Auditorium Parco della Musica , Teatro Studio, 3 marzo 2015

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Paolo Porta: sax tenore
Valerio De Paola: chitarre, elettronica, voce
Andrea Lombardini:
Michele Salagarello: batteria

Atmosfere suggestive sa creare questo ensemble di validi musicisti che ha presentato il suo nuovo cd “Back Home” presentato dall’ etichetta CAM , non nuova ad incoraggiare progetti originali e musicisti giovani dalle idee nuove.

La compagine è di per se timbricamente interessante: basso elettrico, chitarra elettrica si contrappongono ai suoni acustici di sax contralto e batteria. E’ una “doppia coppia” in cui però le carte si mescolano, le possibilità di interazione sono tante, così come non si può esattamente dire che ci sia una netta suddivisione dei ruoli (ritmico – armonico – melodico): ed è questo il bello, perché il risultato è un’ atmosfera cangiante, mutevole, sempre interessante anche per il continuo avvicendarsi di sezioni scritte e parti improvvisate che sfumano in una progressione continua, mai giustapposta.

E poi cambi di timing ciclici, alternanze di tempi simmetrici e asimmetrici (benissimo resi dal groove di Michele Salgarello, batterista sensibile e attento ad ogni più piccola sollecitazione proveniente dai colleghi).

Il basso di Andrea Lombardini è propositivo, ha una funzione tutt’ altro che di mero accompagnamento ritmico, ha idee continue che girano proficuamente creando impulsi continui recuperati e trasformati dalla bella chitarra di Valerio De Paola (che ha anche una bella voce) e il sax molto convincente e lirico, emozionante, di Paolo Porta.

Si ascoltano atmosfere variegate, sperimentali, ma anche in alcuni tratti un bel pop di alto livello, quello che piace anche a chi ama il Jazz. E questo accade perché i brani originali sono scritti tutti con una notevole complessità, ma non risultano mai duri, ostici, nonostante vi siano comunque dissonanze, tempi dispari, effetti elettronici arditi. Ma il tutto ha un suo garbo, una sua fluidità, una sua piacevolezza che agevola un ascolto attento, ingenera curiosità ed apertura agli esperimenti e non una chiusura difensiva. Le dinamiche sono raffinate, l’ interplay è fruttuoso e fonte di creatività estemporanea.

Questo quartetto è in tour per presentare dunque bella musica: andateli ad ascoltare, il Jazz è sempre nuovo e vale la pena di accoglierne ogni sfumatura (quando è ben confezionato e ben suonato).

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