Intervista raccolta da Daniela Floris

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Intervista raccolta da Daniela Floris

Foto di ELEONORA CERRI PECORELLA


-Come stai vivendo queste giornate?

Diviso fra la preoccupazione per la salute di molti amici , e le condizioni generali sanitarie ed una sorta di pratica giornaliera più intensa del solito. Numerosi rapporti a distanza che stanno germogliando in produzioni artistiche molto interessanti. E sto cercando di essere puntuale nell’aggiornare il mio diario (sotto forma di lavoro sulla piattaforma Bandcamp, chiamato ATTREZZI DEL MESTIERE.
https://marcocolonna.bandcamp.com/album/attrezzi-del-mestiere


-Come ha influito sul tuo lavoro?

Io lavoro esclusivamente come performer, non sono un insegnante. Questo fa si che il mio lavoro sia stato completamente annullato. Ma invento cose, produco, cerco di fare “marketing” per le mie produzioni.
Sono aperto anche allo scambio di esperienze. (non amo chiamarle lezioni….) ….Ma non essrndo inserito in alcuna struttura, non sono molto appetibile come insegnante.


-Pensi che nel prossimo futuro sarà lo stesso?

Non mi aspetto una soluzione rapida.


Come riesci a cavartela senza poter suonare?

La fortuna vuole che in questo periodo possa tenere botta senza troppi problemi, ma è un caso… Penso che se fosse capitato sei mesi fa la situazione sarebbe stata non solo preoccupante, ma drammatica.


-Vivi da solo o con qualcuno?

Ho una famiglia: una moglie, (attualmente in cassa integrazione), e due figli.


-E quanto ciò risulta importante?

Noi stiamo bene insieme, la nostra casa non è enorme ma abbiamo la fortuna di avere spazio esterno da poter vivere. I ragazzi sperimentano la didattica a distanza , si guardano film, si legge, lavora condividendo gli spazi e scambiando. E’ un momento molto “felice” della nostra vita insieme.
E’ molto importante essere in una comunità, non sento minimamente la solitudine, ma sono ben cosciente che è una condizione privilegiata. La solitudine, la marginalizzazione sociale, anche semplicemente la precarietà sono dei mali che in questo momento rischiano di diventare “esplosivi “ .


-Pensi che questo momento di forzato isolamento ci indurrà a considerare i rapporti umani e professionali sotto una luce diversa?

Lo spero. Credo nel mio lavoro come funzione connettiva . Mettere insieme le persone, le , le situazioni … Continuo a farlo a distanza, penso al rapporto con la danzatrice Eva Grieco che danza sul la terrazza del suo palazzo a Roma (esempi della nostra collaborazione a distanza si trovano qui www.shadowonawall.blogspot.com ), ma anche al rapporto con Izumi Kimura a Dublino che approccia il lockdown con ritardo rispetto a noi. E al rapporto con Aida Talliente, con cui abbiamo prodotto in questi giorni Diari di una separazione , riflettendo su questa distanza attuale, rispecchiandola in quella vissuta nei Balcani durante la guerra

https://marcocolonna.bandcamp.com/album/diari-di-una-separazione .

Ovvio che poter condividere l’odore dell’aria è un’altra cosa, ma non permetto alla distanza obbligata di fermarmi. La mia comunità è sparsa per il Mondo.  Per cui esercitiamoci a non perderci di vista, a pensare agli altri , e fuori dalla nostra quotidianità possiamo tessere relazioni forti che ci aiuteranno a reinventare il futuro.


-Credi che la musica possa dare la forza per superare questo terribile momento?

La musica è parte della vita, ed è uno strumento per conoscersi e conoscere. E proprio per questo è uno strumento anche per superare questo momento con la capacità di immaginare e reinventare il futuro.


Se non alla musica a cosa ci si può affidare?

Alla profondità. Rifiutare la superficialità che viene proposta dalla maggior parte degli ambienti social, per esempio. Non sta a me dare indicazioni, ma rifletto spesso su quanto sia importante avere coscienza dei nostri ruoli, su quanto sia importante non dimenticare gli altri ponendo l’attenzione solo su noi stessi . E su come questo momento possa essere di stimolo per affrontare il futuro mantenendo la forza di questa esperienza. Da molteplici punti di vista : personali, professionali, sociali e sanitari.


-Quale tuo progetto è rimasto incastrato in questa emergenza e vuoi segnalare?

A parte un tour saltato (con Danilo Gallo), e altri concerti…L’uscita di un disco (FILI, per Neufunken ) e la presentazione di un libro (il mio debutto come scrittore…più o meno….”E mio padre mi disse che non ero normale” per BLONK editore)


-Mi racconti una tua giornata tipo?

Studio, scrittura () e registrazione per 8 ore al giorno. Il resto famiglia, pasti e una breve uscita con il cane. Con un rigore da monaco.



-Se avessi la possibilità di essere ricevuto dal Governo, cosa chiederesti?

Niente che abbia senso scrivere in questa sede.

 

-Hai qualche particolare suggerimento di ascolto per chi ci legge in questo momento?

Tutta la musica di artisti viventi, di non avere paura di supportare i musicisti che ci piacciono anche con acquisti digitali. Pensare che la musica è materiale vivente, ed ha bisogno di avere una parte importante nella quotidianità di una società. Perché proviamo a raccontarci, a metterci a confronto con quello che ci circonda.

marcocolonna.blogspot.com

 

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