Some Place Called Where: Marilena Paradisi e Kirk Lightsey!

MARILENA PARADISI | KIRK LIGHTSEY
Some Place Called Where
8 tracce | 44.57 minuti
Losen Records

«Dopo una lunga fase dedicata all’improvvisazione totale, alla ricerca e al rapporto col “suono” sviscerato in ben quattro album, ognuno con una particolarità come improvvisazione sulle immagini, la dialettica col silenzio, l’improvvisazione del testo, la dialettica con la risonanza, è come se sentissi di aver concluso un grande capitolo della mia storia, e ho sentito l’esigenza di tornare a “interpretare”, a cercare di raccontare storie attraverso l’uso della parola. Sono passati anni, sono accadute così tante cose che ora sento una differente maturità, un differente approccio alla musica e ai testi, inoltre sento che la mia voce è molto cambiata». Sono le parole di Marilena Paradisi, utile premessa per capire la “complessità risolta” di un disco importante e ambizioso, ma anche delicato, intimo, prezioso, come Some Place Called Where. L’ottavo album della vocalist italiana, che dopo tre dischi centrati sul jazz e quattro tra contemporanea e improvvisazione totale, si avvicina nuovamente alla musica delle origini: lo fa con maturità, con una sensibilità nuova e con una straordinaria partnership, quella del grande Kirk Lightsey.

Pubblicato dalla norvegese Losen Records, Some Place Called Where non è un disco solista con un “featuring”, lo straordinario pianista di Detroit non fa da “special guest”: si tratta infatti di un’opera nata da un duo, forte di un repertorio condiviso, di una comune sensibilità, della stessa visione magica e “olistica” del fare musica. Un senso di scoperta e di luminosità pervade l’intero album, con lo stesso stupore di quando Marilena vide per la prima volta Kirk dal vivo: «Kirk è un musicista che ho avuto la fortuna di ascoltare live e sono sempre rimasta colpita e affascinata dal suo pianismo, dal suo stile, oltre che dalla sua energia e vitalità vulcaniche. È un polistrumentista. Oltre al pianoforte suona il flauto e il violoncello. Ha uno stile inconfondibile, un tocco meraviglioso che fa cantare i tasti, una scelta armonica davvero inusuale che attinge alla musica classica, che lui ascolta moltissimo. Lui stesso, pur avendo vissuto la vera storia di questa musica, non ama etichettarsi come musicista di Jazz, non ama come viene usata oggi questa parola. Per lui è talmente profonda da spiegare – direi un modo di essere – che non ha senso come viene intesa normalmente. Per questo Kirk ama dire che la musica è “magica” oppure… non è musica! Lui cerca costantemente la magia quando suona, e ti invita a cercarla anche in te. Poche note e crea subito un’atmosfera, fa delle scelte armoniche davvero inusuali che ti portano sempre a nuova ispirazione».
Kirk Lightsey rilancia: «È un progetto davvero speciale per me perché suonare in duo e con questa scelta di repertorio mi fa trovare un suono orchestrale dal pianoforte che è molto importante per me. Trovare in quella musica il suono di suspense, mistero, senso di spazio infinito, affetti e sentimenti è importante per il mio feeling nella musica. Marilena ha una voce molto speciale e con molto talento, potrei dire tecnicamente per il suo particolare timbro, per intonazione, musicalità, flessibilità, espressività e il suo stare sul tempo, ma in una sola parola è “molto artistica”, e con questo intendo dire che è in grado di cantare profondamente i suoi sentimenti e per questo è espressiva e perfetta per questo repertorio». (altro…)

IL VOLO DEL JAZZ – SACILE: XIII EDIZIONE “GRANDI FIRME”, ANNUNCIATI MICHAEL NYMAN E IL DUO BRAD MEHLDAU & CHRIS THILE

Migliaia di spettatori da nord Italia, Germania, Austria e Slovenia sono pronti a “invadere” il Friuli-Venezia Giulia per la XIII edizione de Il volo del jazz di Sacile (PN).
La macchina organizzativa si è messa in moto e sono stati annunciati i primi ospiti internazionali: Michael Nyman il 21 ottobre e il duo Brad Mehldau – Chris Thile il 9 novembre sono tra le grandi firme del programma 2017: dal 21 ottobre al 2 dicembre, Sacile, il “Giardino della Serenissima”, diventa palcoscenico per stelle del jazz e giovani promesse del territorio, tra nuove sonorità, avanguardie e sperimentazioni di assoluta qualità.

IL VOLO DEL JAZZ, UN FESTIVAL DI SUCCESSO
il progetto, ideato da Circolo Controtempo di Cormòns (GO), conta oltre 12 mila spettatori solo nelle ultime cinque edizioni, con un trend in costante aumento. Cresciuto nel corso degli anni per eventi e durata. Il volo del jazz attrae un pubblico che arriva da tutto il Nord Italia, da Germania, Austria e Slovenia. Alcuni artisti jazz, oggi affermati, sono stati lanciati proprio dal festival.

Il volo del jazz è un “racconto del jazz e delle sue diverse commistioni a diverse latitudini”: un racconto di “contaminazioni”, in cui si crea un’alchimia di suoni, visioni e stili.
La “contaminazione” è anche nei generi: la musica incrocia per un mese intero le proposte di giovani artisti del territorio; cinema, arte, letteratura e illustrazione (accompagnate dalle specialità enogastronomiche locali) fanno di questo progetto un’esperienza sensoriale a tutto tondo.
Nelle passate edizioni, Il volo del jazz ha ospitato artisti come: Esbjörn Svensson Trio, Hiromi Uheara, Esperanza Spalding, Youn Sun Nah, Dee Dee Bridgewater. (altro…)