Alba Jazz 10′ edizione: tanto Jazz nella terza giornata di musica

Doveva essere la giornata del maltempo, tanto che l’ Associazione Alba Jazz ha deciso di anticipare la manifestazione “Three Trio for Three Wines” alla tarda mattinata, e invece non c’è stata ombra di pioggia ad Alba.
La città si è goduta invece la musica in tutta tranquillità cominciando in piazza alle 11 con lo spettacolare trio di Fabio Giachino, pianista albese di nascita e jazzista oramai di livello internazionale, sul palco per un breve ma eccezionale concerto con in trio, composto oltre che da lui, naturalmente, da Davide Liberti al contrabbasso e Ruben Bellavia alla batteria.

Un trio musicalmente davvero importante: consigliamo a tutti di ascoltarlo, se per caso non vi è ancora capitato, perché fanno un Jazz personalissimo, suonando con un interplay che non è costruito soltanto con la coesione e il bilanciamento, ma di un vero e proprio dialogo attivo tra i componenti del gruppo. Ascoltando con attenzione ciò che accade, si percepisce quanto i tre agiscano musicalmente in maniera paritaria, scambiandosi reciprocamente e continuamente spunti melodici, armonici e ritmici. E’ un Jazz modernissimo. Non voglio dire giovane, perché non ho mai creduto al parametro dell’età dei musicisti come garanzia di qualità, né in un senso né nell’altro.
E così sia che vengano eseguiti standards (come “If I should loose you”, ad esempio) che brani originali di Fabio Giachino (“Bubble Bass” per citarne uno), ciò che si ascolta è energia, eleganza, creatività. Sono Jazzisti che mostrano curiosità  ma anche la maturità giusta per esporre magistralmente le loro, tantissime, idee.
Tecnicamente ferratissimi, non si risparmiano assoli pregevoli.

Durante la manifestazione di Wine Makers of Alba, in cui si sono potute assaggiare eccellenze vinicole del territorio (non chi vi scrive, purtroppo, che non poteva distrarsi dalla musica), ha suonato anche un trio particolarissimo: EDNA, nella formazione originale composto da Andrea Bozzetto al pianoforte e Fender Rhodes, Stefano Risso al contrabbasso e all’elettronica e Mattia Barbieri alla batteria: quest’ultimo  assente per tourneé nella lontana Russia, sostituito molto appropriatamente dal bravissimo Francesco Diodati alla chitarra elettrica.
E’ un Jazz sperimentale il loro, che tende fortemente a creare atmosfere armoniche singolari, inconsuete, e che appaiono di volta in volta oniriche o avveniristiche, introspettive o più esplicite: ma sempre all’insegna di una morbidezza che all’ascolto avviluppa, imbriglia in maniera soffusa ma coinvolgente. Apparentemente minimalista nella tipologia dei temi melodici, o degli “accompagnamenti”, resi il più semplici possibili, in realtà la scelta della “sottrazione” rivela un intento preciso di cura fondamentalmente timbrico – armonico, resa con il bilanciamento tra musica acustica ed elettronica. Io ero in piazza seduta ad un tavolino ad ascoltare e ho desiderato fortemente di essere in una stanza insonorizzata per potermi perdere in quella nuvola di suoni.

Alle 21 in piazza Savona è andata in scena la Lydian Sound Orchestra del Maestro Riccardo Brazzale, con in aggiunta  la voce di Vivian Grillo, cantante rap ma sempre più vicina ala Black Music. Una serata di festa, tanto più che è sempre più difficile, in un festival del Jazz, poter ascoltare un’orchestra.

Lydian Sound Orchestra “We resist! La Lydian canta…”

Riccardo Brazzale (Direzione)

Robert Bonisolo, Pietro Tonolo, Rossano Emili (ance)
Gianluca Carollo, Roberto Rossi, Glauco Benedetti (ottoni)
Paolo Birro, Marc Abrams, Mauro Beggio (ritmica)
Vivian Grillo (voce)

Si comincia con “Caravan”, forte di un arrangiamento possente, carico di colori, dinamiche, ritmo volutamente enfatizzato, elettrizzante. I suoni invadono la piazza e da quel momento inizia una performance divertente, variegata nei generi, ricca di brani originali divertenti e connotati da un ottimo livello compositivo – per struttura, fantasia creativa, arrangiamenti, e naturalmente esecutivo.
Brani dunque tutt’altro che monocordi (cito “Les Arbres, o ” Un capanno di montagna in mezzo al mare”) e musicisti perfettamente coesi. Ognuno di loro si rivela solista di pregio: bellissimi gli inserti del pianoforte di Paolo Birro, notevoli gli assoli di Pietro Tonolo, Robert Bonisolo, Rossano Emili, Glauco Benedetti, Roberto Rossi e Gianluca Carollo, fondamentale e versatile la batteria di Mauro Beggio, sempre più bravo, così come il contrabbasso di Marc Abrams. E potente ed intensa la voce della giovanissima Vivien Grillo, incisiva anche quando apparentemente “intimidita” dal potente organico complessivo.

Anche la Lydian Orchestra ha regalato un momento di delicata ed intensa commozione dedicando a Gian Maria Testa l’ arrangiamento di una sua canzone: “Preferisco così”, che Vivian Grillo ha eseguito con convinzione e passione.

Tanti i brani ( tra cui anche “Lonesome Lover” e “Freedom Day” di Max Roach), che hanno entusiasmato la piazza: il jazz è anche fatto di belle Orchestre, che si possono ascoltare sempre più raramente e tra le quali in Italia questa di Riccardo Brazzale è una delle storiche e più apprezzate. Un’ altra festa per Alba Jazz!