Tempo di lettura stimato: 1 minuto

Mauro Vestri Mauro Vestri 1

Negli ultimi mesi mi è capitato spesso, troppo spesso, di scrivere articoli in ricordo di chi ci ha lasciati e, credetemi, è impresa sempre penosa e difficile. Ma quando ad andarsene è qualcuno che conoscevi piuttosto bene, con cui avevi condiviso momenti di allegria, di gioia, di sana passione per la musica, allora tutto diventa più difficile: il cuore ti si stringe, la commozione è in agguato ed articolare pensieri che abbiano un senso compiuto diventa sempre più difficile.
Ho appreso della morte di Mauro Vestri da un telegiornale e la notizia è giunta del tutto inattesa; certo Mauro non era giovanissimo ma nulla faceva presagire una sua scomparsa. Lo conoscevo da tanti, tanti anni… definirlo amico è un po’ troppo ché l’amicizia è un sentimento completato da tanti elementi che nel nostro rapporto non c’erano. Ma Vestri era un grande appassionato di e nel micro-cosmo del romano era considerato “uno dei nostri”. Era facile incontrarlo in qualche ed era sempre pronto alla risata, alla battuta… per non parlare delle tante volte in cui non si limitava ad ascoltarlo, il jazz, ma saliva sul palco per coordinare le serate e presentare i vari musicisti.

Così molto stretta è stata la sua collaborazione con lo storico Alexanderplatz di Roma: era lì il 18 maggio del 1984 quando il locale iniziò la sua meritoria attività, era ancora lì il 18 maggio dello scorso anno per festeggiare i trent’anni di programmazione, ed era ancora lì il 30 aprile scorso a presentare il concerto di Nicola Mingo incentrato sul repertorio del suo ultimo lavoro discografico “Swinging”, e il chitarrista napoletano lo ricorda anche in quest’ultima occasione “entusiasta e allegro come sempre”. Non è quindi un caso che i gestori della cave romana lo abbiano ricordato con parole affettuose, sottolineando come abbia “presentato per trent’anni i migliori artisti del panorama nazionale ed internazionale che si sono esibiti all’Alexanderplatz e in tutte le rassegne organizzate al di fuori del Club… contribuendo a diffondere la magia del Jazz attraverso il suo amore per la musica”.
Proprio per questo ho letto con fastidio alcuni interventi sui social che, non ho ben capito se sul serio o per celia, mettevano in dubbio questa passione di Mauro per il jazz ipotizzando una ipotetica indagine sul suo tasso di “jazzità”… cose da pazzi!
Quanto alle modalità di ritrovamento dopo il decesso, ho fatto per tutta la vita il giornalista per non sapere quanto la “fame di notizia” possa prendere la mano e tranciare giudizi che poi si rivelano sbagliati. Ecco, aspettiamo quindi che la magistratura faccia il suo corso e forse dopo, solo dopo, ne sapremo qualcosa di più.
Per il momento limitiamoci a salutare un amico del jazz che se n’è andato… per sempre!

 

Articoli scelti per te:

Ti è piaciuto l'articolo? Lascia un commento!

Commenti

commenti