Presentazione speciale per Gente di Jazz, con l’autore Gerlando Gatto, a Napoli il 24 ottobre. L’eleganza della musica jazz sposa la magnificenza architettonica di Palazzo San Teodoro

La lettura rende un uomo completo, la conversazione lo rende agile di spirito e la scrittura lo rende esatto.

Francis Bacon, uno dei padri del pensiero moderno, scrisse queste parole nel 1625 e sono certa che se avesse conosciuto il giornalista Gerlando Gatto avrebbe sicuramente pensato che la descrizione s’attagliasse perfettamente al personaggio!

Catanese, classe 1946, romano d’adozione, Gatto mastica jazz sin da bambino, al punto che, come ha ricordato nel corso della presentazione del suo libro “Gente di Jazz” (ed. KappaVu / Euritmica) a Napoli, lo scorso 24 ottobre, non ricorda di aver ascoltato altri generi musicali, sin da quando era poco più di un marmocchio… tant’è che già nei primi anni ’60, a soli 14 anni, scriveva già di musica su “Il Corriere di Sicilia”!

Nel suo sangue corrono rotaie di note, sulle quali sfrecciano gli “Honky Tonky Trains” del jazz, che partono dai club di New York per arrivare al blues dei Juke Joint della Louisiana, rincorrendo i freddi venti musicali del Nord-Europa, fino a raggiungere le calde sonorità del sud del mondo… con frequenti passaggi nelle stazioni del latin-jazz, brasiliano e afro-cubano.

Ho provato a riassumere la sua lunga carriera usando questa metafora perché sarebbe impossibile – e finanche riduttivo – limitarsi a citare tutto quello che Gerlando ha fatto per il jazz in questi ultimi quarant’anni; basti ricordare i cicli di guide all’ascolto alla Casa del Jazz di Roma, con la quale collabora dal 2007 o la conduzione di programmi radiofonici e televisivi per la Rai, assieme al grande Adriano Mazzoletti, o ancora l’essere uno degli estensori della “Enciclopedia del Jazz” edita da Curci.

Il tassello che mancava all’opera musiva che è il suo imponente curricolo professionale era la pubblicazione di un libro che raccogliesse in qualche modo il suo importante lavoro.

Nasce così l’idea di “Gente di Jazz”, un volume che racchiude preziose interviste a protagonisti indiscussi della storia del jazz mondiale, che sono uniti da un elemento comune: l’aver partecipato ad una o più delle ventisette edizioni del Festival Internazionale Udin&Jazz.

Ed ecco allora scorrere sotto i nostri occhi i nomi di alcuni dei musicisti che hanno influenzato fortemente il linguaggio musicale della nostra epoca: McCoy Tyner, Cedar Walton, Michel Petrucciani, Enrico Pieranunzi… ma solo per citarne alcuni, perché nel libro le interviste sono ben 25, introdotte dalla prefazione del trombettista Paolo Fresu e chiuse dalla postfazione del filosofo e intellettuale friulano Fabio Turchini.

Le immagini a corredo dell’opera sono quasi tutte del fotografo storico di Udin&Jazz, Luca d’Agostino, tranne un paio firmate da Elia Falaschi e da Luciano Rossetti.

E dopo la presentazione in anteprima, a maggio, al Salone Internazionale del Libro di Torino, quella a Udine, in occasione di Udin&Jazz 2017, e quella più recente alla Feltrinelli di Roma, “Gente di Jazz” ha fatto scalo a Napoli, avvolto nella bellezza di uno scenario prestigioso quali sono le splendide sale affrescate, in stile neoclassico, di Palazzo San Teodoro.

A condurre la serata, con grande competenza e passione, il filosofo napoletano Marco Restucci, che è anche critico musicale, giornalista e scrittore (suo il libro “Dioniso a New Orleans. Nietzsche e il tragico nel jazz”, da poco pubblicato da Albo Versorio). Restucci ha introdotto l’opera definendola come un libro “a cornice” al cui interno trovano posto diversi frammenti, storie e personaggi tutti coinvolti nello stesso, affascinante gioco dialogico i cui fili sono tirati dall’autore.

Oltre a Gerlando Gatto, erano presenti tra i relatori: Giancarlo Velliscig, direttore artistico di Udin&Jazz e Antonio Onorato, chitarrista e compositore napoletano di livello internazionale, un vero e proprio rainbow warrior (dal modo in cui i nativi americani, alla cui cultura e pensiero Antonio è molto vicino, definiscono i loro spiriti che si reincarnano nei bianchi).

I contributi al dibattito, che si è generato grazie anche alle molte domande da parte del numeroso e preparato pubblico, sono stati parecchi e interessanti. Si è venuto così a delineare un vero e proprio “stato dell’arte” della musica jazz contemporanea, con uno sguardo su diversi aspetti tra i quali – forse il più interessante – una riflessione sul ruolo attuale della tradizione orchestrale, che in passato ebbe come protagonisti jazzisti eccezionali. Si è parlato anche dei nuovi linguaggi della scena jazzistica americana dei nostri giorni, chiedendosi come gli artisti possano sfuggire ai canoni imposti dal conformismo culturale odierno riportando nella loro musica quei valori sociali e politici, un tempo legati ai movimenti di protesta, di  quando gli Stati Uniti erano esportatori di contro-cultura.

Ph Massimo Cuomo

Ricco di suggestioni mnemoniche l’intervento di Antonio Onorato, incentrato sul rilevante apporto dato dai musicisti italiani allo sviluppo della musica jazz in America, facendo riferimento ai tanti emigranti che dal meridione sbarcarono negli Stati Uniti e ricordando che questi uomini erano quasi tutti capaci di suonare uno strumento musicale, grazie alla grande tradizione bandistica delle regioni del sud Italia e alle sue svariate contaminazioni.

Nel corso della presentazione, Antonio Onorato, fresco di rilascio di un nuovo lavoro discografico dal titolo “Vesuvio Blues (Blu Music International), e il suo allievo chitarrista Luca Farias (figlio d’arte… il padre, Angelo Farias, è il bassista della band di Antonio Onorato) hanno imbracciato le rispettive chitarre, improvvisando sulle note della sinuosa Footprints di Wayne Shorter, giocando sulla colorata tavolozza armonica del classico della tradizione napoletana Munasterio ‘e Santa Chiara e chiudendo la serata fondendo la bossa nova al neapolitan power con la splendida Manhã de Carnaval, main theme della colonna sonora del celebre film Orfeo Negro, trasposizione cinematografica del mito di Orfeo ed Euridice.

Ph Massimo Cuomo

Una serata perfetta in una location da favola per un libro davvero ben riuscito, che veleggia verso la terza ristampa. Il patron di Udin&Jazz, Velliscig, si è lasciato strappare la promessa di pubblicare nel 2018, sotto l’ala dell’associazione culturale Euritmica, per i tipi della KappaVu di Udine, il secondo volume di Gente di Jazz, che pare sarà interamente dedicato “all’altra metà del jazz…”.

Per finire, permettemi una piccola digressione, essendo una friulana che ama profondamente la sua terra: al termine della presentazione, ospiti del gentiluomo partenopeo Pietro Micillo nella sua Taverna La Riggiola, elegante ristorantino attiguo al Palazzo San Teodoro, con una cucina tendente alla rivisitazione moderna di gusti e sapori della tradizione campana, è avvenuto un simbolico e perfettamente riuscito gemellaggio enogastronomico tra il Friuli Venezia Giulia e la regione ospite dell’evento, con l’abbinamento degli eccellenti vini della casa vinicola Livio Felluga di Brazzano di Cormòns alle varie e squisite portate proposte dallo chef Francesco Pucci. Praticamente… l’optimum delle tipicità!

Marina Tuni

Special thanks per la preziosa collaborazione e per l’ospitalità a Palazzo San Teodoro a: Pietro Micillo, Giovanni Lombardi, Giobby Greco, ing. Camerlingo, Tecno srl

Un sincero ringraziamento alla Taverna La Riggiola, Napoli e a Elda Felluga dell’Azienda Vinicola Livio Felluga, Brazzano di Cormòns (Gorizia)

Grazie al fotografo Massimo Cuomo per la gentile concessione di alcune delle immagini che corredano l’articolo.

 

A Napoli, Palazzo San Teodoro, la prossima presentazione di “Gente di Jazz” di Gerlando Gatto (ed. KappaVu/Euritmica)

Seconda ristampa per il libro “Gente di Jazz” – interviste e personaggi dentro un festival jazz – (edizioni KappaVu/Euritmica, 2017), scritto dal nostro direttore Gerlando Gatto. Il volume, che contiene la prefazione di Paolo Fresu, notissimo trombettista sardo, la postfazione del filosofo e intellettuale Fabio Turchini e le immagini del fotografo di spettacolo Luca d’Agostino, arriva dunque a Napoli, dopo l’anteprima al Salone Internazionale del Libro di Torino e la recente e molto partecipata presentazione alla Feltrinelli di Roma.

Martedì 24 ottobre, Gente di Jazz e il suo autore saranno nel capoluogo partenopeo, nelle sale di Palazzo San Teodoro, storica dimora che si trova all’inizio della Riviera di Chiaia, la zona residenziale a ridosso del lungomare (Riviera di Chiaia 281. I posti sono limitati e gli ingressi su invito con lista nominale. Per gli accrediti stampa e gli inviti contattare l’Ufficio Stampa dell’evento +39 339 4510118 o inviare una mail a stampa@euritmica.it.

L’autore dialogherà con il filosofo napoletano, giornalista ed esperto di jazz Marco Restucci (che ha di recente pubblicato un libro dal titolo “Dioniso a New Orleans. Nietzsche e il tragico nel jazz”, Albo Versorio), con Giancarlo Velliscig, direttore artistico di Udin&Jazz e con il chitarrista Antonio Onorato, presente con un’intervista in Gente di Jazz. Antonio, artista di fama internazionale – da pochi giorni è uscito il suo ultimo progetto discografico “Vesuvio Blues” (Blumusic International) – porterà il suo contributo all’evento anche attraverso alcuni interventi musicali… rigorosamente improvvisati, come nella miglior tradizione del jazz!

“Gente di Jazz” raccoglie una serie di dialoghi tra Gerlando Gatto e un gruppo di musicisti che, in epoche anche molto diverse, hanno partecipato al Festival udinese, che conta già ben 27 edizioni.  In ordine strettamente casuale, gli artisti presenti sono: Stefano Bollani, Michel Petrucciani, McCoy Tyner, Danilo Rea, Enrico Pierannunzi, Gonzalo Rubalcaba, Francesco Bearzatti, Giancarlo Schiaffini, Enrico Rava, Claudio Cojaniz, Enzo Favata, Antonio Onorato, Cedar Walton, Joe Zawinul, Franco D’Andrea, Roberto Gatto, Massimo De Mattia, Rosario Bonaccorso, Stefano Battaglia, Mino Cinelu, Claudio Fasoli, Paolo Fresu, Maurizio Giammarco, Martial Solal, Dario Carnovale.

Gerlando Gatto descrive così la sua opera, raccontando anche un recente aneddoto: “il libro contiene parte delle fatiche che ho dedicato alla musica nel corso di questi 40 anni. In particolare mi è sempre piaciuto intervistare, e non solo personaggi famosi ma anche giovani talentuosi cercando di far emergere attraverso le loro risposte non tanto l’artista quanto l’uomo, la donna, il ragazzo, il fanciullo che si nasconde dietro il personaggio pubblico. Inoltre nel poco tempo di un’intervista ho cercato comunque di instaurare un dialogo che andasse un pochino al di là del semplice rapporto tra domanda e risposta e devo dire che in alcuni casi ci sono riuscito.  A riguardo voglio raccontarvi un episodio accaduto poco tempo fa. Siamo in estate, e alla Casa del Jazz di Roma suonano in concerto Rita Marcotulli e Mino Cinelu, che è uno dei più grandi percussionisti del jazz e la cui foto figura nella copertina del libro. Decido di andare a sentire il concerto e strada facendo parliamo con mia moglie di Mino, che avevo intervistato in Martinica nel lontano ’92 senza più rivederlo. Il dilemma era: dopo tutti questi anni di lontananza, mi avrebbe riconosciuto oppure no? Mia moglie diceva di no, mentre io sostenevo il contrario, dato che in Martinica avevamo trascorso belle giornate assieme. Arriviamo alla Casa del Jazz proprio alla fine del soundcheck. Io salgo sul palco per salutare Mino che si trova esattamente nella parte opposta. Lui alza la testa e appena mi vede mi dice semplicemente: “Quanto tempo!”. Poi si avvicina, mi abbraccia e cominciamo a parlare come se ci fossimo visti ieri. È stato bellissimo, commovente.”

In Gente di Jazz  le personalità dei musicisti emergono, quindi, sul piano artistico ma specialmente su quello umano, facendo affiorare tutta la bellezza, la genialità, il valore, anche sociale, di questo genere musicale.

Il volume è disponibile in tutte le librerie, online sul sito della casa editrice Kappavu http://shop.kappavu.it/, sui siti di Feltrinelli, Mondadori, Amazon, Unilibro, Hoepli. Al termine della presentazione è previsto il tradizionale firma copie.

Gente di Jazz di Gerlando Gatto (ed. KappaVu / Euritmica) presentato alla Feltrinelli di Roma

Seconda ristampa per “Gente di Jazz” il libro di Gerlando Gatto e in ottobre due importanti presentazioni a Roma e a Napoli

Noi della redazione di A Proposito di Jazz siamo particolarmente felici di annunciare la seconda ristampa del libro “Gente di Jazz” – interviste e personaggi dentro un festival jazz – (edizioni KappaVu/Euritmica, 2017), scritto dal nostro direttore Gerlando Gatto. Il volume, che contiene la prefazione di Paolo Fresu, celebre trombettista sardo e grande amico di Udin&Jazz, la postfazione del filosofo e intellettuale friulano Fabio Turchini e le immagini del fotografo Luca d’Agostino, sarà presentato, dopo l’anteprima al Salone Internazionale del Libro di Torino a maggio, nelle città di Roma e Napoli.

Giovedì 12 ottobre, alle 18:00 (ingresso libero) Gerlando Gatto sarà presente alla Feltrinelli Libri&Musica di Largo di Torre Argentina 5/A a Roma, una catena di librerie sempre in prima linea nella divulgazione in toto della cultura. Con lui, a illustrare l’opera, il direttore artistico di Udin&Jazz, Giancarlo Velliscig, i giornalisti e critici musicali Maurizio Favot e Luigi Onori (che scrive anche su questa testata) e i musicisti Maurizio Giammarco e Giancarlo Schiaffini, le cui interviste sono pubblicate all’interno del libro.

Martedì 24 ottobre, Gente di Jazz e il suo autore si spostano a Napoli, nelle sale di Palazzo San Teodoro, un’antica residenza gentilizia, progettata dall’architetto toscano Guglielmo Bechi (lo stesso di Villa Pignatelli), che ha realizzato un’autentica opera d’arte: tre piani in stile neoclassico, dalle intense tonalità cromatiche rosso-pompeiane. La dimora si trova all’inizio della Riviera di Chiaia, la zona residenziale a ridosso del lungomare di Napoli (Riviera di Chiaia 281 – posti limitati; ingressi su invito con lista nominale. Per gli accrediti stampa e gli inviti contattare l’Ufficio Stampa dell’evento +39 339 4510118 o inviare una mail a stampa@euritmica.it ).

Nella città della sirena Parthenope, l’autore dialogherà con il filosofo ed esperto di jazz Marco Restucci (anch’egli autore di un libro, di recente pubblicazione, dal titolo “Dioniso a New Orleans. Nietzsche e il tragico nel jazz”, Albo Versorio), con il già citato Giancarlo Velliscig, nella duplice veste di direttore artistico di Udin&Jazz ed editore (la pubblicazione è edita da KappaVu/Euritmica, Udine) e con il chitarrista Antonio Onorato, anch’egli presente con un’intervista in Gente di Jazz. Antonio, artista di fama internazionale, porterà il suo contributo all’evento anche attraverso alcuni interventi musicali… rigorosamente improvvisati, come nella miglior tradizione del jazz!

“Gente di Jazz” raccoglie una serie di interviste e dialoghi tra il nostro direttore, infaticabile promotore della musica jazz e un gruppo di musicisti che, in epoche anche molto diverse, hanno partecipato al Festival Udin&Jazz; li citiamo, in ordine strettamente casuale: Stefano Bollani, Michel Petrucciani, McCoy Tyner, Danilo Rea, Enrico Pierannunzi, Gonzalo Rubalcaba, Francesco Bearzatti, Giancarlo Schiaffini, Enrico Rava, Claudio Cojaniz, Enzo Favata, Antonio Onorato, Cedar Walton, Joe Zawinul, Franco D’Andrea, Roberto Gatto, Massimo De Mattia, Rosario Bonaccorso, Stefano Battaglia, Mino Cinelu, Claudio Fasoli, Paolo Fresu, Maurizio Giammarco, Martial Solal, Dario Carnovale.

Gerlando, al di là della sua indiscutibile competenza, è persona sensibile e curiosa. Queste peculiarità fanno certamente la differenza nelle sue interviste, particolarità che si nota soprattutto nel taglio dato alle domande che egli rivolge, dove le personalità dei musicisti emergono sia sul piano artistico ma specialmente su quello umano. In Gente di Jazz affiora tutta la bellezza, la genialità, il valore, anche sociale, di questo genere musicale che, non dimentichiamolo, nacque grazie agli schiavi africani deportati negli Stati Uniti e ai loro canti di protesta.

Gente di Jazz è disponibile in tutte le librerie, online sul sito della casa editrice Kappavu http://shop.kappavu.it/  e sui siti di Feltrinelli, Mondadori, Amazon, Unilibro, Hoepli.

Alle presentazioni l’autore sarà ben lieto di personalizzare la vostra copia.

#jazz4italy, il Jazz italiano per le terre del sisma. La nuova geografia del terremoto ridisegna la mappa della solidarietà: 4 regioni, 800 musicisti, 100 band e 150 concerti

“Il Jazz italiano per le terre del sisma”, #jazz4italy, iniziativa che riunisce in un progetto comune un pool di enti con capofila il MIBACT, Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo, la città de L’Aquila, la “Perdonanza Celestiniana” e quest’anno anche i comuni di Amatrice, Scheggino e Camerino, sta per avviare la sua imponente macchina organizzativa. La maratona del jazz, itinerante dal 31 agosto al 3 settembre,  gode del sostegno della SIAE come sponsor principale oltre all’apporto di partner tecnici e alla copertura mediatica della Rai. L’organizzazione è a cura dell’Associazione i-Jazz (che raggruppa ben 50 promoter di  festival in tutta Italia), di MIDJ (associazione dei Musicisti Italiani di Jazz) e della Casa del Jazz di Roma.

Dopo l’enorme riscontro delle due passate edizioni (60.000 spettatori solo nel 2015!) il programma di quest’anno vede la policroma carovana del jazz spostarsi attraversando quattro regioni: Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo, seguendo la mappa ridisegnata in base alle scosse che si sono succedute negli ultimi anni nell’Italia Centrale.

Si parte dunque dal borgo di Scheggino, in Valnerina, nella provincia di Perugia, il 31 agosto, poi a Camerino, Macerata, il 1° settembre, proseguendo il viaggio nelle terre colpite dal sisma il 2, con tappa nella martoriata Amatrice (Rieti), per arrivare il 3 a L’Aquila, capoluogo d’Abruzzo. Qui sono attesi quasi 800 musicisti (il numero è ulteriormente lievitato rispetto a quello annunciato il 20 luglio alla conferenza stampa romana, che Luigi Onori ha seguito scrivendone su queste pagine), a formare un centinaio di gruppi (tutti si esibiscono a titolo gratuito) e decine e decine di persone che andranno a comporre l’esercito dello staff, con volontari provenienti da tutta Italia – compresa la scrivente – che contribuiranno alla migliore riuscita di questo significativo evento. Lo scopo è soprattutto quello di portare un messaggio di vicinanza alle popolazioni terremotate da parte di tutto il movimento del jazz. “Un gesto di solidarietà da parte del mondo dello spettacolo che ha il merito di portare l’attenzione sulle comunità che con grande sacrificio e perseveranza stanno ricostruendo il proprio tessuto vitale“, ha dichiarato il Ministro della Cultura Dario Franceschini.

Il cartellone mette quasi paura: sotto la direzione artistica di Paolo Fresu, in stretta collaborazione con il patron di i-Jazz Gianni Pini e la partecipazione amichevole, in veste di presentatrice, dell’attrice Geppi Cucciari, sono infatti previsti più di 100 concerti in una ventina di location cittadine, con inizio già dalle 11 del mattino e sino a notte inoltrata. I fondi raccolti si sommeranno a quelli della passata edizione, che in prima battuta sembrava dovessero essere destinati sempre ad Amatrice ma per la ricostruzione del cinema-teatro Garibaldi (opzione di fatto non percorribile), saranno invece dirottati alla costruzione di un Centro Polifunzionale nel quale opererà la onlus “Io Ci Sono” in stretta collabrazione con i musicisti jazz italiani che, come afferma una nota dell’organizzazione, “daranno vita e respiro alla struttura”.

ph: Pino Ninfa

A L’Aquila la protagonista sarà indubbiamente la musica ma anche lo sport scenderà “letteralmente” in campo con la Nazionale Italiana Jazzisti: il 2 settembre una partita di calcio benefica promuoverà una raccolta di fondi con lo scopo di acquistare strumenti musicali per la banda di Amatrice. La NIJ si scontrerà con la formazione degli AAA (Amici Aquila Amatrice) che sarà capitanata da Raoul Bova e composta da personalità amatriciane e aquilane, nomi dello spettacolo, tra cui il conduttore di Brasil Max De Tomassi, originario di Amatrice, ed ex calciatori. Tra i musicisti, Paolo Fresu, il crooner Walter Ricci, il contrabbassista Dario Rosciglione, il batterista brasiliano Reinaldo Santiago, ovviamente nel ruolo di centravanti!

Nella lunga maratona musicale, il jazz italiano è sicuramente ben rappresentato, con nomi di assoluto livello. La guest star sarà indubbiamente Mario Biondi ma ci saranno moltissimi musicisti di spicco come Franco Ambrosetti e Dado Moroni, Enrico Intra, Gegè Telesforo, Glauco Venier, Rosario Bonaccorso, Gabriele Coen, la vocalist Diana Torto, i Solis String 4et,  Roberto Magris, Remo Anzovino&Roy Paci e moltissimi altri… citare tutti sarebbe nobile ma in questi spazi impossibile. Facciamo comunque nostra la dichiarazione di Paolo Fresu, anima dell’iniziativa: “avremo artisti da tutta Italia, di generi, età, ispirazioni diverse, tutti con il nome scritto con gli stessi caratteri, perché siamo tutti uguali” e, aggiungiamo noi, tutti accomunati dallo stesso spirito di solidarietà e vicinanza alle genti del centro Italia, attraverso il linguaggio di pace del jazz.

Questo il link dove è possibile visualizzare il programma completo di ciascuna giornata:

https://issuu.com/italiajazz/docs/jazz4italy2017_programma_hd_ok

Al portale di ItaliaJazz le news e info costantemente aggiornate:

http://www.italiajazz.it/notizie/760?language=it

 

GLB Sound Jazz Festival a San Giorgio di Nogaro (Ud) dal 1° al 3 settembre con Villa Dora JPEG: jazz, poesia, esperienza, giovani

Lo scorso anno, dopo aver seguito la prima edizione di GLB Sound Jazz a San Giorgio di Nogaro (Udine) ho scritto: “il festival che mancava, dove non mancano le idee!”. Mi riferivo alla riuscita (non sempre accade…) contaminazione artistica tra la musica jazz, le arti visive e la poesia che, nel caso di questo festival, offre al pubblico una grande quantità di interessanti spunti e stimoli.

Il Festival, che si svolge dal 1° al 3 settembre, si è aperto con un’anteprima il 10 agosto a Lignano, con Giorgia Sallustio e Roberto Cecchetto in duo e proseguirà il 26 agosto al Città Fiera di Torreano di Martignacco con Chiara di Gleria e Mattia Romano, sempre in duo, per approdare il primo settembre a San Giorgio di Nogaro. Qui la musica, la fotografia e la poesia hanno trovato una splendida dimora nella neoclassica Villa Dora, luogo dove è nata una Casa della Poesia che custodisce il fondo Luciano Morandini, poeta, autore di prosa, critico, giornalista (nato a San Giorgio di Nogaro), uomo di cultura tra i più importanti del dopoguerra in Friuli.

Dopo il successo ottenuto nella scorsa edizione e con la voglia di migliorare sempre, quest’anno il festival, organizzato dall’associazione SanGiorgio2020 e con la direzione artistica di GLB Sound, eccellenza friulana nell’amplificazione della chitarra, si arricchisce anche del nuovo prodotto turistico partecipato Villa Dora.jpeg.

Villa Dora, il “contenitore” appunto, è il cuore culturale e letterario, vivo e pulsante, oltre ad essere l’edificio storico di maggior pregio della Bassa Friulana. J.p.e.g, acronimo che sta per Jazz Poesia Esperienza e Giovani, esprime il carattere digitale e multimediale del festival e la volontà di raccogliere intorno a se un pubblico sempre più giovane.

Il Jazz, punto nodale del festival che da sempre fa propri i linguaggi della contaminazione, si colorerà di mille sfaccettature culturali.

La Poesia, in primis, per San Giorgio di Nogaro sinonimo del già citato Luciano Morandini. Saranno a lui dedicate la conferenza di apertura del festival, il concerto di Stefano Battaglia ed Elsa Martin (2 settembre), che nel loro splendido progetto dedicato ai poeti friulani hanno voluto inserire anche delle liriche di Morandini, una cena con reading e anche la bella iniziativa notturna “A lume di poesia”, nonché una mostra fotografica ricca di suoi ritratti.

Il Jazz vedrà protagonisti però anche altri illustri ospiti del panorama regionale ed internazionale. Da Daniele Di Bonaventura e Pysz (01 settembre) al giovane ed interessantissimo Irie Trio (01 settembre) fino alla splendida voce di Letizia Felluga, accompagnata dal chitarrista Gaetano Valli e da Alessandro Turchet al contrabbasso (02 settembre).

Si diceva che GLB Sound Jazz Festival è anche arte e fotografia: nella giornata del primo settembre saranno infatti inaugurate le mostre fotografiche di Luca A. d’Agostino e Luca Valenta (entrambi fotografi di Phocus Agency), dell’artista visiva, illustratrice e grafica Magda Tavcar (in collaborazione con Juliet Art Magazine) e l’installazione del creative coder Enrico Viola.

Non mancheranno i momenti di approfondimento con delle pregevoli ed interessanti conferenze: la presentazione del Lola project (la nuova frontiera della Musica a distanza, progetto nato in collaborazione fra il Conservatorio Tartini di Trieste ed il Consortium GARR) e le due conferenze dedicate all’architettura, “Gli anni d’oro: una nuova generazione di architetti” e “L’architettura dei giovani Valle: dalla bottega di Provino agli Stati Uniti” (in collaborazione con l’Ordine degli Architetti di Udine).

Impossibile dimenticarsi dei più piccoli e delle famiglie: sarà il CEDIM ad occuparsi di loro con un bel laboratorio musicale nella due giorni di Villa Dora.

Infine, gli organizzatori hanno pensato anche ad un altro dei piaceri della vita: il gusto, proponendo degli stand enogastronomici ricchi di prodotti locali e menù dedicati al festival stesso.

In coda al GLB Sound Jazz Festival, per consolidare la viva collaborazione con ulteriori associazioni del territorio e della regione, una ulteriore giornata dedicata a cultura e musica con un intervento di street art, in collaborazione con l’associazione In Iuvene Spess, la presentazione del libro “Anomia. Pensieri in libertà”di Rita-Maria La Boria e, in serata, i concerti di Loris Venier (scuola di musica The Groove Factory) e dei gruppi Bobby Shy & The Killers e Simply the Blues (Associazione Musicale Demetrio Stratos).

Tutti gli eventi e spettacoli sono ad ingresso gratuito e la manifestazione si svolgerà anche in caso di pioggia.

Info su www.glbsound.com/jazzfestival/
Scarica il programma completo in PDF: http://bit.ly/2hqx5as