Si è spenta la voce che portò al successo “Me and Mrs. Jones”

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Billy Paul 2 Billy Paul

Agli appassionati di jazz il nome di Billy Paul dirà poco o niente anche se viceversa tra i musicisti, almeno quelli più ‘aperti’, la sua figura era ben conosciuta ed apprezzata. Ne parlavo l’altra sera con un amico, il chitarrista Paul Ricci, e anche lui come me lo considerava un grande musicista. Eh sì, perché per lo scrivente Billy Paul è una sorta di icona, uno di quegli artisti che per un qualche motivo ti restano dentro, per sempre, magari per una canzone collegata ad un ricordo particolare che dopo tanti anni non riesci più a mettere a fuoco.
Ecco, per me Billy Paul rappresentava tutto questo dal momento che nel 1972 era stato proprio lui a portare al successo e quindi a farmi conoscere quella che ancora oggi ritengo una delle più belle canzoni del vastissimo panorama pop, “Me and Mrs. Jones”, scritta da Kenneth Gamble e Leon Huff.
Questo pezzo rappresenta una delle mie fisse e non a caso durante le mie serate di guide all’ascolto alla l’ho fatto sentire nelle interpretazioni di artisti in qualche modo vicini al jazz quali Michael Bublé e devo dire che le reazioni degli spettatori, molti dei quali non conoscevano il brano, sono sempre state positive per mia grande soddisfazione.
L’amore per questo brano viene da lontano. Erano i primissimi anni ‘70 ed anche in Italia si stava affermando il cosiddetto “Philadelphia Sound”, vale a dire quel genere che riusciva a fondere il soul, il funk, il R&B, il jazz con melodie ad ampio respiro, spesso sostenute da vasti organici in cui figuravano anche strumenti a corde. Era la , tanto per intenderci, di Harold Melvin & the Blue Notes, di Patti LaBelle, e soprattutto dei MFSB, (abbreviazione di Mother Father Sister Brother) una vera e propria orchestra di circa 50 elementi che nel 1974, col singolo “The Sound of Philadelphia” ottennero un successo straordinario vendendo milioni di copie in tutto il mondo.
Tra questi artisti un posto di rilievo lo aveva anche Billy Paul; nato per l’appunto a Filadelfia il 1º dicembre 1934  e morto a Blackwood, pochi giorni fa, il 24 aprile, Billy – all’anagrafe Paul Williams – iniziò la sua attività molto giovane. Tra i suoi ricordi più cari quella sera del 1950 quando divise il palco di un Club di Filadelfia con Charlie Parker: “Una volta – amava raccontare – mi disse che se avessi continuato a lottare avrei avuto un lungo cammino, e non ho mai dimenticato le sue parole”.
Ed in effetti Billy Paul ce la fece anche se dovette attendere di essere vicino ai quaranta per raggiungere quel successo internazionale cui sopra si faceva riferimento. Ma le basi le aveva già costruite in precedenza elaborando uno stile personale che lo portò nel corso degli anni ad essere in concerto con stelle di primaria grandezza quali, tanto per fare qualche nome, Dinah Washington, Nina Simone, Miles Davis, The Impressions, Sammy Davis Jr. e Roberta Flack. Verso la fine degli anni ’60 le prime incisioni; nel 1971 “Going East”, il primo album prodotto dalla Philadelphia International Records, che lo portò alla notorietà. Tuttavia, fu il suo secondo album, “360 Degrees Of Billy Paul” che conteneva “Me and Mrs. Jones” a fargli ottenere il successo planetario. Da quel momento è un susseguirsi di performances e di incisioni in cui Billy ha mantenuto un alto livello qualitativo essendo la sua una musica fortemente sentita e rispondente ad una sincera ispirazione.
Insomma un’altra voce importante che se n’è andata per cantare da un’altra parte; chissà se lo riascolteremo!

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