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CALAMOSCA 1 TROMBONE

di Angelica Montagna – Un omaggio alle vittime della Shoah. Un per non dimenticare, nato da un progetto piuttosto articolato di Beppe Calamosca, noto musicista jazz, che ha voluto inoltrarsi in un viaggio tanto affascinante, quanto insolito: “Il Jazz incontra il Klezmer” inserito nel calendario dei concerti promossi al Teatro Remondini di Bassano Del Grappa, dall’ associazione “Amici della Musica-Giorgio Vianello”.

Uno studio approfondito dietro ad ogni brano proposto, dietro ad ogni nota che ha saputo raccontare storie di stili musicali diversi ma accomunati da vicinanze nella ritmica, nella struttura e in quell’ istintiva improvvisazione tipica del Jazz, che non a caso incontra il Klezmer, pur mantenendo intatte tutte le sue caratteristiche.

Ad aver ispirato Calamosca è proprio quel filo sottile di analogie che percorre i due stili musicali. Il Klezmer, letteralmente tradotto “strumenti di canto” nasce con strutture melodico espressive, ed è una musica che da sempre ha accompagnato ed accompagna matrimoni, funerali, gesti quotidiani in grado di racchiudere in sé la gioia ma anche tutto il dolore e la malinconia di un popolo biblicamente segnato. Sono anche i grossi nomi della musica ad accostare i due diversi stili. Come ricordato durante l’ora e mezza di spettacolo, sono stati proprio gli ebrei perseguitati e scappati in America a contribuire alla formazione del Jazz. Ecco allora in repertorio musiche di Benjamin David “Benny” Goodman, Jacob Gershowitz-George Gershwin, “Oh lady be good”, “Summertime” con l’assolo mozzafiato di Gianluca Carollo alla e di Gigi Sella al clarinetto.

Grande pathos con “Caravan” dove lo stesso Calamosca ha alternato il suono del trombone a quello della fisarmonica. Particolare e tutto da ascoltare anche il suo arrangiamento del tema della colonna sonora del film “Schindler’s list” con un assolo molto curato del Marco Ponchiroli. I brani klezmer hanno contribuito alla riflessione, grazie alla proiezione di filmati tratti da rari contributi realizzati all’interno dei campi di concentramento e proposti da Luciano Pontarollo. Sul palco, anche l’inconfondibile batteria di un altro maestro del jazz, Davide Ragazzoni ed il contributo di due giovani talenti: Mattia Calamosca al contrabbasso e Giuditta Bastanzetti al violino.

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