Musica a Villa Durio, XXX edizione. Teatro Civico Varallo Sesia, ore 17.30

Tempo di lettura stimato: 2 minuti

Jesper Bodilsen, contrabbasso
Nikolaj Bentzon,
Nico Gori, clarinetto
Joe Barbieri, chitarra e voce

foto: Lorenzo Morgoni

Quando degli ottimi strumentisti si incontrano e suonano con la gioia di farlo, potete star sicuri che il che ne scaturirà sarà un intenso, piacevole e non scevro da emozioni.
Nella importante rassegna “Musica a Villa DURIO”, organizzata dal Maestro Massimo Giuseppe Bianchi, c’è sempre un aggancio con il Jazz: e questa volta sul palco è salito il quartetto di Jesper Bodilsen, contrabbassista danese, che con Nikolaj Bentzon al pianoforte , Nico Gori al clarinetto e Joe Barbieri alla chitarra e (naturalmente) alla voce, hanno dato vita ad un’ ora e mezza di musica interessante e molto piacevole, mostrando un affiatamento perfetto ed un’ espressività cristallina.
Come si ottiene una musicalità così elegante, ma che giunge dritta a chi ascolta senza sovrastrutture?
Per prima cosa con una grande cura dei particolari. Dinamiche perfette: Nico Gori, ad esempio, ha la tecnica e la sensibilità di sfrutta le grandi potenzialità dinamiche del clarinetto. Il suo virtuosismo non e’ fine a se stesso, e si tramuta in fraseggi suggestivi, note lunghe perfette e che colpiscono per pienezza e timbro, e un’ interazione con pianoforte e contrabbasso intensa, attenta, e per questo sempre proficua. Le sue idee viaggiano tra uno strumento e l’ altro rendendo ariosa la musica.
Jesper Bodilsen dà al suo contrabbasso un suono pieno e rotondo. E’ di certo anch’egli un virtuoso dello strumento, ma non ha bisogno di fare nient’altro che le note giuste per ogni determinato brano. Niente eccessi. E se le note giuste sono segnare i quarti e tornare alla tonica al primo quarto, quello è ciò che Jasper farà, regalandovi l’ emozione del Jazz del quale vi siete innamorati e che non vi capita più di ascoltare a livelli così alti: dopodiché al momento dell’ assolo vi rendete conto della grande fantasia improvvisativa di questo musicista che non ama strafare tanto per stupire, ma ama suonare per creare ottima musica insieme ai suoi compagni di viaggio.
Anche il pianoforte di Nikolaj Bentzon è impeccabile: divertente, giocoso, ma anche in grado di delineare intensamente cambi di registro passando dall’ essere bluesy, a swingante, a contrappuntistico, ingaggiando dialoghi molto efficaci con il clarinetto e con il contrabbasso.Joe Barbieri è sempre più bravo. Riesce a modulare la propria voce sul significato del testo delle sue canzoni, ma anche sul suono degli altri strumenti, ed il risultato è una bella, emozionante armonia complessiva che dona profondità emotiva alla musica. Il tema della nostalgia è descritto, struggente, ma anche ironico, sia dalle note che dalle parole.
La bravura dei singoli musicisti si accosta alla la scelta di Jasper Bodilsen di un repertorio di brani originali costruiti su un impianto armonico che è solida base per improvvisazioni libere di alto livello. Jasper fa Jazz e non rinuncia agli stilemi del Jazz, del blues, ed è per questo che questo concerto ha un tasso di gradevolezza molto elevato, e da una raffinatezza non estetizzante, ma piuttosto finalizzata all’ espressività.
Cambi di ritmo, un po’ di bossanova (che è nelle belle corde di Joe Barbieri) , una particolare attenzione alla melodia – che ritroviamo anche nei begli assoli di contrabbasso di Jesper – , la capacità di essere cangianti e di disegnare atmosfere diverse sono la cifra vincente di questo quartetto europeo che a Varallo ha strappato applausi entusiasti ad un pubblico avvezzo di solito più all’ ascolto di musica classica: non è cosa da nulla, ve lo assicuro.

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