All’Auditorium il concerto della formazione guidata da Riccardo Fassi

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A fine marzo il -studio intitolato a Gianni Borgna (presso il romano Parco della Musica” ha ospitato la Tankio Band diretta da Riccardo Fassi, con Antonello Salis ospite.

Si è trattato di un’importante occasione perché sono stati presentati per la prima volta in pubblico i brani e gli arrangiamenti che faranno parte di “The Return of the Fat Chicken. Riccardo Fassi Tankio Band Plays Frank Zappa”: è il secondo album zappiano della formazione, di imminente uscita discografica (Alfa ).

Esclusa la componente vocale (nel Cd assicurata da Napoleon Murphy Brock – per dodici anni nei gruppi zappiani – che, si spera, dovrebbe essere in Italia quest’estate con la Tankio Band) Fassi ha allestito e cucito una versione orchestrale delle composizioni di Zappa, peraltro già fortemente connotate in senso compositivo ed arrangiativo nella loro veste orignale. E’, in effetti, il sound complessivo che si arricchisce di timbriche jazzistiche pur utilizzando chitarra elettrica e, spesso, tastiere insieme al vibrafono, strumento che il rocker italoamericano ha sempre amato ed impiegato (nella Tankio lo suona il valido Pierpaolo Bisogno).

Il recital è iniziato con “King Kong” (soli al baritono di Torquato Sdrucia ed al di Massimo Pirone), già nel repertorio della Tankio, per poi lanciarsi in nuove riletture come “Uncle Meat” (con gli sfavillanti Sandro Satta e Carlo Conti, rispettivamente  al sax alto e soprano) ed “It Must Be a Camel” (eccellente il leader Fassi al sintetizzatore).

Nonostante qualche tempo morto ed un pubblico partecipe ma un po’ “distante”, la musica è decollata mostrando l’efficacia dell’organizzazione delle parti ed un “sound” complessivo che rende onore alla matrice zappiana (soprattutto a livello dei complessi, intricati e spesso autoironici temi) ed alla formula orchestrale; anch’essa, però, intesa non come canone rigido ma come organico pronto a assimilare tensioni e stravolgimenti, grazie soprattutto alla fisarmonica di Antonello Salis ed agli stessi musicisti, ottimi sia nel lavoro di sezione che in quello solistico (sensibile al linguaggio trasversale di Frank Zappa ed alla sua dimensione rock-avanguardistica).  In scaletta, tra gli altri, “G.Spot Tornado” che è una composizione dell’ultima stagione del chitarrista, “Oh No” in 7/4 e con assolo di vibrafono, “Little Umbrellas” (che è stato impreziosito da soli di Manlio Maresca (chitarra), Pirone, fisarmonica e pianoforte) e il trionfante “Peaches en Regalia”. Già presente nel primo album zappiano della Tankio, il brano conserva una straordinaria dinamica, lo slancio ritmico, l’aternarsi dei piani tra sezioni e solisti e la contagiosa energia.

Per il bis si scomoda la penna di George Duke che scrisse “Uncle Remus” per Zappa, celebrato dall’organico orchestrale con soli di Maresca (chitarra) e Giancarlo Ciminelli (al flicorno). Scrive Riccardo Fassi, spiegando il senso profondo del suo progetto, che è <<una necessità ineludibile suonare la musica di Zappa, viverla ed abitarla in modo proprio per poter sviluppare l’ispirazione continua che essa fornisce. Le tracce che Frank ci ha lasciato sono numerose e suscettibili di ulteriori sviluppi, ed arrangiare al sua musica per orchestra è come scavare e cercare sempre nuovi spunti, in un processo che sembra non avere fine>>. Oggi è quanto mai necessario affinché le giovani generazioni non perdano l’occasione di conoscere un musicista magistrale ed un critico feroce e sarcastico della società americana ed occidentale.

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