rende omaggio a sua madre e finalmente evidenzia la sua indubbia personalità. In tale contesto domenica, 16 novembre, si esibirà anche l’ottimo Nico Morelli (piano) con Emmanuel Bex (organo Hammond) e Mike Ladd (slam) nel loro ben riuscito omaggio a Bill Evans.

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Il jazz e la musica klezmer degli ebrei dell’Europa Centrale hanno sempre avuto un buon menage. Di qui il festival « Jazz ‘N’ Klezmer » (Parigi – dal 17 novembre al 4 dicembre – www.jazznklezmer.fr) che per la sua 13° edizione ha allargato il suo orizzonte con la presenza del duo Vincent Peirani/Emile Parisien, della armenia Macha Gharibian, del sassofonista-tenore israeliano Eli Degibri (in quartetto), del clarinettista Yom e dell’incontro inedito tra un tastierista israeliano– Idan Raichel – e il chitarrista del Mali, Vieux Farka Touré.
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Gli amanti del jazz liberamente improvvisato, in salsa europea, sono invitati a frequentare il Festival « Sons9 » (Parigi – dall’ 11 al 18 novembre – www.sons9;com), che ospiterà molti rappresentanti del genere come il multi-clarinettista Sylvain Kassap, il multi-flautista Michel Edelin, il percussionista Xavier Desandre Navarre e i chitarristi Raymond Boni e Misja Fitzgerald-Michel.
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Infine il centro della Francia è teatro ogni anno di una manifestazione particolarmente eclettica dal punto di vista musicale, intitolata «D’Jazz Nevers » (Nevers – dall’ 8 al 15 novembre – www.djazznevers.com). In programma nella 28° edizione : il Quintetto di Kenny Garrett, lo Swallow Quintetto di Steve Swallow con Carla Bley, il chitarrista Bill Frisell, il sassofonista-tenore antillano Jacques Schwartz-Bart, l’Orchestre national de jazz (ONJ), diretta da Olivier Benoît, giustamente considerata una delle eccellenze del jazz francese, il trio dell’accordeonista Vincent Peirani, con, in qualità di special guest il multistrumentista (clarinetti, saxes, bandonéon) Michel Portal, e ancora il quartetto afro-cubano del pianista Omar Sosa.

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