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Quest’ anno il direttore artistico Lucrezio De Seta, e con lui Mirella Murri e Augusto Cherubini, ha voluto unire due rassegne creando un vero e proprio festival della batteria e delle chitarre e del  basso elettrico, e non solo: gia’ sintetizzando cosi’ semplicemente “Elettrika versus Batterika” sono consapevole di aver minimizzato un evento che e’ diventato francamente imperdibile, non solo per chitarristi, bassisti e batteristi, ma per i musicisti e gli appassionati in generale, oltre che naturalmente per gli operatori del settore.
L’ SGM center diventa infatti un vero e proprio punto importante di aggregazione, una fucina pulsante di incontri, idee, occasioni, che si svolgono davanti a palchi in cui si ascolta buona musica, workshop di musicisti importanti, stand espositivi delle migliore aziende e dei migliori artigiani su piazza, insomma un vero e proprio parco divertimenti per chi la musica ama farla, ascoltarla, e viverla.
Impossibile elencare qui tutti gli eventi svoltisi in due giorni: io sono passata per due pomeriggi e ho visto dimostrazioni, incontri, ho parlato con espositori vari, con i direttori di riviste prestigiose quali ad esempio “Drumset Magazine”, ho comprato un bellissimo Cajon parlando a lungo con l’ artigiano che lo ha costruito, ho visto strumenti a percussione, decine di tipi di piatti e di batterie, ascoltato il suono di bassi e chitarre elettriche percependone finalmente le differenze con la consapevolezza nuova che deriva dalla spiegazione di un esperto, che sia un liutaio, un costruttore o un musicista.
In poche ore ho ascoltato il concerto di Bassvoice Project di e Pippo Matino, sempre piu’ affiatati  nell’ interpretare in maniera originale e personalissima brani molto amati quali quelli di Lucio Dalla, o Ivano Fossati, o Cindy Lauper, ma anche accattivanti pezzi originali, come “Manchi”, in cui vince la continua ricerca timbrica nell’intreccio tra una voce potente  e un basso riconosciuto tra in migliori non solo in Italia: un duo minimale nell’ organico ma di certo non nella resa piena, “rotonda”, completa, sia armonicamente che ritmicamente.
Ho ascoltato anche il quartetto swingante della vocalist Sara Della Porta, accompagnata da un trio d’eccezione: Daniele Cordisco alla chitarra, Gregory Hutchinson alla batteria, Andrea Romanazzo al contrabbasso, puro Jazz nello spazio della scuola di musica “Ottava”.
E ancora il Mamo Trio, ovvero Egidio Marchitelli alla chitarra elettrica, Massimo Moriconi al basso elettrico e Pasquale Angelini alla batteria, un concerto elettrizzante, e non e’ un gioco di parole: groove, pulsazioni, energia, come Night in Tunisia, o Bye Bye  Blackbird, o Caravan resi con fantasia improvvisativa, trovate espressive infinite, dinamiche raffinate, resa ritmica eccellente, contrasti dinamici, perfetto bilanciamento del trio, assoli interessanti. Un bel viaggio tra rock, jazz e funky .
E poi un workshop lluminante,del batterista Leonardo De Lorenzo, che attraverso i suoi assoli ha spiegato quale studio, quale progetto, ci sia dietro la costruzione di un solo, destrutturandolo in cellule ritmiche che improvvisamente diventano intellegibili in tutta la loro complessita’: e svela come dietro ad ogni progressione ritmica ci possa essere addirittura la riproduzione tematica di un tema quale Oleo, o di come si possa ripartire un 7/8 tra i vari elementi della batteria in modo che esso risulti all’ ascolto “morbidamente” asimmetrico. E di quanto sia importante l’ accordatura in uno strumento potenzialmente deflagrante come la batteria, e dell’ importanza della scelta giusta delle bacchette.
Il programma e’ stato ben piu’ vasto di quanto io vi abbia descritto: tantissimi i , tantissimi i workshop.
Il consiglio e’ quello di non perdervi la prossima edizione: ne vale veramente la pena.

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