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E’ stato da poco pubblicato su facebook (https://www.facebook.com/carola.descipio;https://www.facebook.com/robcosmo) e youtube  (https://www.youtube.com/watch?v=VZSqNsyIqIc) un breve filmato di grande interesse: dal Vivo al Music Inn – Trailer. Poco meno di un minuto in cui – su un serrato assolo di – si susseguono in modo incalzante i volti di una serie di testimoni “speciali” della vita di uno dei più celebri europei, quello sito a Roma in Largo dei Fiorentini, animato da Pepito e Pichi Pignatelli.

Il trailer è tratto da un lungometraggio (durata non inferiore all’ora) attualmente in corso di montaggio. Cinquanta sono stati gli intervistati al di qua ed al di là dell’Oceano Atlantico: musicisti soprattutto, ma anche giornalisti e registi. Autori del documentario sono Carola De Scipio (regista) e Roberto Carotenuto (direttore della fotografia): la prima è nota soprattutto per il bel volume dedicato a Massimo Urbani “L’avanguardia è nei sentimenti” (prima edizione nel 1999, ripubblicato nel 2014 da Arcana editrice)  ma ha anche realizzato un apprezzato film a fumetti nel 2012, “Moloch”, sempre a soggetto jazzistico; Carotenuto è fotografo e filmaker. I due costituiscono un’affiatata coppia di lavoro.

Il proposito è quello di ricostruire l’atmosfera – “magica e folle” come ha  affermato la De Scipio – del Music Inn, locale che ha ospitato e fatto crescere più generazioni di jazzisti italiani, in un processo ed in una dimensione analoga con quanto accaduto al newyorkese Village Vanguard, ancora oggi operativo sotto la guida di Maxine Gordon e di sua nipote. Il romano Music Inn, fondato dal “principe batterista” Pepito Pignatelli, ha avuto una storia più breve quanto significativa e di un ventennio (1973-1993) parlerà il documentario lumeggiato dal trailer.

Chi sta producendo, con coraggio e lungimiranza, il lavoro di Carola De Scipio e Roberto Carotenuto è l’Associazione Mobile del sassofonista e compositore torinese Alfredo Ponissi: la stessa che ha prodotto il citato “Moloch” (Ponissi vi ha direttamente collaborato) il quale è arrivato finalista al “RFF Rome Indipendent Film Festival”, unico lavoro italiano tra i primi dieci nella sezione “cinema di animazione”.

Non resta che avere un po’ di pazienza per immergersi di nuovo (grazie al documentario) nell’atmosfera “magica e folle” del Music Inn, in una “palestra di vita e di musica” che ha allenato tantissimi jazzisti di valore, da Antonello Salis ad Enrico Pieranunzi.

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