Il piano di Miguel Rodríguez dal vivo all’Elegance Cafè

Miguel Rodríguez è uno tra i pianisti Jazz più richiesti in Europa. Originario di Madrid, risiede da più di dieci anni in Olanda, dove ha terminato i suoi studi presso il conservatorio di Amsterdam e si è affermato a livello internazionale suonando con musicisti del calibro di Bradford Marsalis, Terell Stafford, Willie Jones III, Donald Harrison, Eddie Henderson. Perfezionatosi a New York, studiando con Aaron Goldberg, David Kikoski e Kenny Werner, Rodríguez è uno dei protagonisti della scena musicale olandese e si esibisce regolarmente nei più importanti festival in Europa, Asia e Sud America. L’artista riscopre il sound del piano trio nel suo aspetto più coinvolgente, ispirato da un linguaggio pianistico travolgente come quello di Oscar Peterson e del più moderno Aaron Goldberg. Il trio di Rodríguez propone una selezione di nuove composizioni ed arrangiamenti inediti caratterizzati da uno swing energico ed elegante, che cattura l’attenzione e la partecipazione del pubblico. Una musica divertente da ascoltare, un perfetto connubio tra virtuosismo, melodia e groove.
Sul palco Miguel Rodríguez (piano), Francesco De Rubeis (batteria) e Luciano Poli (contrabbasso).

Giovedì 1 marzo
Ore 21.30
Elegance Cafè Jazz Club
Via Francesco Carletti, 5 – Roma
Ingresso Euro 15 (concerto e prima consumazione)
Infoline + 39 06 57284458

Didier Lockwood Il Paganini del jazz

Magnetismo personale, tecnica eccezionale, creatività e inventiva, capacità di trasmettere sapere e conoscenza, erede dei più grandi violinisti di jazz: queste sono solo alcune delle specificità cha caratterizzano Didier Lockwood che ci ha lasciati domenica scorsa (18 febbraio) all’età di 62 anni, a seguito di una crisi cardiaca.

Dire che il mondo del jazz – francese, europeo, internazionale- è sotto choc è un eufemismo. Nell’arco di oltre quattro decenni di carriera, il talentuoso strumentista, originario di Calais e figlio di un professore di violino, dapprima membro del gruppo rock kobaien «Magma» del batterista Christian Vander, quindi di « Zao , una formazione di jazz-rock e di rock progressive guidato da François “Faton” Cahen et Yoshk’o Seffer, si è finalmente imposto nel mondo del jazz diversificando, un po’ alla maniera di Michel Portal, le sue attività musicali. Compositore di musiche da film, di opera jazz, di musica sinfonica (ricordiamo in particolare il suo concerto “Les Mouettes”), di poemi e di spettacoli lirici come “Le Jazz et la Diva” con  Caroline Casadesus, il violinista, acustico ed elettrico, depositario del violino di Michel Warlop – il quale, a sua volta, l’aveva ricevuto dal suo primo mentore e ‘maître à penser’, Stéphane Grappelli – ha esteso la sua passione musicale anche attraverso l’insegnamento creando una scuola, il CMDL (Centre des musiques Didier Lockwood) a Dammarie-les-Lys en Seine-et-Marne).

La forza di questo grande musicista, particolarmente affabile e disponibile, era inoltre la sua facoltà di visionario capace di mescolare le musiche. Qui il jazz francese con le sue declinazioni, anche manouches, lì ancora il jazz-rock, la fusion, là la musica classica e le sperimentazioni sonore della più spinta avanguardia. E tutto ciò con una immensa professionalità e una passione divorante per la sperimentazione, la ricerca e il desiderio di oltrepassare qualsivoglia formalismo.

Violinista estremamente sensibile, generoso, amico fedele, seduttore e incantatore in musica, si era esibito appena qualche settimana fa al Duc des Lombards a Parigi – con André Cecarrelli (batteria) e Antonio Faraò (piano) per la presentazione della sua ultima opera, “Open Doors” (Okeh/Sony Music), e aveva appena suonato al Bal Blomet (Parigi – XVè) quando la grande falciatrice ha tolto al mondo del jazz, senza preavviso, uno dei suoi fiori più belli e adorabili.

Didier Pennequin

Lorenzo Feliciati – “Elevator Man” – Rare Noise Records

 

 

ELEVATOR MAN (Rarenoiserecords) di Lorenzo Feliciati, è il nuovo capitolo di un percorso personale, dove la ricerca delle sonorità, l’aspetto armonico e ritmico si muovono di pari passi con gusto ed originalità. Fra i più talentuosi bassisti in circolazione, Feliciati ha fatto della duttilità stilistica e musicale un suo marchio di fabbrica spaziando tra jazz, rock e musica contemporanea. Seppure trasferitosi in Francia, di recente si è esibito in Italia con il trio del batterista Lucrezio De Seta (da ascoltare il suo ultimo album BRUBECK WAS RIGHT!) mettendo in evidenza le sue non comuni doti.

Rispetto a precedenti lavori con la band Naked Truth e Twinscapes con Colin Edward, questo nuovo progetto appare più orientato su territori prog-jazz. Per ognuno dei dieci brani presenti (oltre 58’ di musica) Feliciati  ha lavorato con musicisti e batteristi diversi. Il risultato è un lavoro omogeneo, di straordinaria qualità e compattezza stilistica. Influenzato musicalmente da Mick Karn, deve a Jaco Pastorius la consapevolezza dell’importanza che il basso può rivestire all’interno di una band. Il disco è pieno di ospiti illustri, accanto a lui, tra gli altri, suonano musicisti del calibro di Pat Mastellotto (King Crimson), Chad Wackerman (Frank Zappa, Allan Holdsworth), Roy Powell (Naked Truth, Toni Levin), il trombettista Cuong Vu  a lungo nell’ultima formazione del Pat Metheny Group, il batterista Roberto Gualdi e il chitarrista Marco  Sfogli entrambi componenti della PFM.

Il brano di apertura The Elevator Man è caratterizzato dal potente incedere del batterista Roberto Gualdi, e dalla sezione fiati “bassi” – tromboni (Stan Adams, Pierluigi Bastioli) e sax baritono (Duilio Ingrosso) – che in qualche modo segnerà in termini di sonorità l’album mentre The Brick vede protagonista la batteria del portentoso Chad Wackerman e il clavinet di Roy Powell (evidente omaggio ad Allan Holdsworth). 14 Stones è aperto dalla evocativa tromba di Cuong Vu, il clima è ambient fino all’ingresso della batteria di Pat Mastellotto, l’incedere si fa poi  incalzante e riporta, grazie ai fiati e al piano di Alessandro Gwis, a LIZARD, uno dei grandi album dei primi King Crimson . Black Book, Red Letters  intensa e malinconica ballad, un autentico gioiello, suonato in maniera stupenda; in evidenza la lirica tromba di Claudio Corvini e il sax di Sandro Satta , impeccabile  il lavoro di spazzole del batterista Gianni Di Renzo. Unchained Houdini vede Feliciati impegnato al basso, chitarra e tastiere, assecondato da un sontuoso Davide Pettirossi alla batteria (strepitoso il suo lavoro sui piatti), forse il brano più trascinante dell’intero album.

Con questo terzo album solista pubblicato dall’etichetta RareNoiserecords che fa seguito a FREQUENT FLYER e KOI, Feliciati realizza quello che può definirsi il suo capolavoro. Un cd che sorprenderà gli appassionati e tutti coloro che guardano con interesse alle nuove direzioni che il jazz contemporaneo ha intrapreso. Immancabile in qualsiasi discoteca.

Luigi Viva

 

Jazz Inc. @ Zingarò Jazz Club, Faenza

Mercoledì 21 febbraio 2018, sul palco dello Zingarò Jazz Club si esibirà Jazz Inc., quintetto formato da Alessandro Fariselli al sax tenore, Giacomo Uncini alla tromba, Massimiliano Rocchetta al pianoforte, Mauro Mussoni al contrabbasso e Fabio Nobile alla batteria. La serata è ad ingresso libero con inizio alle 22.

Jazz Inc. è un vero e proprio contenitore musicale che, negli anni ha collaborato, con alcuni degli interpreti più celebri del panorama jazz italiano ed internazionale. Una formazione versatile e capace di un linguaggio moderno: l’eclettico ensemble romagnolo spazia dall’hard-bop al soul-jazz e si colloca tra le band più in vista del panorama jazzistico grazie alla presenza nei più prestigiosi club e festival internazionali insieme ad artisti quali Mario Biondi, Gegé Telesforo, Joyce E. Yuille, Rosalia De Souza, Fabrizio Bosso, Flavio Boltro, Marco Tamburini e Nicola Conte.

Nell’album pubblicato nel 2016, Jazz Inc. riprende con energia e vitalità tutto il senso del blues e la forza espressiva che contraddistingue le atmosfere e i brani del genere. Nel disco, tutto questo passa attraverso l’omaggio reso ai musicisti che hanno dato lustro all’hard bop negli anni Sessanta, con l’esecuzione dei loro brani più celebri, e si consolida con i brani originali, del tutto coerenti nello stile e nell’approccio, composti dai membri della formazione.

Il prossimo appuntamento con la stagione dello Zingarò Jazz Club è in programma mercoledì 28 febbraio 2018 con il concerto del quintetto vocale Il Quinto Elemento composto da Irene Giuliani, Mya Fracassini, Elisa Mini, Paola Rovai e Stefania Scarinzi.

Lo Zingarò Jazz Club è a Faenza in Via Campidori, 11.

Zifarelli Bisogno Quartet tra jazz e rock all’Elegance, special guest Dario Deidda

Progetto nato nel 2015 dall’incontro tra il chitarrista Rocco Zifarelli ed il vibrafonista Pierpaolo Bisogno, musicisti che lavorano nel panorama musicale italiano ed internazionale, non solo jazzistico. Secondo Zifarelli, quella tra la chitarra ed il vibrafono è quasi “un’attrazione fatale”, due strumenti dalle grandi potenzialità melodiche, ritmiche, timbriche ed armoniche, le cui “essenzialità” favoriscono la creazione di un sound molto equilibrato e nello stesso tempo particolare, elementi importanti per la ricerca del giusto “interplay”. Ispirandosi al suono classico del quintetto di Red Norvo con Jimmy Wyble e Jim Hall, a quello di Gary Burton con Mick Goodrick e Pat Metheny, fino al più elettrico dei recenti Steps Ahead di Mike Mainieri con Mike Stern, il gruppo propone un repertorio di pezzi originali, per lo più composti da Zifarelli e Bisogno, e di standard jazz riarrangiati, tratti dal repertorio sia classico sia moderno. Tutti e quattro i musicisti vantano un’infinità di collaborazioni di prestigio in quasi tutti i settori della musica, dal jazz al pop-rock , dal cinema al teatro, dalle grandi orchestre sinfoniche alle big band, dalle trasmissioni televisive e radiofoniche passando attraverso la musica classica e all’insegnamento nei conservatori. Esperienze fondamentali, messe in evidenza nel repertorio e nello stile esecutivo, che, con l’apporto speciale di Deidda, rendono questo concerto particolarmente interessante.
Sul palco Rocco Zifarelli (chitarra), Pierpaolo Bisogno (vibrafono,percussioni), Roberto Pistolesi (batteria) e Dario Deidda (basso).

sabato 24 febbraio
ore 21.30
Elegance Cafè Jazz Club
Via Francesco Carletti, 5 – Roma
Euro 18
Infoline 0657284458

Raquel Silva Joly per il San Valentino in jazz dell’Elegance Cafè

Per la serata dedicata all’amore il progetto “Chansonnier” repertorio delle “chanson” francesi in auge dagli Anni ’40 fino agli Anni ’70, molte delle quali, per la loro bellezza e intensità, nel tempo sono divenute famose in Italia e nel mondo. Questo affascinante genere raccontato da Raquel Silva Joly, chitarrista, arrangiatrice e cantante di formazione classica, comprende le struggenti e indimenticabili note di Edith Piaf, Juliette Greco, Françoise Hardy, Dalida, Sacha Distel e molti altri.
Sul palco Raquel Silva Joly (voce,chitarra), Claudio Ginobi (fisarmonica), Giuseppe Arnetta batteria, David e Medina (basso).

Mercoledì 14 febbraio
ore 21.30
Elegance Cafè Jazz Club
Via Francesco Carletti, 5 – Roma
Euro 45 (cena e concerto)
Infoline 0657284458