Un decennale denso di musica festeggiato in Piazza Savona

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Ore 21 Piazza Savona

Chris Cheek –
Steve Cardenas – chitarra
Jorge Rossy – batteria e vibrafono
Jaume LLombard – basso
David Soler – pedal steel guitar

Cinque strumentisti preparati, adrenalinici, che scelgono uno spessore sonoro poderoso sia nei volumi, che nelle dinamiche, ma anche nella la scelta precisa di suonare con pochi scambi, prediligendo un suono fitto, potente, contestuale, di tutto l’organico (fatti salvi gli assoli).
Un’ora abbondante di variegato, con sfumature country, fusion e con una timbrica “pianoless” che intreccia le due sonorità affini eppure così diverse di chitarra elettrica e pedal steel guitar: quest’ultima, per sua stessa peculiarità, abbondante in glissando che contrastano con i suoni più netti del basso e della chitarra.
Chris Cheek predilige la cura di temi melodici a riff che fanno da trampolino all’improvvisazione e allo sviluppo della potenza sonora. Si tende all’espansione del suono più che allo sviluppo tematico e al dialogo “in fieri”, il che è sicuramente interessante e anche musicalmente di impatto, ma può in alcuni momenti penalizzare un po’ la comunicativa: i musicisti formano una sorta di “circolo chiuso” in cui si compiacciono della reciproca bravura, escludendo talvolta un po’ il pubblico,  che rimane a guardarli suonare da fuori.
Questa connotazione di alcuni momenti di musica non ha impedito che la platea abbia potuto fruire di una ottima performance, e anche di bei momenti espressivi durante alcuni brani più introspettivi e anche durante gli assoli, sempre ragguardevoli.

Emozionante l’omaggio a Gian Maria Testa, l’ultimo dei quattro che il Festival ha voluto regalare ad un suo grande poeta.
Si chiude tra gli applausi questa edizione specialissima di Alba Jazz: non solo perché è stata la decima, ma anche per il rapporto speciale che si è creato tra la città ed un Festival che, partendo solo dall’entusiasmo di alcuni appassionati, ha saputo costruire una realtà musicale importante e oramai attesissima di anno in anno non solo dai cittadini, ma da molti “esterni” ad Alba, che siano essi appassionati, operatori del settore, o gli stessi artisti. Ascoltare la musica in location sempre suggestive, avendo un rapporto “vis a vis” con i musicisti e gli stessi organizzatori, divenuti oramai professionalmente impeccabili ma con la genuinità di chi fa questa scelta per passione e non per guadagno, vuol dire ascoltare musica con una vibrazione diversa: migliore.
Questi sono i festival che ci piacciono! Sono questi i luoghi in cui il Jazz rimane vivo.

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