Mobilità in Europa – Musicisti in Viaggio

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Achille Succi

Del gran parlare della crisi e condizioni sempre piú precarie, specie nel mondo della musica, se ne sente ogni giorno. Tutti i musicisti di ogni area musicale lamentano un periodo di difficoltá per la propria affermazione professionale. Fare di una situazione critica una virtú è un buon modo per affrontare la questione, dando per scontato che si debbano mettere in gioco comunque competenze e qualitá umane e professionali tutt´altro che ovvie.
Molti amici musicisti, in primis il sottoscritto, hanno trovato nei molti bandi europei un veicolo risolutivo, se non definitivo almeno palliativo al tormento. L´ottenimento di borse di studio Erasmus, l´ammissione in un´accademia di musica europea possono diventare il trampolino di lancio per coronare una bella esperienza all´estero. Talvolta puó diventare addirittura un´occasione di radicale cambiamento del proprio assetto di vita, sempre premesso che se ne abbia la reale esigenza e capacitá di renderla tale. Molti amici e colleghi lo stanno brillantemente facendo in questi anni, specialmente guardando alla Francia, Inghilterra e Scandinavia creando una nuova generazione di “emigrati artistici” come forse non ce n´é mai stata in precendenza.
Primi fattivi e positivi effetti di Shengen e dei voli low cost? L´occasione, a mio avviso, è sempre da prendere al balzo, liberandosi immediatamente di quella rugginosa e vecchia patina ingombrante del “ io cervello in fuga – qui non mi merita nessuno”. I veri risultati di quella che inizia come esperienza all´estero si vedranno lentamente con la concreta affermazione professionale e personale o, in caso contrario, il ritorno in Patria. Senza necessariamente conferire accezioni positive o negative in entrambi i casi. Si guadagna e si perde sempre qualche cosa, anche nel migliore degli esiti. Nell´Ottobre 2015 ho avuto il piacere di organizzare l´Erasmus di , in collaborazione con la Fondazione Siena Jazz e la Kulturskola di Gällivare. Il progetto di mobilitá sostanzialmente consiste in un periodo durante il quale il docente Italiano, dipendente presso un´accreditata sede musicale Italiana, viene ospitato da una sede istituzionale musicale estera presso la quale svolgere attivitá su progetto. Si vive cosí l´occasione di poter organizzare un ciclo di lezioni ed entrare in contatto con realtá didattiche “altre” e, sopratutto, confrontarsi.
L´esperienza con Achille Succi é stata particolarmente ben riuscita, dovuto al fatto che da qualche anno stringiamo una bella collaborazione e che, per pura coincidenza, in quei giorni si stesse svolgendo la Kulturvecka (la settimana della cultura) qui a Gällivare. Durante la settimana di soggiorno Achille, in qualitá di insegnante Erasmus, ha guidato i ragazzi dell´ensemble jazz che stavano ”montando” un repertorio Jazz-Funk nell´ambito di un laboratorio stabile in corso di svolgimento. Partiture alla mano, Achille ha suonato in sezione proponendosi anche come solista e sviluppando con la classe interessanti riflessioni in merito.
Ovviamente l´occasione é stata ghiotta anche per organizzare altre attivitá correlate. Nell´arco della settimana abbiamo organizzato un concerto in trio presso il museo di Gällivare con Hanz De Waard, contrabbassista olandese ma svedese d´adozione. Nei giorni a seguire io ed Achille ci siamo esibiti in duo presso la Kulturhus di Luleå (in collaborazione con il collettivo Svedese Kluster). Il weekend invece si è caratterizzato per un´affollato concerto- presso il centralissimo Quality Hotel, ed infine, si è organizzato una sessione di registrazione con due formidabili musicisti locali con i quali collaboro stabilmente; ovvero Markus Larsson alla batteria ed il chitarrista Tornbjörn Ömalm.
La scuola di musica di Gällivare, come molte altre sedi didattiche sparse in tutta Europa, apre le porte per progetti di mobilitá didattica rivolta ad insegnanti e studenti. La situazione attuale e la generazione di musicisti alla quale appartengo, in un certo senso, somiglia a quell´epoca un po’ sbiadita degli anni ´50, quella dei lavoratori Italiani che migravano al nord in cerca di lavoro in fabbrica.
I confini tra i Paesi dell´area europea si sono necessariamente allargati e man mano diventeranno sempre meno definiti e cosí diventa semplice viaggiare con agilitá. Mettere a fuoco questo concetto fa capire in maniera lucida che le antiche distanze fra la campagna del Meridione e le fabbriche piemontesi, sono concettualmente identiche a quelle attuali fra l´Italia e la Svezia. Basti solo pensare che solo sessant´anni fa si andava in viaggio di nozze da Napoli a Roma. Oggi con un click siamo in grado di stamparci la nostra carta d´imbarco e siamo pronti a volare.

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